FELICE IOSSA: “UNA NUOVA RESISTENZA PER NAPOLI”

di Rosario Naddeo

Appare ancora lontano nel centro sinistra l’accordo per le elezioni a Napoli. Le interferenze romane rischiano infatti di minare il terreno delle alleanze

Felice Iossa, Presidente Associazione Amici dell’Avanti.

L’intesa nel centro sinistra per le elezioni a Napoli, nonostante i ripetuti incontri  tra i rappresentanti delle diverse anime della coalizione, appare ancora lontana dall’essere conclusa, anche perché si ha l’impressione di giocare su più tavoli, almeno stando alle dichiarazioni del vice presidente della Giunta regionale della Campania Fulvio Bonavitacola, il quale ha ribadito che le scelte per le elezioni comunali di Napoli si decidono nel capoluogo partenopeo e non nei salotti romani, stigmatizzando quindi ancora una volta, affermazioni di questo o quel leader politico che parlano di intese ormai cementate, come nel caso di Luigi Di Maio, secondo il quale, l’accordo tra il Movimento cinque stelle e il Partito Democratico è già pronto. Lo stesso Bonavitacola ha ricordato invece come nei giorni scorsi il PD e le forze della coalizione, uscita vittoriosa alle recenti elezioni regionali, hanno svolto incontri ampi per verificare in primo luogo le necessarie coerenze programmatiche, sottolineando al contempo, che fino ad ora però le risposte siano state fumose, al pari di una totale mancanza di coerenza dei comportamenti. Parole condivise in pieno da Felice Iossa, Presidente dell’Associazione Amici dell’Avanti secondo il quale,  lo sforzo che le varie anime della coalizione, in particolare quelle riformiste, stanno facendo per stilare un programma serio e concreto e per identificare un meritevole candidato a sindaco, non può essere vanificato e mortificato da chi irrispettosamente intende decidere altrove sulla pelle degli altri, ovvero sulla pelle dei napoletani. “Condivido quindi con altrettanta convinzione – sottolinea Iossa – l’interrogativo che pone nelle sue dichiarazioni Bonavitacola, ovvero, quello di conoscere le basi, da cui decollano le elevate dichiarazioni di Di Maio e di conseguenza di sapere con chi ha definito tali accordi e quali ne siano i contenuti”.

E riguardo invece alla chiusura che viene dal PD circa la possibilità che siano i napoletani a scegliere chi dovrà essere il candidato sindaco per il centro sinistra, lo giudica un atto di forza rispetto agli alleati o un atto politicamente legittimo, considerato anche che si è posta una difficoltà a percorrere questa strada per la concomitante emergenza covid?

Questo è un altro punto incomprensibile ed inaccettabile, continuo infatti a chiedermi perché non si dovrebbero svolgere le primarie per la scelta del candidato a sindaco, dando così la possibilità più democratica esistente di poter far esprimere i cittadini di quest’ampia area politica scegliendo in maniera trasparente chi li deve rappresentare. E non si tiri in ballo l’alibi del covid, perché voglio ricordarlo, in piena pandemia, abbiamo votato lo scorso settembre per le regionali ed ora, che siamo in zona gialla, con la campagna di vaccinazione sempre più a regime, credo che vi siano le giuste condizioni per poter in sicurezza esercitare questo diritto.

Resta il fatto che la segreteria nazionale del Partito Democratico con Letta al pari del suo predecessore Zingaretti tende a confermare la scelta politica di campo dell’alleanza stretta con il Movimento di Grillo non solo in vista delle prossime politiche ma anche in relazione alle più vicine elezioni amministrative. Linea fedelmente sposata dai vertici napoletani del partito. Quasi a dire alle altre forze del centro sinistra prendere o lasciare.

Le devo essere sincero, davvero non si comprende perché il segretario provinciale del PD continui ad insistere nel voler stringere un patto di sangue con i grillini, cioè con un movimento senza una natura, una identità e coerenza politica, capace di stare a destra come a sinistra indifferentemente, che ad una ad una ha ammainato tutte le sue bandiere, dai due mandati ormai archiviati al giustizialismo che ora lo stesso Grillo ha mandato in frantumi in quel video a difesa del figlio e sul quale, sia il PD nazionale che quello napoletano sono rimasti in silenzio.

Non riesco davvero a spiegarmi questa subalternità del PD ai 5stelle, perché se è vero che a livello provinciale è retto da un ex magistrato, in quel partito, che io stesso ho contribuito a fondare, esiste una cospicua area riformista, alla quale chiedo perché non fa sentire la propria voce, affinchè si possa giungere a dar vita ad un nuovo e diverso centro sinistra.

Questo impone però che vi sia compattezza e unità di intenti anche nelle altre forze che compongono la coalizione, così come avvenuto l’anno scorso per le regionali.

E infatti lo stesso accorato appello fatto al PD lo rivolgo anche alle altre forze della coalizione, dai socialisti ad Azione di Calenda, da Italia Viva a Più Europa. Diamo vita a quest’area riformista per ridare finalmente occasioni di crescita, sviluppo e vivibilità alla città di Napoli.

Un nuovo centro sinistra che però non deve essere la sommatoria di tante sigle, ma deve costituire un’area strategica in cui trovi riscatto quel riformismo per troppi anni maltrattato ed offeso.

Occorre però fare presto e pertanto, confido molto anche nel presidente De Luca, perché possa far pesare la sua leadership ed il lavoro che ha fatto in questi anni, affinchè si possa tutti insieme, partendo dal programma giungere poi a delineare la figura del candidato a sindaco, che deve essere una persona che ama Napoli e che abbia competenze e passione. Solo così potremo cambiare i destini del capoluogo campano, facciamo dunque del 25 aprile una nuova Resistenza ed una nuova rinascita per Napoli.

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