ELEZIONI NAPOLI – VINCENZO DE LUCA DICE NO A SCELTE DI POLITICA DA ANNI 80 CON SPARTIZIONI DECISE A TAVOLINO E NON ESCLUDE IL RICORSO ALLE PRIMARIE

Il Presidente della Regione Campania esce allo scoperto e si muove in maniera discordante con i vertici del partito romano che mentre su Roma, Torino e Bologna, dividono le loro strade dal Movimento Cinquestelle e danno il via alle primarie, nel capoluogo campano vorrebbero mantenere l’intesa che potrebbe vedere quale candidato a sindaco il Presidente della Camera Roberto Fico.

di Rosario Naddeo

Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca intervistato da Lucia Annunziata a “Mezz’ora in più” di RAI3.

Dinnanzi a fughe in avanti dei massimi esponenti del partito democratico partenopeo in merito alla scelta del prossimo candidato a sindaco di Napoli della coalizione di centrosinistra, tesa a non considerare l’ipotesi di passare per il vaglio democratico delle primarie e, praticamente decisa sulla base di accordi nazionali romani, tra lo stesso Pd ed il Movimento Cinquestelle, al fine di cementarne l’alleanza, con l’indicazione di nomi condivisi in città come Roma, Torino e la stessa Napoli, in queste settimane era più volte intervenuto il presidente dell’Associazione Amici dell’Avanti Felice Iossa, ribadendo, che sia le scelte programmatiche, sia l’indicazione del nome del candidato e la stessa alleanza con i cinquestelle, andavano discusse e condivise a Napoli e non sulla testa dei napoletani in salotti romani e, a riguardo , aveva espressamente richiesto un intervento dello stesso Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, rieletto nel settembre scorso alla guida di Palazzo Santa Lucia, grazie ad una larga coalizione che, insieme al Pd e senza l’appoggio dei cinquestelle, ha visto una forte presenza di liste di ispirazione riformista e liberaldemocratica. All’epoca, sia il partito allora capeggiato da Zingaretti, sia la lista De Luca presidente e, nel loro insieme, le forze riformiste e liberal democratiche avevano totalizzato nella città di Napoli la stessa percentuale di voti, decimo più decimo meno, intorno al sedici per cento ciascuna. Dato che invece a livello regionale pendeva decisamente a favore delle liste di ispirazione riformista, civiche e liberaldemocratiche, che complessivamente superavano il trentuno per cento dei consensi, contro il 16,60 del PD ed il 13,30 della lista De Luca presidente. Numeri che, dunque, dovrebbero avere secondo la logica, un peso anche nel corso del confronto e delle decisioni da adottare, riguardo alle elezioni amministrative sul territorio.
Ma il Governatore della Campania, pur facendo trapelare le sue idee, non si era mai espresso in maniera chiara, netta e definita, mai fino a ieri, quando, Lucia Annunziata nel corso della trasmissione di RAI 3 Mezz’ora in più, gli ha offerto l’occasione di farlo su un piatto d’argento, dopo 26 minuti trascorsi a parlare di recovery plan e vaccinazioni, in cui De Luca, non aveva certo lesinato critiche alle decisioni nazionali. Occasione, che l’ex sindaco di Salerno, non si è certo lasciato sfuggire e con la sua solita verve, un po’ ironica e un po’ sarcastica, ha sfoderato morbidi ma secchi colpi ai vertici del suo partito, sia a livello napoletano ma soprattutto romano.

Il Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico.

Alla domanda diritta dell’Annunziata sul suo gradimento o meno del Presidente della Camera Roberto Fico quale candidato a sindaco del capoluogo partenopeo, De Luca risponde così: “Vedo un ritorno di politica vintage, mi sembra di vedere le scene degli anni 80 della politica politicante, quando si riuniva il pentapartito e a Roma decidevano la distribuzione dei candidati, il comune a me la provincia a te, la regione a quell’altro nel totale disprezzo dei territori, delle autonomie territoriali e senza mai partire dai due problemi di fondo: chi è più capace di governare, di amministrare la città, chi ha il programma più concreto, più efficace di governo. Questo è il quadro che ho io e, dentro questo quadro, c’è anche Napoli, c’è Roma, ci sono tutte le città. A me pare che se questo deve essere il rinnovamento della politica…”, stava per esprimere le proprie perplessità a riguardo De Luca, quando Lucia Annunziata lo interrompe offrendogli un altro assist delizioso domandandogli “Quindi primarie?” e De Luca secco risponde: “Le primarie sono sicuramente uno strumento. Ma, mi pare, che questo sia il modo migliore per rideterminare un distacco dei cittadini dalle istituzioni, sinceramente”. De Luca quindi risponde in pieno a quella domanda che il presidente dell’Associazione Avanti Napoli, Felice Iossa, aveva posto in queste settimane e lo fa nella maniera più chiara e netta possibile, mandando segnali altrettanto chiari e netti ai vertici nazionali del suo partito, riguardo non solo sulle modalità di scelte dei candidati sindaci, ma anche in relazione all’alleanza con il Movimento Cinquestelle. Annunziata gli domanda: “A lei va bene questo rapporto con i cinquestelle, localmente no, ma nazionalmente questo rapporto che si sta creando? E De Luca così si è espresso: “Credo che sia una scelta obbligata quella di tentare di costruire una coalizione con i cinquestelle, ma sulla base di un’operazione verità, l’opportunismo, le finzioni, non aiutano a costruire le coalizioni. Allora, noi siamo interessati ad un’evoluzione positiva dei cinquestelle, che hanno convissuto con due aree incompatibili al loro interno, un’area progressista e un’area conservatrice e, al limite, anche reazionaria e hanno detto, tutto e il contrario di quello che hanno raccontato per dieci anni. Non si fanno le coalizioni e le hanno fatte, lotta alle correnti…”Nuova interruzione della conduttrice, pressata dal tempo che sta per scadere e ancora una domanda secca “E adesso?” “Adesso – risponde De Luca – vorrei capire esattamente qual è la posizione del Movimento Cinque Stelle. Io credo che sia una strada obbligata quella di costruire una coalizione, ma voglio capire se abbiamo rinunciato al linguaggio aggressivo, alla banalizzazione…”Ultima interruzione di Lucia Annunziata che sul filo del traguardo chiede “E’ bravo Letta, si sta muovendo bene?”, lapidaria la risposta di Vincenzo De Luca “Sta lavorando da pochi mesi aspettiamo i risultasti del suo lavoro”. E Annunziata conclude: situazione politica in evoluzione.

