QUANDO LA MORTE DIVENTA OGGETTO DI CONTESA POLITICA E LE NOTIZIE RINCORRONO LA RETE

di Rosario Naddeo

La velocità della rete, impone di correre, ma in più di un’ occasione si corre troppo, le notizie corrono troppo, le riflessioni e le verifiche meno. E’ il caso della morte dell’ex calciatore delle giovanili del Milan Seid Visin , la notizia della sua morte viene subito collegata ad una lettera, dovremmo dire ad uno scritto, in cui il giovane di origini africane adottato da una coppia campana, con estrema lucidità, chiarezza di descrizione e ricchezza di sensazioni e sentimenti, racconta come il suo rapporto con la gente sia cambiato negli anni con l’intensificarsi degli sbarchi sulle coste italiane di barconi stracolmi di esseri umani alla deriva. Come il rapporto con gli altri, abbia scaricato anche su di lui paure e insofferenze. Parole che fanno collegare subito quella tragica morte a motivi razziali e, inevitabilmente, si scatena quella sequela di dichiarazioni da parte di esponenti politici di opposte fazioni.


E così la morte del giovane Seid, il dolore dei suoi cari, diventano ancora una volta, come accaduto in altre occasioni, magari a seconda del colore della pelle della vittima o dell’eventuale carnefice, terreno di contesa politica, e il pensiero corre agli anni 70, quando negli scontri di piazza tra giovani di destra e sinistra, se non in veri agguati, c’era chi ci rimetteva la vita, ma più che fermare la violenza, le morti, le fazioni politiche di riferimento, erano impegnate in primo luogo nel lanciare accuse alla parte avversa di aver dato inizio a tafferugli e provocazioni.
Ma tornando alla vicenda di Seid, poi col passare delle ore, si comincia ad avere un quadro più nitido, si scopre che quella lettera era stata scritta tre anni fa, mentre il padre del ragazzo, nonostante l’improvvisa tragedia che gli è piombata addosso, è costretto a smentire a questa o quella redazione che il figlio non si è ucciso per motivi razziali, che era amato e benvoluto da tutti, e che teneva per se i motivi che forse hanno spinto il ragazzo a compiere l’estremo gesto. E tutti pronti a ricalibrare servizi ed articoli.


Questo naturalmente non toglie nulla a quanto Seid aveva espresso in quella lettera e soprattutto ad un problema, quello del razzismo, che è uno di quei problemi irrisolti del nostro paese, un problema che condensa molti fattori, sociali, culturali, economici, a cui la politica, le istituzioni dovrebbero dare risposte concrete, con iniziative e investimenti costanti, con azioni e attività a fianco di chi penetra nel tessuto sociale delle città come delle periferie, le scuole, centri educativi e sociali, associazioni laiche e religiose, operatori sociali, rafforzando le competenze sui territori e non abbandonandoli a se stessi, facendo covare rancori che alimentano guerre tra poveri. Sensazioni che Tommy Kuti, giovane rapper bresciano afroitalianio come Seid, aveva espresso in maniera assai efficace in una sua canzone del 2017 intitolata proprio “Afroitaliano (il link del brano https://www.youtube.com/watch?v=C-WhDMUmYMc).

Tommy Kuti, nel videoclip della sua canzone Afroitaliano.

Tutte cose che richiedono impegno costante e fatica, dove i risultati, inevitabilmente giungono nel tempo, Più facile dunque lanciare accuse, a chi mediaticamente cavalca argomenti che fanno presa, e che a loro volta, alimentano le discussioni sui social. Ma che alla fine, di concreto, lasciano ben poco, viceversa una morte tragica come questa del giovane di Nocera Inferiore, meriterebbe solo silenzio e rispetto, al pari del dolore dei suoi cari.
Altri, ribadiamo, sono i luoghi dove dibattere e soprattutto agire concretamente per cambiare le cose. Si agisca quindi, si investano risorse in programmi ad hoc sui territori, si creino le condizioni per entrare nel tessuto sociale dove covano malessere e frustrazioni se non miseria ed abbandono, luoghi ormai quasi sconosciuti alla politica del palazzo e delle tastiere. Più in generale, anche i mezzi di comunicazione, non cedano a quella foga di dover dare subito una notizia, nel timore di farsi precedere da altri, si affidino di più ai vecchi mezzi del mondo reale della verifica e a quelli più recenti del fact checking, che consentono di verificare fatti notizie, soprattutto di quelle diffuse in rete e non da organi ufficiali, cronologia di eventi, pubblicazione di foto e video, immessi in rete.

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