LA LETTERA DI MANFREDI. UN’INVESTITURA PER IL NUOVO SINDACO DI NAPOLI

Le reti televisive, quest’oggi, danno notizia del “gran rifiuto” di Manfredi già Rettore di UNINA, e Ministro dell’Università e della Ricerca, alla sua candidatura a Sindaco di Napoli da parte di PD e 5 Stelle.
La bellissima lettera di Manfredi ha fatto scalpore, perché mette in chiaro la situazione economico-finanziaria che si accinge a lasciare De Magistris dopo dieci anni di sindacatura.
“Il Comune presenta una situazione economica e organizzativa drammatica.
Le passività superano abbondantemente i cinque miliardi di euro, tra debiti e crediti inesigibili.
Le partecipate sono in piena crisi e si prospettano difficoltà a erogare i servizi.
La macchina amministrativa è povera di personale e competenze indispensabili.
La capacità di spesa corrente è azzerata. Siamo, di fatto, in dissesto.

Gaetano Manfredi

Un dissesto che dovrà essere dichiarato o dal sindaco Luigi de Magistris entro qualche giorno o dal nuovo sindaco a fine anno. Sarei felicissimo se venissi smentito su questi dati drammatici, ma temo che saranno confermati. La conseguenza è che, in queste condizioni della città, il sindaco diventa un commissario liquidatore.”
Le riflessioni, che m’induce la lettura del testo sono due:
Una, di merito, e riguarda gli argomenti che tratta, ma soprattutto quelli che trascura;
L’altra, di forma, e riguarda le conseguenze della sua denuncia ed i problemi che essa solleva.
1. Per quanto riguarda il merito, osservo che la situazione di dissesto del Comune di Napoli, non è solo del Comune di Napoli ma della stragrande maggioranza dei Comuni di tutto il Mezzogiorno.
Nel Mezzogiorno si concentra quasi il 90% dei Comuni italiani, interessati ai Dissesti (466 su 521). In questa selva di Comuni dissestati, Napoli, è stato il primo grande Comune a dichiarare, nel ’93, il dissesto del proprio Bilancio.
Sarebbe come dire che il Dissesto degli EE.LL. è sostanzialmente un problema del Mezzogiorno.
Questo significa che non ha alcun senso proporre una Legge speciale per Napoli, quando il problema riguarda buona parte dei Comuni italiani. L’estensione e la gravità del problema, infatti, induce a pensare che le cause del disseto vadano ben oltre la cattiva amministrazione delle Giunte che si sono susseguite alla guida del Comune;
Fra le diverse cause del dissesto, è sufficiente che richiami solo quella dei guasti prodotti dal federalismo fiscale municipale, che ha sostituito il vecchio sistema della “finanza derivata”.
La riforma, di marca leghista, in vigore dal 2012, unitamente agli effetti prodotti dall’abolizione dell’IMU sulla prima casa, che era una delle principali fonti di finanziamento degli EE:LL, ha prodotto guasti profondi sui Bilanci meno solidi dei comuni meridionali.
2. Per quanto riguarda la forma, faccio notare che dire di NO, perché ci sono Problemi gravi, pone il prossimo futuro candidato in una situazione critica: se accettasse sarebbe “un irresponsabile”, se rifiutasse, sarebbe un “pavido”.
L’unico candidato possibile, a questo punto, non potrà che essere UNO , già entrato in corsa prima del Gran Rifiuto, e che ora non può più tirarsi fuori, condannato a diventare un”folle o un eroe”.
A questo punto, c’è un solo nome in corsa, ed è uno che non scappa davanti alle difficoltà ed è in grado, per l’esperienza maturata ed il carisma di cui dispone, di porsi ora più che mai, al servizio della città..

Pino Campidoglio

 

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