GLI AMICI DELL’AVANTI SONO AMICI DI NAPOLI

Noi sappiamo che il Nuovo Sindaco di NAPOLI, avrà un compito, ancora più grave dei suoi predecessori, (Bassolino, Iervolino, De Magistris) quello di Amministrare, non una Città, ma un’Area, vasta come l’Area Metropolitana di Napoli, e farebbe un errore se pensasse di dover fare tutto da solo. Il suo predecessore, ha provato a fare tutto da solo, e dopo 10 anni, lascia una città in condizioni peggiori di prima. Le vecchie questioni si sono aggravate e le nuove si sono aggiunte alle vecchie. In casi del genere, l’unica risposta saggia è la ricerca di una squadra di responsabili, in grado di affrontare e gestire, con una visione coordinata, l’intreccio delle questioni aperte. A Lui, non sono richieste le doti del demiurgo, ma quelle del Direttore d’Orchestra che fa suonare (non suona lui) gli strumenti degli orchestrali. Il Sindaco, deve avere una visione d’insieme dei problemi e delle difficoltà che dovrà affrontare e, nel contempo. deve stabilire quali priorità assegnare ad ognuno di essi, avendo ben presente, quale obiettivo vuole raggiungere con le risorse di cui dispone. Poco o nulla è stato fatto , in questi ultimi dieci anni, per risolvere i problemi di Napoli, anzi, si sono accresciuti e si sono aggravati .Si è drammaticamente aggravata la situazione finanziaria del Comune e quella delle aziende partecipate (ANM ed ASIA), al punto che oggi, il “Predissesto”, da cui si pensava di fuoriuscire, è diventato dissesto conclamato. Lo stato di predissesto, che aveva già costretto il Comune a dimezzare l’organico del personale e le spese correnti per l’attività dell’ordinaria amministrazione, prospetta ora, addirittura il rischio del Commissariamento. Fare il Sindaco, questa volta, richiede, ancor più di prima, conoscere ed aver chiaro il quadro della situazione. Quali, le cause di questo dissesto? Se si appura, che all’origine dello squilibrio finanziario, non vi sono solo le disfunzioni ed i ritardi, dell’Amministrazione comunale, nella riscossione dei residui attivi, o delle imposte, o dei canoni dovuti etc.., ma vi è, ad esempio, la riforma leghista del federalismo fiscale (L. delega 5 maggio 2009, n. 42) che ha messo in crisi, non solo Napoli, ma il 90% dei Comuni dissestati in Italia, tutti concentrati nel Mezzogiorno, allora, e solo allora, si potrà impostare una battaglia seria per la soluzione del problema.

Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli.

Il Sindaco di Napoli, non dovrà chiedere, come si sente dire in giro, una Legge speciale per Napoli, ma dovrà rivendicare una revisione totale, di un provvedimento nocivo per gli equilibri finanziari delle comunità locali di quasi tutto il Mezzogiorno. A differenza delle scelte da compiere in condizioni di normalità, a Napoli, la Giunta, dovrà muoversi contestualmente, almeno su due livelli di interventi: quelli ordinari e quelli straordinari, fra loro, strettamente interconnessi. Dove gli interventi ordinari sono quelli contemplati in quasi tutti i Programmi di lavoro di un grande Ente locale come il Comune di Napoli: I Rifiuti, i Trasporti, l’Assetto territoriale, La manutenzione delle strutture urbane, i servizi civili, la Polizia urbana, l’Assistenza sociale, etc….Nonché, gli interventi straordinari, quelli, per i quali, è richiesto anche il concorso degli altri livelli istituzionali: dalla Regione, allo Stato ed alla UE: Le risorse finanziarie extra bilancio; la Scuola, La Sanità, l’Ordine pubblico, Il sostegno all’attività produttiva, le Grandi Opere pubbliche, Il risanamento delle Aree degradate, etc .I due distinti piani d’intervento sono strettamente legati e devono poter essere cogestiti nell’interesse comune, per il raggiungimento degli obiettivi.Al nuovo Sindaco, quindi il compito di dotarsi di un Quadro degli obiettivi e di assumere la regia degli interventi da mettere in campo, sapendo che due, in particolare, sono i nodi da sciogliere per far ripartire la l’economia di questa città: 1. Il risanamento finanziario, con il conseguente reperimento delle risorse 2. Il riequilibrio della Politica nazionale per rilanciare la ripresa produttiva del Mezzogiorno. Il Primo nodo, si scioglierà se il Governo nazionale supererà la riforma del federalismo fiscale così come l’Unione Europea ha superato l’anacronistica politica del Patto di stabilità, che hanno inciso entrambe, negativamente sugli equilibri finanziari dei comuni più deboli. Il secondo nodo, ha le sue radici fuori dalla città e potrà essere risolto solo se si riuscirà a riaccendere l’interesse della Politica nazionale per lo sviluppo dell’economia meridionale. Dopo l’infelice scelta di cancellare, nel ’92, “l’intervento straordinario”, affidando il riequilibrio territoriale “all’intervento ordinario”, il Divario è tornato ad ampliarsi. La risposta del Paese, invece di correggere l’errore, ha contribuito ad accrescere il peso di chi invoca la secessione invece dell’Unità. Oggi, anche per effetto della Pandemia, si sono create le condizioni per rivedere molte cose del passato; Fra le Riforme invocate da Noi e dalla UE, è timidamente affiorata anche l’esigenza di rivitalizzare la politica della coesione territoriale .Il Governo ha parlato, sottovoce, di una territorializzazione delle risorse che interesserebbe il Mezzogiorno nella misura del 40% delle risorse comunitarie, destinate all’Italia. È questo un passaggio troppo importante, perché venga trasmesso fra le pieghe dei discorsi che accompagnano i provvedimenti da attuare. Chi arriverà a fare il Sindaco della città di Napoli, deve sapere che assume tale incarico, nel momento in cui il Paese si accinge a decidere delle grandi riforme fra cui anche la eventuale ripresa dello sviluppo economico e territoriale del Mezzogiorno. Non è il caso di sottovalutarlo ed è anzi un motivo in più, per dedicarsi con tutte le proprie energie a fare la sua parte. Ci sono Uomini, Istituzioni, Associazioni, Partiti che hanno idee, progetti e voglia di cambiare le cose. Il neo Sindaco sappia che per questo compito potrà contare su tutte le migliori energie della città. Se vorrà dedicarsi a questa impresa, Napoli non lo lascerà solo. Gli Amici dell’Avanti sono grandi Amici di Napoli, e saranno Amici di chi si candida a lavorare per farla tornare ad essere la grande Napoli, del tempo che fu!

Pino Campidoglio

Lascia un commento