LA CITTA’ DI POMIGLIANO D’ARCO SCOSSA DA VENTI DI CAMORRA

Dopo la lettera recapitata in Comune nei mesi scorsi contenente due bossoli di proiettile indirizzati al Sindaco della città, la settimana scorsa la cittadina di Pomigliano d’arco é stata turbata da alcuni dossier che sono stati inviati a tantissime persone, con plico anonimo, che riguardano il Comandante della Polizia Municipale e che conterrebbero pesantissime accuse nei confronti dello stesso.
Il Comandante Maiello ha poi dichiarato, al sottoscritto, che questo dossier è in giro da tanto tempo e che contiene temi ormai affrontati e risaputi; ha aggiunto che questo episodio é solo l’ultimo tentativo di delegittimarlo che si affianca a tante altre minacce vere ricevute da missive recapitategli nei mesi precedenti.
Il Comandante ha presentato ovviamente alla Procura della Repubblica apposita denuncia querela, corredandola di una specifica relazione anche sui fatti contestati.
Dietro queste “illazioni” ci sarebbe dunque, la camorra.
Tantissime sono state le attestazioni di stima per l’operato del Comandante a cui é arrivata la solidarietà di tanti uomini politici e uomini delle Istituzioni. Nella piazza centrale della città, inoltre, domenica, in segno di vicinanza si è tenuta una manifestazione dal titolo ”la camorra è una montagna di merda” a cui hanno partecipato tanti cittadini e politici locali.

La manifestazione anticamorra svoltasi a Pomigliano d’Arco.

Mistero sull’assenza del Sindaco Gianluca del Mastro che non è intervenuto ma che ha affidato ad un semplice post la sua vicinanza al popolo pomiglianese. Polemiche, invece, hanno suscitato le parole dell’onorevole Nicola  Morra del Movimento 5 stelle il quale ha dichiarato che dietro queste minacce ci sarebbero clan storici dell’hinterland napoletano.
C’è da dire che a Pomigliano si respira un’aria davvero pesante. Nei mesi precedenti ci sono stati più di 200 sequestri di appartamenti da parte dell’Autorità Giudiziaria che ha affidato proprio alla Polizia Municipale locale il compito di procedere ai sequestri.
La vicenda ovviamente sta creando tante tensioni, perché il blocco dei cantieri comporta necessariamente dissapori tra imprenditori, professionisti, operai e soprattutto tra chi, quelle case, le ha già acquistate con tanto di caparra e soprattutto mutui accesi. Il tutto é inserito in un quadro pandemico che ha messo allo stremo la città in cui la crisi economica sta diventando davvero pesante.
Sui social monta l’assioma che la vecchia amministrazione ha concesso troppo allegramente le licenze edilizie e che, quindi, la nuova amministrazione sta percorrendo la strada giusta. Mentre, di converso, ci sono tanti altri che ritengono che il riferimento alla camorra da parte dell’ amministrazione nuova é solo un modo per sviare l’attenzione dalle tante cose che in città non funzionano e che questo modo di fare comprometterà inevitabilmente i bilanci futuri per gli eventuali enormi costi che il Comune dovrà affrontare.
In particolare, tanti cittadini obiettano che di questa prepotente presenza camorristica non c’é alcuna traccia dato che non risulta che alcuno degli organismi preposti abbia mai presentato un rapporto (carabinieri, prefettura, dia, inchieste parlamentari) che potesse in qualche modo far pensare che Pomigliano sia sotto attacco. Tanti sono i pomiglianesi che dicono che questa cattiva pubblicità allontana imprenditori ed acquirenti ed abbassa i prezzi ed i valori degli immobili. Una pubblicità negativa che la città non merita e che sta creando tanta incredulità alla cittadinanza locale che, fino ad adesso, non sapeva affatto di essere sotto il tiro della camorra.
L’attuale amministrazione che doveva voltare pagina si sta ritrovando a scrivere pagine davvero buie che sembrava appartenessero a momenti passati che si sperava mai più sarebbero tornati.
Tutti sono guardinghi e nessuno osa parlare; si vocifera che mezza città sia sotto intercettazioni telefoniche e, a tal fine, non è passato inosservato un pesante articolo apparso su un importante quotidiano napoletano che, in un clima già teso, ha ulteriormente aggravato la situazione. Ecco il passaggio, riportato testualmente, che ha offeso tanta parte della città relativamente al “dossier” diffuso in città:
“Dossier che sarebbe stato diffuso -L’accusa del capo dei vigili finora emersa dalle indiscrezioni sull’informativa a Valentini- da imprenditori edili oggetti di indagini, da dipendenti comunali, da membri della giunta e del consiglio comunale e da ex dirigenti pubblici già segnalati all’Autorita’ Giudiziaria”.
Qualcuno ha vociferato che proprio questa potrebbe essere la causa della mancata partecipazione del sindaco Gianluca del Mastro alla manifestazione per solidarizzare con il Capo della Polizia Municipale.
C’è da dire che questa dichiarazione del Comandante stride con quella rilasciata direttamente al sottoscritto, quando nell’immediatezza del momento è andato ad intervistarlo. Il Comandante della Polizia Municipale, in quella circostanza, infatti, ha semplicemente di chiarato di essere dispiaciuto per quanto stesse accadendo in città ed ha aggiunto che della questione si occuperà la magistratura e che, secondo una sua sensazione, la diffusione del Dossier è attribuibile ad ambienti estranei a Pomigliano che già in passato hanno fatto girare questo materiale.
E’ triste constatare come, dopo anni di tranquillità, si sia creato un clima ostile che parte proprio dalla Casa Comunale, oggetto di continue ispezioni e verifiche da parte della Guardia di Finanza e delle forze dell’ordine. Bisogna anche aggiungere che la città è diventata un centro di smistamento della droga i cui punti vendita si stanno sempre più spostando dalla periferia al centro.
Un vecchio slogan recitava PO MIGLIORA’ e non possiamo che augurarcelo perché peggio di così davvero non si può.
Felice Romano

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