LETTERA DI FRANCESCA FRISANO AI GIOVANI CHE SI INTERROGANO SUL LORO FUTURO MINATO DALLA PANDEMIA

La professoressa Francesca Frisano, dopo aver letto l’articolo pubblicato sul numero di febbraio dell’Avanti! di Giovanna Sannino, sulle incertezze di un futuro, che la pandemia ha reso ancora più buio, rubando difatti, un intero anno della loro esistenza, di crescita, di affetti, di studio, di esperienze vissute, ci ha inviato questa lettera, che volentieri pubblichiamo.

Il cammino dei giovani lungo una strada resa ancora più incerta dal covid.

LETTERA AI GIOVANI
Sono una professoressa in pensione da anni (troppi!), ma non ho mai smesso di coltivare il mio rapporto con i giovani, che hanno motivato, per molti anni della mia vita, il mio lavoro, il mio impegno nei settori della società nei quali ho avuto l’opportunità di esprimermi; che hanno tracciato alcune mie scelte ed alcuni miei percorsi.
Non mi sono mai chiusa, sterilmente, nel mio “recinto”, un po’ per doti caratteriali, ma molto per aver vissuto intensamente i miei ruoli di madre, di insegnante e di militante-attivista del Partito Socialista.
Da tempo meditavo un “incontro virtuale” con i giovani, visto che, a causa del covid 19, mi è mancata e mi manca l’occasione di colloquiare con loro da vicino. Lo spunto mi è stato offerto dall’Avanti! Napoli” febbraio 2021, in cui ho letto una interessante pagina di Giovanna Sannino, che ci (noi, “generazione anagraficamente matura”) inchioda alle nostre responsabilità, al nostro “cieco investire” sulle giovani generazioni, senza essere stati capaci di trasferire loro le positività di cui abbiamo goduto, alla maniera dei nostri nonni e dei nostri genitori.
La giovane e sensibile Giovanna, nella cruda e sofferta analisi “del tempo che corre, del mondo che è fermo, dell’incertezza del vivere, della ricerca dell’oblio”, quest’ultima come unica possibilità per tentare di risanare le profonde ferite che segnano la sua anima e quella di tanti altri giovani, attribuisce alla pandemia le cause “dell’impossibilità a vivere la sua età, a stare al passo con i tempi che esigono di più e presto dalla sua generazione”. In realtà, purtroppo, il mondo era sostanzialmente fermo già prima della pandemia! era già privo di futuro perché senza prospettive, senza reali possibilità di cambiamento, di progresso e di crescita. Un falso benessere, un effimero status quo ha imbarbarito la nostra società, ha alienato le nostre coscienze, ha svuotato le nostre esistenze, con grave danno per le giovani generazioni, alle quali abbiamo impresso un’accelerazione fittizia perché non sostenuta da validi “pedali”. Il covid ha scoperchiato questo “inganno”, imponendoci uno stop che ci ha obbligati a fare i conti con noi stessi, anche rispetto ai tanti disastri(sanitario, economico, sociale, ecologico……) di cui siamo responsabili attivi e passivi. “Conti”, risultati molto amari, come si legge in Giovanna e in molti giovani come lei: “Noi siamo il domani, così si dice,…….” “Il nostro disgusto per un’epoca che non ci ha dato spazio, che non ha creduto nella nostra potenza……” “Questa stessa epoca potrà essere, domani, un punto di partenza per rinascere, per risanare quelle che un giorno saranno ormai vecchie ferite?!” “…….perché tutto corre alla velocità della luce…..e noi siamo fermi sulla poltrona che ha, ormai, assunto le forme del nostro corpo!”
Nelle sue parole si percepisce non solo angoscia e smarrimento, ma profonda inadeguatezza, condizione psicologica drammatica, perché segna gli individui impedendo loro il giusto approccio con la vita e con gli altri, e, soprattutto, vanifica la consapevolezza di sé.

