ELEZIONI NAPOLI – LAUDADIO: L’IMPEGNO PER NAPOLI VA ASSUNTO IN TRASPARENZA ,CON E PER I NAPOLETANI, A PRESCIDERE DA CHI SARA’ IL SINDACO

L’invito del 2 giugno all’incontro con il candidato a sindaco di Napoli per il centrosinistra, Gaetano Manfredi, ha il tono della stessa eleganza con cui si riceve un invito a cena per il digestivo. Il tutto mentre appare ancora strano, surreale, che i napoletani non possano scegliere il proprio candidato alla guida della città in maniera trasparente e diretta, come dice lo stesso candidato a sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per il quale le primarie sono un modo per dire, io voglio partecipare, voglio esserci. E  condivido ancora in pieno con l’ex ministro del Governo Conte, quando dice aggiunge “non ho mai creduto ai cambiamenti che si realizzano solo dall’alto”. A Napoli invece, il candidato a sindaco viene indicato proprio dall’alto, da tre persone nel chiuso di una stanza romana, il neo segretario del PD, Enrico Letta, Roberto Speranza, che non è nemmeno leader di Liberi e Uguali, ma ministro, e da Giuseppe Conte che, viceversa, fa il leader senza un partito, considerato che il Movimento Cinquestelle non si è ancora espresso a riguardo. Il tutto, nel silenzio più assoluto delle rappresentanze locali del PD e senza il coinvolgimento di quelle forze riformiste, liberali e moderate, che hanno fortemente contribuito alla riconferma del Presidente De Luca alle ultime elezioni regionali.

Felice Laudadio

Appare inoltre singolare, che si passi dal dubbio amletico, mi candido non mi candido, essere o non essere il sindaco di Napoli, alla repentina decisione di scendere in campo con l’immediato impegno di ricostruzione della città. Con il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, che a sua volta, parla di dieci punti da attuare grazie alla regione stessa e al Recovery Plan. Anche questo punto merita chiarezza. Non è chiaro infatti, se l’attuazione di questi dieci punti sia legata all’elezione di un sindaco gradito al PD ed al Presidente della regione. La trasparenza, vorrebbe infatti che programmi e investimenti si definiscano non con i singoli, ma verso la comunità, con e per i napoletani, a prescindere dal nome di colui che sarà chiamato a capeggiarne l’amministrazione comunale”.

Felice Laudadio, della redazione dell’Avanti!Napoli

 

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