AVANTI! RIUNIAMO I RIFORMISTI

L’Avanti riunisce virtualmente i socialisti e gli esponenti delle diverse anime riformiste presenti nei vari schieramenti politici. Da tutti è giunta una determinata volontà di percorrere una strada comune che unisca e rafforzi quest’area politica che tanto manca al Paese.

L’Avanti, in occasione del centoventicinquesimo anniversario della fondazione e ad un anno dal ritorno in edicola, ha promosso il dibattito maratona online “Rinascita socialista Riscossa riformista” al quale hanno preso parte, durante la diretta, lunga quasi cinque ore, numerosi rappresentanti dei Circoli dell’Associazione Amici dell’Avanti, ormai presenti in tutta la penisola. Altrettanto numeroso è stato il contributo portato all’iniziativa, presieduta dal direttore dell’Avanti Stefano Carlucci, coordinata da Sergio Scalpelli e da Salvatore Sannino e conclusa con l’intervento di Claudio Martelli, di esponenti parlamentari di diverse forze politiche, anche contrapposte, come Carlo Calenda, Emma Bonino, Lia Quartapelle, Elio Vito, Rossella Muroni, Bobo Craxi, Chiara Gribaudo, Enzo Maraio, Gennaro Migliore, Simone Crolla, Tommaso Nannicini, ma tutti uniti da quello spirito riformista e dall’idea di poter ritrovarsi in un agone comune. Non ha fatto mancare alla discussione il contributo di esponenti del mondo sindacale come il segretario generale della UIL Pierpaolo Bombardieri e Marco Bentivogli, ex segretario generale della FIM-Cisl ed oggi coordinatore dell’associazione Base Italia.
Roberto De Masi, uno dei principali fautori e promotore dell’Associazione Amici dell’Avanti Napoli, ha dichiarato che ad un anno dal ritorno in edicola dell’Avanti questa iniziativa rappresenta un momento di verifica e di confronto sulle scelte future. L’Avanti, inoltre, si è dimostrato uno strumento molto importante per poter parlare a tutta quella comunità socialista, riformista e liberale che non si rassegna ed è presente nelle diverse formazioni politiche e sindacali oltre che in tante associazioni. Insomma, l’intento è quello di non limitarsi ad un mero ruolo di testimonianza ma di provare ad affrontare le grandi questioni dell’Italia di oggi. Per De Masi, dunque, l’auspicio è quello di compiere passi in avanti significativi nella direzione della costituzione di un soggetto riformista, capace di rappresentare un polo autonomo all’interno del centrosinistra. Pertanto, sono maturi i tempi per preparare un’assemblea nazionale dei Circoli dell’Avanti e dare una prospettiva politica al movimento di rinascita socialista.

Felice Iossa, Presidente Associazione Amici dell’Avanti Napoli

Anche Felice Iossa, presidente dell’Associazione Amici dell’Avanti Napoli, nel suo intervento ha sottolineato come, grazie al ritorno dell’Avanti in edicola, si sia suscitato un grande interesse e si siano risvegliate coscienze ormai sopite e, come dunque, il socialismo. oggi come ieri, di fronte alla drammaticità della situazione politica del nostro paese, possa recitare un ruolo determinante, rimettendo al centro della riflessione programmatica l’individuo con le sue speranze e le sue paure e, ridare quindi fiato a quei valori di giustizia sociale, solidarietà, pari opportunità, emancipazione economica e politica, che hanno portato al giusto rispetto per il vivere civile.
Mettere dunque insieme per Iossa, tutto ciò che oggi si richiama al mondo dei riformisti è importante, ma bisogna avere idee guida, contenuti, programmi e, occorre svolgere un ruolo attivo sull’azione del Governo Draghi, del quale condividendo la tesi che lo sviluppo del paese passa per il mezzogiorno, occorre però comprendere, quale sarà poi la visione strategica di sviluppo del territorio, che al momento non appare definita.
“Andrà poi sostenuta -ha aggiunto il Presidente di Avanti Napoli- l’attuazione di una riforma della Costituzione susseguente al taglio dei parlamentari con una legge elettorale che garantisca rappresentanza e governabilità ma anche una regolamentazione stessa dei partiti”. Guardando poi allo scenario di depressione sul fronte del lavoro con l’aumento di cassaintegrati e disoccupati, Iossa ha ribadito che occorre un grande spirito repubblicano per ricostruire il sistema produttivo nazionale, invitando a spendere bene le risorse del Recovery plan e non solo, chiedendo di compiere uno sforzo anche al sindacato che, a suo avviso, deve diventare un soggetto sempre più propositivo, capace cioè, di sedere nei consigli di amministrazione per rappresentare il capitale umano al fianco di quello finanziario. Si ridisegna così una nuova democrazia industriale indirizzando investimenti e programmi al fine di realizzare occupazione e sviluppo. Sul piano strettamente politico organizzativo, l’ex parlamentare socialista, auspica passi in avanti concreti, come la stesura di una carta dei principi ed un programma che segni la nascita del nuovo corso riformista, che non può tradursi nella sommatoria di tanti segmenti di partiti, ma in una vera e propria area politica strategica. In questo contesto va infine aperto un confronto col PD, che con la segreteria Letta ha dato segnali nuovi, rivendicando una sua centralità nello schieramento di centrosinistra e una sua anima riformista, tendendo così a consolidare quella prospettiva riformista, importante per un paese, dove una prospettiva liberale socialista manca da troppo tempo.
Gli ha fatto eco il leader di Azione Carlo Calenda, secondo il quale, il mondo socialista e quello liberale devono tornare a lavorare insieme e lo deve fare nella costruzione di una proposta politica in vista delle prossime elezioni nazionali ed amministrative per scendere in campo unite e con un atteggiamento non di sudditanza verso quei grandi partiti, grandi nei numeri, ma molto fragili nei programmi e nella capacità di implementarli.
Calenda invita dunque, passate le elezioni amministrative ad andare verso una costituente dei movimenti politici, ma non solo delle componenti ideali, delle classi dirigenti ed intellettuali, ma di tutti coloro che sono convinti che oggi vi è una mancanza di un Italia seria, dando vita ad un soggetto politico strutturato ed organizzato sui territori, senza spinte egemoni e pretese di leadership personali. Una sintesi in definitiva da trovare in un congresso fondativo della nuova forza politica.

