PER UN GIUSTO EQUILIBRIO TRA RAPIDITÀ DEI PROCESSI E GARANZIE DELLE PARTI

L’Avanti apre la discussione sulla riforma della giustizia.

L’Europa e i cittadini italiani chiedono la riforma del processo civile.
La rapidità del processo è infatti esigenza avvertita da tutti coloro – operatori economici e cittadini che rivolgono al Giudice la richiesta di una sentenza che decida le controversie che le vede partecipare.
La riforma del processo, di ogni processo deve assicurarne la rapidità ma in un giusto equilibrio con le garanzie che la Costituzione assicura e al diritto di difesa e del giusto processo.
Partendo da tali premesse va valutato il progetto di riforma del Ministro Cartabia non ancora pubblicato.
Procediamo con la necessaria cautela all’esame di quanto riportato dai quotidiani.
Se rispondesse al vero che già nell’atto di citazione e nel primo atto difensivo della parte convenuta devono essere prodotte prove precostituite con la sanzione di decadenza sarebbe evidente la lesione del diritto di difesa e del principio del contraddittorio.
La fase di acquisizione delle prove – l’istruttoria – deve essere gestita solo allorchè le vicende e le questioni giuridiche oggetto del giudizio abbiano avuto una definizione negli atti che aprono il giudizio.
L’obbligo di immediata esibizione della prova, sanzionata con la inammissibilità dell’azione incide pesantemente sul diritto di difesa e del giusto processo fondato sul contraddittorio tra le parti.
Gravi perplessità suscita, anche le conseguenze derivanti dalla mancata costituzione del chiamato in giudizio alla prima udienza.
Si rileva, ove questo sia il contenuto del progetto di riforma, che vengono dilatati a dismisura i poteri del Giudicante e resa marginale la attività dei difensori che si svolge nell’ambito di un giudizio a contraddittorio pieno.
È pertanto dovere degli avvocati e degli organismi rappresentativi seguire con la massima attenzione l’iter di approvazione della legge e porre in essere efficaci iniziative, a tutela del diritto di difesa e a garanzia della effettività del rispetto del diritto al giusto processo, garantito dall’art. 111 della Costituzione.
Si è certi che il “rimedio chirurgico” non risolve i problemi antichi del processo civile.
Va sottolineato che le problematiche, i ritardi della giustizia civile sono il prodotto diretto di gravi, quanto antiche carenze organizzative.
Vi sono uffici giudiziari, taluni troppo piccoli e altri di dimensioni sproporzionate.
È il caso di rivedere l’organizzazione in un’ottica di organicità delle sedi e della adeguatezza delle dimensioni.
Occorre ancora rinforzare le piante organiche degli ausiliari, oggi gravemente sottodimensionate.
È ancora indifferibile la riqualificazione del personale e l’assunzione di risorse giovani dotate della necessarie idoneità a garantire l’effettiva informatizzazione del processo, dotando gli uffici di tecnologie idonee.
È pertanto necessaria una pluralità di interventi e sul piano legislativo e organizzativo, per rendere effettiva la rapidità del giudizio civile in un rapporto di pieno equilibrio con le inviolabili garanzie delle parti che chiedono giustizia.
Su questi temi l’Avanti! intende aprire un confronto con gli operatori del diritto della realtà napoletana, nella convinzione che una vera riforma della giustizia, civile, penale e amministrativa, non è solo una via di accesso ai finanziamenti del Recovery Fund, ma un obiettivo irrinunciabile a garanzia dei diritti dei cittadini.

Felice Laudadio

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