IL COMUNE DI POMIGLIANO NON SI COSTITUISCE PARTE CIVILE IN UN PROCESSO CONTRO UN CLAN CAMORRISTICO

All’ udienza del 17 maggio 2021 adita presso il Tribunale di Napoli per giudizio immediato ex artt. 455 e 456 c.p.p. a carico di 24 imputati rinviati a giudizio dal GIP Dr. Giuseppe Sepe, (uno dei processi per camorra più importanti degli ultimi 20 anni), la prima parte lesa, identificata nel Comune di Pomigliano d’Arco e nella persona del sindaco pro tempore, incredibilmente non si è costituita parte civile.
La notizia è diventata virale e sul web, con particolare riferimento alla cittadina vesuviana, stanno impazzando i commenti di delusione e rassegnazione mista ad una rabbia sempre crescente.
La cosa che appare strana è che la settimana precedente, a seguito di alcune missive anonime e dossier che infangavano pesantemente il Comandante della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco, la città intera era scesa in piazza per manifestare solidarietà al Comandante Dr. Luigi Maiello che aveva subito anche delle vere e proprie minacce di morte, cosi come riportato da un articolo dell’ 8 maggio su il Mattino a firma Pino Neri in cui si leggeva nel titolo “ Maiello finirà in un loculo”.

La manifestazione anticamorra svoltasi a Pomigliano d’Arco.

La città aveva manifestato con una massiccia presenza al flash mob organizzato, tra gli altri, da Rinascita che si era presentata con tutti i suoi manifestanti con un chiaro messaggio, scritto a caratteri cubitali su una maglietta avente per titolo “la camorra è una montagna di merda”. In quella occasione, a cui aveva partecipato anche il Comandante, è spiccata, però, l’assenza del Primo Cittadino.
La mancata costituzione di parte civile, ovviamente, è uno smacco che la città in questo momento così delicato non si può consentire. Sui social tanti sono gli appelli al Sindaco Prof. Gianluca Del Mastro ed all’assessore di riferimento Dr. Carmine Sautariello a spiegarne i motivi che, ad oggi, non sono ancora stati resi noti.
La città di Pomigliano sta vivendo momenti davvero delicati, sequestri di immobili, visite della Guardia di Finanza presso gli Uffici del Comune, missive anonime e dossier che impongono, a maggior ragione, all’ attuale amministrazione il compito di vigilare bene sui fenomeni che stanno scuotendo la città.
C’è bisogno di rasserenare gli animi ma allo stesso tempo gridare fortemente che la camorra a Pomigliano non ha diritto di cittadinanza e, in occasioni come questa, è necessario che l’Amministrazione Comunale faccia chiarezza per la mancata costituzione in giudizio.
La città attende.

Felice Romano

 

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