CAMPIONATO FINITO – VERDETTO CHAMPIONS NAPOLI FUORI JUVENTUS E MILAN DENTRO. GLI AZZURRI IN UNA SINDROME TIPO COREA 66 NON VANNO OLTRE IL PARI COL VERONA E DE LAURENTIIS IMMEDIATAMENTE SALUTA GATTUSO CON UN TWEET

Nel calcio non contano i punti di vista ma i punti in classifica, anzi il punto, quello che tiene fuori dall’ Europa che conta il Napoli e che invece tiene dentro la Juventus, che così con le due coppe nazionali vinte e la qualificazione in Champions League salva una stagione che aveva ben altri progetti proprio in Champions, dove è uscita malamente, mentre, praticamente non è mai stata in partita per la lotta scudetto. Per il Napoli invece, quel punto, fa pendere in negativo, l’esito della stagione, compromessa per lungo tempo con l’eliminazione da tutte le coppe ed un campionato, che ancor più dei bianconeri, non l’aveva vista in grado di competere con la corazzata Inter.

Rino Gattuso. Da questa sera non è più l’allenatore del Napoli.

Un peccato, perché strada facend,o Gattuso e gli azzurri avevano ritrovato orgoglio, continuità, gioco, gol e risultati, che domenica dopo domenica, li avevano visto scalare posizioni in classifica, tanto da riacciuffare il gruppo alle spalle dei neroazzurri in lotta per gli altri tre posti disponibili. Nelle ultime giornate il Napoli andava consolidando la posizione, prima a danno della Juventus che appariva ormai spacciata, poi nella penultima giornata, il Milan a sorpresa, si fa fermare in casa dal Cagliari già salvo, diventando il primo indiziato a restare fuori considerata la trasferta di Bergamo da affrontare. Un’ avvisaglia che il Napoli non ha saputo cogliere, come evidentemente non ha tratto esperienza dal primo tempo di Firenze. E così col Verona, l’avversario più a portata di mano rispetto alle avversarie, gli azzurri sono ricaduti in quelle ipnosi di assenza agonistica, tecnica e soprattutto di personalità che in più di un’occasione si erano viste in questa stagione in campionato come in UEFA League. Il Napoli, a cui per tutta la giornata i tifosi avevano in ogni modo fatto avvertire presenza ed affetto, è sceso in campo ancora più contratto di Firenze, anzi possiamo dire che non è nemmeno sceso in campo. 45 minuti senza un tiro in porta con i gialloblu, che hanno non solo controllato la manovra, ma offerto diverse insidie a Meret. In avanti, invece, Lozano si fa notare al ventesimo quando viene ammonito, già Lozano perché è in campo mentre Politano è in panchina, risultando nella ripresa  forse l’unico che tenterà di trascinare la squadra o quantomeno di andare in rete, mentre Insigne non riesce  a vestire i panni del leader in questa pandemia “agonpsicotecnica” che ha colpito gli azzurri stasera. Nella ripresa si pensa alla strigliata del tecnico, ma al ritorno in campo i suoi uomini appaiono ancora più bloccati e lui preoccupato , ma come a Firenze si pensava che una rete anche occasionale avrebbe sbloccato e risolto la partita, coi viola il rigore, con il Verona la zampata dell’ex Rrhamani al 60esimo, ma la sindrome si impadronisce di nuovo del Napoli e il Verona riprende a suonare il suo spartito con Meret chiamato ancora ad essere protagonista, fino al gol del pareggio , apparso fotocopia di quello subito dal Cagliari, lancio lungo di Gunter e gol sottoporta di Faraoni. Venti minuti più recupero sarebbe un tempo sufficiente per ribaltare il tutto, ma ci volevano personalità, fame, rabbia, lucidità, idee, forza fisica e gioco, schemi, nulla di tutto ciò, se non uno sterile attacco al fortino, mentre Gattuso rivede davanti ai suoi occhi il film già vissuto a Milano, quando proprio in ultimo il Milan da lui guidato si vide scippare la qualificazione in Champions dall’Inter. Dentro tutti gli attaccanti disponibili in panchina, peccato che Llorente non c’era più, altrimenti avrebbe trovato spazio di sicuro anche lui stasera. I minuti trascorrono così senza emozioni fino al triplice fischio finale, nel silenzio più assoluto di uno stadio vuoto e di un’istituzionale silenzio stampa. Il Napoli è fuori dalla Champions, la Juve che ha strapazzato il Bologna ed un Milan che a suon di rigori vince a Bergamo ringraziano.

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis

Da domani si inizierà a guardare il futuro, che inevitabilmente, per una società da sempre attenta ai conti, anche in epoca pre covid, senza il gruzzolo della Champions League,  vedrà un programma tecnico ridimensionato. Per ora l’unica certezza è che Gattuso non ci sarà, lo stesso De Laurentiis lo ha immediatamente reso ufficiale con il seguente tweet: “Caro Rino, sono felice di aver trascorso quasi due stagioni con te. Ringraziandoti per il lavoro svolto, ti auguro successi ovunque tu vada. Un abbraccio anche a tua moglie e ai tuoi figli. Aurelio De Laurentiis”. La rifondazione può avere inizio.

Rosario Naddeo

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