Emma Bonino

Sul fronte strettamente delle riforme si è intrattenuta la senatrice Emma Bonino ricordando come le tante battaglie per i diritti civili siano state fatte in questo paese da socialisti e liberali e continuano ad essere intessute in quest’area riformista, mentre di sponde in materia da parte del PD non ne vede. Anzi, ha esplicitamente detto “questo è stato per trenta anni il collante del polo liberal socialista, culturalmente appartengono solo a noi”. Da convinta europeista ha quindi espresso la sua forte preoccupazione riguardo alla Conferenza sul futuro dell’Europa del prossimo nove maggio, dove teme, non si troverà la forza di abbattere il tabù del superamento del voto all’unanimità anche per temi come difesa, sicurezza, salute e immigrazione.
Da parte sua Claudio Signorile sul piano politico ha invitato ad essere cauti sul non accelerare troppo i temi di tipo partitico-politico dell’esperienza politico-culturale che in questo momento si sta facendo. Ha sottolineato quindi con favore il fatto che in quest’incontro si sia parlato di politica ed ha ricordato come proprio i socialisti siano nati in Italia come una struttura federativa. L’ex ministro socialista è poi passato ad un’analisi di una nuova stagione della globalizzazione, quella della sopravvivenza ambientale, ecologica, sanitaria.

Claudio Martelli

Temi sui quali si è soffermato lo stesso Claudio Martelli per il quale la sopravvivenza del pianeta è la vera scommessa che accomuna tutta l’umanità, ad essa dovrebbe volgere l’interesse la politica contemporanea. Si tratta di un passaggio epocale, quello da una globalizzazione economica ad una globalizzazione della sopravvivenza. Il surriscaldamento climatico che non può essere abolito, ma almeno contrastato, è un argomento non più rinviabile, tantè che il grosso degli investimenti europei è riservato alla transizione ecologica. Ed è in questo contesto che va inserita anche la grande battaglia della conversione ambientale delle aree metropolitane dove si concentra il massimo inquinamento.
Sul piano strettamente politico Martelli ha ribadito il concetto che unire i riformisti non può ridursi a mettere insieme sigle e organizzazioni che già esistono, occorre invece partire dall’unire i riformisti per determinati scopi a cominciare proprio da quello della giustizia ambientale verso l’umanità. E poi la giustizia sociale. Dopo i magnifici trenta anni dal dopoguerra agli anni settanta con l’affermazione del socialismo democratico, la fiscalità elevata portò la reazione liberista della Thatcher e di Reagan. Ora però, ha sottolineato l’ex vicesegretario del PSI, siamo ad una nuova svolta mondiale perché alcuni presidi dello stato sociale sono stati lesionati, amputati nella stessa Europa che, da vocazione economica sociale è poi passata ad una stagione di tipo liberista.
A segnare questa nuova era la svolta, che l’Avanti aveva intuito, dell’ascesa di Joe Biden alla Casa Bianca, tesa a fermare il passo del national populismo di Trumph. Una svolta che deve molto alla componente socialdemocratica di Bernie Sanders che ha coltivato rapporti con la base produttiva americana ed i sindacati, giungendo così alla possibilità di attuare negli USA politiche di tipo socialdemocratico, e se è accaduto in America sarebbe davvero sorprendente se non si verificasse anche in Europa. Si apre pertanto per Martelli una strada bella larga che va percorsa con fiducia con in mano una solida agenda riformista, in cui immaginare uno Stato che vesta non svolga solo una funzione di regolatore ma che spinga i privati ad investire attraverso agevolazioni ma, anche con un parziale concorso di capitali pubblici per promuovere l’economia a fini sociali. Si vedrà dunque se nel Ricovery plan si saprà adottare questa filosofia delle public privately.
Vi è poi la decisiva partita della grande riforma della Repubblica, attraverso la quale passa anche quella della pubblica amministrazione. Occorre cominciare per Martelli da una riforma parlamentare che porti al monocameralismo. Non ha senso, infatti, il sistema uscito dalla riduzione dei parlamentari con due camere praticamente simili. L’ideale sarebbe un’unica assemblea di seicento membri, mentre il sistema elettorale dovrebbe essere a doppio turno, capace di garantire rappresentanza proporzionale e governabilità.
Va affrontato inoltre il tema spinoso dell’articolo quinto della Costituzione riguardante il rapporto tra Stato e regioni, come parimenti va applicata la Costituzione laddove parla di statuti democratici nella vita dei partiti, con una forma di democrazia diretta che non può essere controllata da un’azienda privata.
Infine, il capitolo della giustizia nei suoi diversi aspetti, a cominciare dalle carceri sovraffollate e inadeguate ai compiti di riabilitazione che la pena deve avere. Sul fronte della magistratura, va sicuramente ridiscussa l’obbligatorietà dell’azione penale, giungendo poi alla separazione organica e funzionale delle carriere. Il compito, infatti, di giudice e pm sono diversissimi.

Rosario Naddeo

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