ELEZIONI NAPOLI – GIULIO DI DONATO: LA CITTA’ HA VOGLIA DI CAMBIARE COME SI EVINCE DAL SONDAGGIO DELL’AVANTI. E’ TEMPO DI AFFIDARLA AD UN MANAGER COME DRAGHI, AMEDEO MANZO LA FIGURA GIUSTA

C’è chi auspica una legge salva Napoli per poter scendere in campo, per potersi candidare alla guida della città per il centro sinistra, casella che però, nonostante i vari accordi stipulati nelle stanze romane e nei bar di via Petrarca tra PD e 5stelle, resta ancora vacante, è un volo in forte ritardo, la scritta delay, campeggia infatti, da giorni e giorni, sugli schermi della politica napoletana ed italiana, visto che si è deciso a quel livello, di effettuare la scelta del nome del candidato sindaco, e nonostante i tanti appelli ed inviti, soprattutto dell’area riformista, ad oggi da quelle parti, vige inoltre una sorta di sindrome da primarie. Anzi, bisogna tristemente dire, che grazie alla pandemia, ci si può ancora permettere di giocare col toto sindaco, considerato che quelle elezioni che dovevano tenersi in questa primavera, sono state fatte slittare alle porte dell’autunno. Ed è anche per questa irresponsabile stasi, che l’Avanti Napoli, ha inteso dare un suo contributo per smuovere le acque, coinvolgendo direttamente i cittadini napoletani, ovvero i diretti interessati, quelli che pagano i tributi e ricevono servizi non adeguati e che subiscono lo scotto dell’invivibilità quotidiana e del degrado diffuso. Per questo è stato lanciato un sondaggio sul nostro sito avantinapoli.eu affinchè i figli di Partenope indicassero le priorità per la città ed il nome del candidato sindaco, ritenuto il più affidabile ed in grado di dirigere le sorti del capoluogo campano.

Giulio Di Donato

Di questa situazione di stasi abbiamo parlato con un uomo politico di lungo corso, come Giulio Di Donato, che oltre ad essere stato parlamentare e vice segretario nazionale del PSI, è stato anche vice sindaco di Napoli ed attualmente è presidente dell’associazione Riformismo Oggi.
“Napoli è una grande cenerentola – esordisce Di Donato -, per quei partiti che qui hanno avuto il maggior numero di voti. Ma la responsabilità principale di questo stato di cose è del partito Democratico, che si è incaponito nel voler realizzare nel capoluogo campano questa sperimentazione nefanda dell’accordo con il Movimento Cinquestelle. E naturalmente, non essendo riusciti a farlo a Roma ed in altre città, tenta di farlo almeno qui, ma la cosa non riesce per mille ragioni, tenendo però in scacco la città”.
A suo avviso dunque, per uscire da questa sterile partita a scacchi politica, cosa sarebbe utile fare guardando in primo luogo al bene di Napoli e dei suoi abitanti?
“Occorre senza dubbio un cambiamento radicale e bene ha fatto l’Avanti a lanciare questo sondaggio teso a coinvolgere gli stessi cittadini. Da esso infatti emerge chiaramente questa voglia non solo di partecipare, ma di innovare, cambiare. E il segnale di forte consenso verso un uomo del fare, concreto, come Amedeo Manzo, né è la più chiara testimonianza. perchè non è più tempo di tattiche e ideologismi, per come è mal messa Napoli con il suo enorme debito di cinque miliardi, c’è l’inderogabile necessità di affidarsi ad un manager della società civile, dando una svolta ad una città ormai ferma e non da oggi. Il centro sinistra guida infatti l’amministrazione comunale da oltre trent’anni. Abbiamo avuto tre gestioni Bassolino, la guida di Maroni, poi della Iervolino e, infine siamo caduti direttamente nel baratro con De Magistris.

Il sondaggio dell’ Avanti Napoli sul candidato a sindaco di Napoli, attivo sino alla mezzanotte del 30 maggio.

Ora la città vuole cambiare e credo dunque, che sia giunto il tempo di favorire questa tendenza, e l’esperimento fatto dall’Avanti con questo sondaggio è sicuramente indicativo delle opinioni dell’elettorato, di quei napoletani più sensibili alle sorti della città , quelli che partecipano di più alle sue vicende e quindi attenti all’evoluzione del suo futuro.
Bisognerebbe dunque partire da queste indicazioni e chiedere a Manzo se sia interessato a porsi con la sua esperienza di manager al servizio della città. Al contempo non bisogna avere pregiudizi verso candidature come quella di Maresca, se essa viene presentata come una candidatura civica che apre ai riformisti”.
Naturalmente non è solo una questioni di nomi, ma anche se non in primo luogo di programmi, non a caso, nel sondaggio, abbiamo chiesto ai napoletani di  esprimersi sulle priorità per Napoli. Ma indicare programmi significa in primo luogo che deve esserci una classe politica e dirigente capaci di delinearli per poi realizzarli.
“In primo luogo credo che non si possa definire un programma, se questo non venga valutato e condiviso con il presidente del Consiglio, Mario Draghi, perché Napoli ha bisogno urgentemente di una serie di scelte, che non sono solo economiche e finanziarie, di rattoppo del bilancio disastrato con i cinque miliardi di deficit. Napoli ha quindi, da una parte necessità di strumenti per procedere, ma anche di idee, al fine di cercare di costruire un proprio futuro che sia in linea con la difesa ambientale, la green economy e tutti gli altri temi, sui quali per adesso vige il silenzio più assoluto, a conferma che i partiti, quelli che sono rimasti, sono pressoché nulla.

Amedeo Manzo, Presidente BCC Napoli e Federazione BBC Campania.

Occorre oggi pragmatismo. La scelta quindi non la opererei più con i criteri tradizionali, sinistra, centro, destra, centrodestra e centrosinistra, perché il problema è quello di trovare una persona ed una squadra, che siano in grado di affrontare le enormi emergenze di una città stretta in una tenaglia tra miseria, povertà e criminalità. E’ noto a tutti infatti, che in questi mesi come la criminalità si sia ulteriormente radicata e governi ormai la città e non solo più le periferie.
C’è poi il discorso da non trascurare dell’area metropolitana, che è l’altro grande assente nel dibattito politico che non può riferirsi solo al capoluogo ma deve guardare globalmente a Napoli e alla sua provincia.
Ma per fare tutto ciò, è necessario in primo luogo scrollarsi di dosso tutti quei discorsi che ho sentito fare, che sono di una povertà e di una miseria politica e culturale. Per questo c’è bisogno di un ceto politico, che attualmente non vedo, ma che spero che ci sia e al contempo sia in grado di far proprie queste esigenze, varando d’intesa con la Regione Campania ed il Governo nazionale un piano di recupero e rilancio per Napoli.
In ultima analisi, occorre trovare l’accordo intorno ad un manager, che abbia però anche qualità politiche, perché naturalmente la città non si può amministrare se non con adeguate qualità politiche. Questo credo sia la soluzione migliore, ma anche se non riuscissimo a raggiungere questo obiettivo, in ogni caso c’è inderogabile necessità di un cambiamento, di un rinnovamento, nel quale i partiti attuali, soprattutto quelli tradizionali, da sinistra a destra, hanno pochissimo da dire e da fare”.

Rosario Naddeo

Lascia un commento