ABUSIVISMO A POMIGLIANO: COME STANNO DAVVERO LE COSE

Il clima, nella città delle fabbriche, è diventato davvero irrespirabile.
Non bastano le lettere minatorie, i dossier immaginifici che accusano tutto e tutti; non basta neanche che il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia On. Morra abbia dichiarato che Pomigliano è sotto assedio della camorra; non bastano i 272 sequestri di appartamenti che stanno angosciando imprenditori, professionisti, operai dei cantieri e cittadini che hanno già versato le caparre, ci si mette anche la stampa. Il clima in città è davvero rovente e la gente ha paura di parlare poiché, si vocifera, che l’intera città sia sottoposta ad intercettazioni.
In questo, i social stanno dando il peggio di sé ma il vero problema che comporta enormi danni di immagine alla città di Pomigliano d’Arco é il susseguirsi di una serie di articoli di stampa che rappresentano i fatti facendo paventare una verità di soprusi ed illegalità che è ben lungi dall’essere stata accertata.
Dopo un discusso articolo in cui testualmente abbiamo letto che le missive ingiuriose nei confronti del Comandante della polizia Locale , Dr. Luigi Maiello, possono essere state inviate, tra le altre ipotesi, anche dalla “giunta e dal consiglio comunale”, arriva un altro articolo che appare già come una sentenza di condanna a quelli che, attualmente, sono semplicemente dei sequestri preventivi disposti dall’ Autorità Giudiziaria e che sono ben lontani dall’aver raggiunto una sentenza di qualsivoglia grado; in termini giudiziari, la Procura è ferma alla semplice fase istruttoria in cui mancano, addirittura, le ricezioni delle consulenze di parte.
L’ articolo cui faccio riferimento e’ apparso sul Mattino di giovedi ‘ 13 maggio 2021 a firma Pino Neri e dove si legge a pieno titolo: “Abusivismo, il TAR boccia le licenze del Comune” e come sotto paragrafi si aggiungono due capoversi che sembrerebbero legare due vicende evidenziate che come avremo modo di vedere, non lo sono affatto:
1) I verdetti dei giudici amministrativi dopo i 272 sequestri di Vigili e Procura
2) Annullate sei autorizzazioni a costruire emesse nell’ ambito del Piano Casa.
Nel corpo dell’articolo si legge che “dopo i numerosi sequestri penali, ora anche il Tar ha emanato una serie di sentenze con cui sono state annullate sei licenze edilizie erogate dal Comune di Pomigliano tra il 2019 e il 2020 ai sensi della legge regionale del Piano Casa”.
Sembrerebbe, dunque, ad una prima analisi sommaria della lettura di quanto esposto nell’articolo richiamato e che ha scosso l’ intera comunità , che i 272 sequestri siano da intendersi legittimi in quanto ci sono già delle sentenze del Tar che annullano ben “sei autorizzazioni a costruire emesse nell’ambito del Piano Casa ”.
Sui 272 appartamenti sequestrati il TAR ribadiamolo , non c’entra assolutamente nulla, essendo gli stessi disposti dalla Procura della Repubblica che è ancora in una fase istruttoria e, dunque, non ha emesso alcuna sentenza al riguardo; ricordiamo, poi, che nella giustizia ordinaria, ci sono eventualmente tre gradi di giudizio e quasiasi commento dovrebbe essere procrastinato fino alle sentenze definitive.
Relativamente poi alle “sei autorizzazioni annullate emesse nell’ambito del piano casa”, nell’articolo non viene citata alcuna fonte e recentemente ci risulterebbe, da una lettura dell’estratto informatico consultato alla data odierna, solo una sentenza nuova, che si aggiunge ad altre due , emesse nei mesi scorsi , una delle quali peraltro appellata.
Ma veniamo alla sola sentenza (n 02789/2021 Reg. Provv. Coll. n. 04407/2020 Reg. Ric.) che possiamo commentare peraltro datata 28 aprile 2021 cui fa riferimento l’articolo richiamato.
Dalla lettura della stessa, qualcuno potrebbe essere portato a pensare che questa sentenza potrebbe essere indicativa del malaffare perpetrato dai soggetti interessati (imprenditori, professionisti e compiacenti dirigenti comunali) per una maldestra fusione del Piano Casa e vecchio Piano Regolatore; si potrebbe intendere che questa sentenza sarebbe prodromica di chissà quali altri annullamenti di autorizzazioni; ma invece ad una attenta lettura c’e’ da rilevare che, le evidenze sembrano di tutt’altro tenore.
Infatti, nel quarto capoverso della penultima pagina della sentenza si legge, precisamente, che questo annullamento è stato dovuto non tanto perché il Piano Casa ed il Piano Regolatore non erano sovrapponibili ma perché “non è possibile l’utilizzo della volumetria solo di ALCUNE UNITA’ IMMOBILIARI DEL MEDESIMO EDIFICATO ai fini dell’ applicazione della norma in discorso “. Per maggior chiarimento , quindi, da quanto emerge da questa sentenza, il Tar ritira l’ autorizzazione perché nel caso di specie, e solo in questo caso (peraltro molto particolare) si è usufruito di questa commistione tra Piano Casa e Piano Regolatore solo su una parte del fabbricato, facendo quindi intendere che se tutta l’area dello stabile fosse stata presa a base di calcolo “nulla questio” ci sarebbe stata da parte del Tribunale medesimo. Cioe’ il Tar accetta di fatto la sovrapposizione tra piano casa e piano regolatore ma se fatta su tutta la superficie dell’area e non come in questo caso solo su una porzione.
Chiarito quanto in precedenza riportato, c’è ovviamente da aggiungere che, in ogni caso, i sequestri sono operativi e la Procura della Repubblica sta facendo i doverosi accertamenti che daranno, nei prossimi mesi, gli esiti che, in punto di diritto, emergeranno dalle indagini ed a cui noi non potremmo che uniformarci. Confidiamo che chi ha sbagliato paghi pesantemente per eventuali illeciti commessi , ma da garantisti, non possiamo che confidare nel buon lavoro della magistratura ed aspettare, senza fare illazioni o considerazioni che allo stato sembrano del tutto prive di fondamento e che , c’e’ da credere , comportano uno sconforto tra professionisti ed imprenditori e cittadini.
Ogni tentativo, quindi , di speculare su questa vicenda prima che i Tribunali si siano davvero espressi è davvero detestabile per la circostanza che butta discredito sull’ intera città, su chi la governa e su chi la abita. Se c’e’ qualcuno che ha sbagliato e’ giusto che paghi, ma aspettiamo prima che i tribunali di varia natura e grado si pronuncino. In altri periodi casi analoghi sono sfiatati come bolle di sapone e se poi tutto finira’ cosi’ chi pagherà per questo enorme danno di immagine che sta subendo la città?

Felice Romano

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