Il Presidente dell’Associazione Amici dell’Avanti Napoli Felice Iossa.

E così è infatti, non solo perché De Luca apre alle primarie e rigetta decisioni prese altrove, offrendo quindi opportunità importanti alla stessa area riformista e liberaldemocratica di esprimersi, ma perché da Roma l’ex ministro dell’ economia del governo Conte, Roberto Gualtieri, annuncia ufficialmente di scendere in campo per le primarie a Roma, le primarie quelle che a Napoli lo stesso Pd non intende fare. Gualtieri, in verità aveva già dichiarato nel marzo scorso di volersi candidarsi, ma la cosa non era piaciuta all’appena insediatosi segretario Letta che aveva congelato il tutto, ma che ora, parla di ottima scelta, che lui e il partito sosterranno. E Zingaretti? Lo stesso Letta dai microfoni della trasmissione Forrest di Radio Uno Rai dice: “sarebbe stato un ottimo candidato ma sta facendo un’altra cosa e la sta facendo molto bene: sta gestendo il Lazio, la sanità del Lazio e quindi l’ipotesi di una sua candidatura aveva la necessità di essere gestita e verificata nei rapporti con l’impegno nella regione, soprattutto nel corso della campagna vaccinale”. Nella stessa trasmissione Letta ha fatto una precisazione importante “ Noi sulle grandi città abbiamo deciso, laddove è necessario le primarie perché crediamo che sia importante, che non sia io, a scegliere il candidato sindaco o lo sia io in una trattativa con un’altra persona e quindi in una stanza chiusa, ma siano sostanzialmente i militanti, i cittadini a scegliere e quindi abbiamo convocato le primarie a Roma”. Letta ha anche annunciato la data, il 20 giugno invitando i romani a recarsi alleurna e a non andare in vacanza, fuori, mentre a Bologna si dovrebbero tenere la domenica precedente. Quindi annuncia primarie anche a Torino sottolineando: “saranno una grande festa di popolo e quindi chi vuole candidarsi per fare il sindaco lo fa ovviamente nel centrosinistra”.

Il segretario nazionale del PD Enrico Letta.

Il segretario del PD ha poi specificato, riguardo alla scelta di andare divisi dai cinquestelle in alcune città: “molto semplicemente, vi sono due città come Roma e Torino dove il PD, quando io non c’ero, sottolineatura che non avrei dovuto fare, ma la faccio lo stesso, perse malamente nel 2016. Città governata dalla Raggi e dall’Appendino con il PD che ha fatto un’opposizione molto dura. Dopodiché è molto difficile che in queste città ci sia un accordo tra PD e cinquestelle, mentre in altre città si cerca di fare ragionamenti comuni” e Letta aggiungere anche una frase importante sulla legge elettorale “con il doppio turno, superato il primo, si vede chi è andato al secondo turno e si fanno i ragionamenti successivi”. Ma è possibile, che sulla terza città d’Italia non abbia detto una parola? Napoli dove il PD ha perso in maniera ancora più devastante le ultime due tornate elettorali contro Luigi De Magistris, che alle spalle non aveva nemmeno grandi partiti. Perché, dunque, non dare la possibilità anche ai napoletani, come sempre avvenuto, di svolgere questo grande esercizio di democrazia, scegliendo chi dovrà rappresentarli e, imporre come ha detto lo stesso Vincenzo De Luca, invece, un accordo chiuso, di quelli che non piacciono allo stesso Letta, imponendo magari da Roma il grillino Fico?
Al contempo Giuseppe Conte con una lettera alla Stampa, a sua volta, ha confermato piena fiducia a Virginia Raggi pronta a ricandidarsi, allontanando così pericolose manovre di avvicinamento della sindaca capitolina a Casaleggio. Conte si rammarica in ogni caso della non discesa in campo di Zingaretti. Discesa complessa, e non tanto, perché l’ex segretario del PD, lo stesso che aveva detto mai con i cinquestelle e poi ci ha fatto un governo insieme, aveva smentito dimettendosi dall’incarico che non lo faceva per scendere in campo a Roma, ma perché questa sua discesa contro la Raggi avrebbe messo in difficoltà lo stesso rapporto con i grillini che lui aveva voluto in giunta regionale. Inoltre c’era chi paventava addirittura uno slittamento delle elezioni comunali romane rispetto a quelle della regione. Insomma tante manovre di palazzo vere o presunte, come ipotizzate dallo stesso De Luca dall’Annunziata, che vere o presunte, non si capisce perché debbano pesare sul futuro di Napoli e dei napoletani.

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