Il futuro dei giovani è fatto di tanti colori che la pandemia tende a sfocare.

Cara GIOVANNA e cari GIOVANI, questa, che sarebbe dovuta essere “l’età fiorita, la festa di vostra vita….”(Leopardi), è vero, non vi sarà restituita! Lungi da me l’essere cinica, ma, armata di sano realismo, devo dirvi che la vostra gioventù passa come è passata quella di tante generazioni precedenti a voi, nel bene e nel male.
Non disperate! La vostra “stagion lieta”, spazzata via dalla pandemia, lascerà il posto ad una “maturità” conquistata da voi, giorno dopo giorno, attraverso rinunce, smarrimento, angoscia e solitudine. Proprio in virtù di questo “accidentato” percorso, essa comporterà una maggiore consapevolezza di voi, delle vostre potenzialità, in quanto scaturirà dal quotidiano incontro con voi stessi, non più distratti dalla vita frenetica di prima. Attraverso la sublimazione del dolore, l’elaborazione delle perdite subite, si può ricominciare con spirito rinnovato e con passo “più saldo”.
La Storia si ripete, “corsi e ricorsi”!
A giusta ragione potete obiettarmi: ” ma questa è una tragedia che ha colpito il mondo intero; pare che il nostro pianeta abbia cambiato il suo moto di rotazione….!”, per dirla con le parole di Giovanna. Vi rispondo che è anche una tragedia che ha imposto una “seria pausa di riflessione” a tutti, nessuno escluso, tant’è che si intravedono segnali di controtendenza, di cambiamento di rotta, un po’ in tutto il mondo. Dovete essere proprio voi giovani il motore propulsore: i vostri aneliti per un mondo migliore devono stimolare necessariamente le coscienze di coloro che detengono “le redini del mondo”.
Ecco, cari GIOVANI, la vostra “straordinaria” pausa di riflessione, il vostro momento di introspezione deve produrre una coralità di “buoni intenti” e di “buone azioni”. Il clima di incertezza, di assenza di valori e di virtuosi progetti, che ha prodotto la vostra “falsa felicità” prima del covid, è stato scoperchiato, si è rivelato in tutta la sua dannosa e pericolosa ricaduta. Siete fortunati, non tanto perché la tecnologia ed il mondo virtuale vi aiutano a sopravvivere, ma soprattutto perché dall’incontro con voi stessi trarrete la forza per ripartire e la capacità per imporre la “giusta marcia”. Questo si desume “felicemente” dalla lettura “tra le righe” del tuo scritto, cara Giovanna..
“Per aspera ad astra!”, si diceva una volta! Ho usato una iperbole per dire che, attraverso la sofferenza, i disagi e le difficoltà ci si rigenera e si può rigenerare il mondo che ci circonda.
Il mio non è un messaggio consolatorio(sarebbe poca cosa!), è un messaggio di incoraggiamento a “ben sperare”, di esortazione ad “elaborare il lutto”, come si dice in gergo. La pandemia non vi ha privato delle vostre aspirazioni, delle vostre potenzialità, delle vostre intelligenze; perciò non perdete le speranze, siate tenaci: fate in modo che vengano riconosciuti i vostri diritti ed i vostri meriti; lottate per una società migliore dove si attui il progresso sociale attraverso la solidarietà, la libertà, la giustizia, la pace.
Il problema, quindi, è di rifondazione sociale e civile, di comportamenti e stili di vita all’insegna degli antichi valori universali: rimuovere le “disuguaglianze”; rivendicare e praticare il diritto alla memoria, alla liberta’, alla partecipazione; il diritto ad una politica che abbia per fondamento l’etica. Siamo un popolo, ahi noi!, che ha rinnegato se stesso, che ha seppellito le proprie gloriose “vestigia”, che non si rinnova, che non si indigna. Siamo come narcotizzati! C’è bisogno di uomini e di donne che rappresentino i sogni ed i bisogni di tanti giovani meritevoli, che spesso “si spengono” nel potere dei social senza regole; che si perdono nella droga e nella criminalità organizzata. Non c’era argine rispetto a tutto questo, ma solo una “palude”, in cui ristagnavano piccoli interessi di bottega, ridicoli personalismi e povere azioni di facciata. Questo, fino a ieri! Poi è avvenuto qualcosa che, se ben speso, può risollevare le sorti del mondo: sono cambiati alcuni capi di governo (da noi ora c’è il prof. Draghi, grazie al cielo!), si va verso un piano di vaccinazione di massa, che dovrebbe accorciare i tempi per il raggiungimento dell’ immunità di gregge, c’e’ maggiore coesione a livello europeo e maggiore cooperazione internazionale. Tutte novità inaspettate!
Scusate la digressione! Dove eravamo?! Ah, sì…….

Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini seduto alla sua scrivania al Quirinale.

“Voi, giovani, siete inclini ai grandi ideali, coltivateli! Date senso e forza alla vostra esistenza, non sprecate il vostro tempo nell’effimero e nel vuoto, non lasciatevi incantare dalle sirene del ‘sembrare’, date spazio ai vostri sogni, valorizzate ed esercitate le vostre capacità ed abilità. Siate severi e rigorosi con voi stessi, impegnatevi nel quotidiano, in ciò che è utile alla vostra crescita. Vi aiuterà l’analisi dei processi storici passati, in cui dovete essere capaci di rilevare gli aspetti positivi per seguirne le orme, lottando perché essi si impongano per garantire benessere collettivo. Quel passato dovete leggerlo, dovete studiarlo e farlo vostro, prendendo coscienza dei diritti e dei doveri che innalzano la dignità dell’uomo”.
Così il presidente Pertini si rivolgeva ai giovani durante gli “indimenticabili” appuntamenti al Quirinale. Il Compagno Sandro Pertini, eroe della Resistenza, assunse l’alta carica dello Stato come una missione, devoto all’Italia e al popolo italiano, dal quale fu tanto amato. Il suo Socialismo si fondò sui principii di “libertà e giustizia sociale”, e di questi nutrì la sua “missione”. Fu un esempio di rigore morale e di incrollabile fede nel Socialismo Riformista, inteso come virtù e stile di vita.
Cari GIOVANI, il Presidente Pertini, con le sue parole, voleva significare che tutto dipenderà da come saprete impegnarvi nella costruzione di un mondo migliore.
Certo, non potete farlo da soli! Dovete essere guidati e sostenuti dalla Famiglia, dalla Scuola e dallo Stato. Per migliorare queste, che sono le istituzioni-cardine della società, è necessaria la costruzione di una Forza Politica, un Polo Riformista Democratico, che veda unite tutte le forze liberalsocialiste, repubblicane e democratiche disponibili ad offrire la propria connotazione ad un grande processo di rinnovamento non solo generazionale, in cui la “vecchia guardia”, capace e competente, testimoni la “buona politica” dei tempi che furono, e, soprattutto, metta al servizio vostro e del Paese, in cui dovete trovare risposte ai vostri bisogni, la propria esperienza e competenza, la propria cultura politica per restituirvi speranza e progresso. A voi bisogna volgere l’attenzione perché rifiorisca una generazione capace di guidare il Futuro. Bisogna evitare che un “morbo distruttivo”, che non è solo il covid, falcidi le vostre e le nostre volontà. Tutti dobbiamo renderci disponibili, ognuno per la propria parte, ad un miglioramento serio e reale della condizione umana propria e collettiva.

Siamo liberalsocialisti, riformisti e repubblicani e, quindi, non ci è difficile rappresentare il BENE COMUNE e riconoscere, rispolverando Cicerone, che “i più alti affetti sono senza dubbio quelli volti alla salute dello Stato e del Popolo”.
CARI GIOVANI, IL DOMANI È NELLE VOSTRE MANI. SIATENE ARTEFICI!
FRANCESCA FRISANO

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