IL 13 MAGGIO DI 40 ANNI FA L’ATTENTATO A GIOVANNI PAOLO SECONDO. AL SUO CAPEZZALE RESTO’ PER ORE SANDRO PERTINI

 

Il 13 maggio 1981 il mondo veniva scosso dalla notizia di un attentato, quello avvenuto a Roma in una piazza San Pietro gremita di fedeli festosi per il passaggio della jeep con a bordo Papa Giovanni Paolo II. Mentre il Pontefice è impegnato in un susseguirsi di abbracci di bambini e strette di mano, improvvisamente viene raggiunto da colpi di pistola sparati da un cittadino turco, Mehmet Alì Agca, un terrorista affiliato al movimento estremistico nazionalista turco dei Lupi Grigi.

Agca per lunghi anni occuperà le prime pagine dei giornali con le sue rivelazioni che però non hanno mai trovato fondamento sia in relazione all’attentato al Papa, sia in relazione ad un’altra torbida e irrisolta vicenda, quella relativa alla scomparsa della quindicenne Manuela Orlandi, avvenuta misteriosamente nel pieno centro della capitale il 22 giugno del 1983. Ancora nel 2019 il terrorista turco, così come avvenuto per l’attentato al Giovanni Paolo II, intravedeva collegamenti persino con il Terzo segreto di Fatima.

Purtroppo, i fatti dicono che ancora oggi, per la scomparsa di quella ragazza, così come per l’attentato al Papa,  in linea con tanti altri misteri della vita italiana di quegli anni, nulla di concreto è stato accertato.

L’attentato di piazza San Pietro infatti, non ha mai ricevuto, anche dai tanti processi susseguitesi negli anni, una risposta chiara circa i mandanti. In molti, infatti, si sono subito mostrati scettici sul fatto che da sola l’organizzazione terroristica turca avesse potuto orchestrare il tutto. Si pensò anche ai servizi segreti dei paesi del Patto di Varsavia, a cui il papa polacco era inviso, ma anche  qui, prove concrete non sono mai state raccolte.
Restano intanto frammenti di grande umanità di quel momento, cui altri fecero seguito, a cominciare dalla visita che lo stesso Pontefice fece in carcere ad Agca perdonandolo per quel gesto che poteva costargli la vita. Quel 13 maggio dell’81 Wojtyla venne forse salvato, anche grazie al gesto istintivo di una suora che tra la folla urtò la mano di Alì Agca mentre sparava. Ma molto, si deve ai medici del Policlinico Gemelli che si superarono sottoponendolo ad un delicato intervento chirurgico, mentre tutti il leader politici del tempo, da Craxi a Berlinguer, accorsero al suo capezzale, dove però, rimase per ore e ore, fino a quando non uscì dalla sala operatoria e venisse così considerato fuori pericolo, un suo grande amico, non un religioso, non un fedele, ma un uomo ateo e laico, quell’uomo, era il Presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini, grande e fraterno amico di Giovanni Paolo Secondo, col quale aveva trascorso anche le vacanze sull’Adamello e una volta scherzando disse “Santità ora andiamo a pranzo e le farò assaggiare una pasta speciale “gli strozzapreti”.

Rosario Naddeo

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