EURO 2020 – IL GIORNO DI ITALIA – AUSTRIA. UNO SGUARDO VERSO IL SOGNO NEL TEMPIO DEL CALCIO MONDIALE: WEMBLEY.

di Rosario Naddeo

Lo sguardo rivolto verso il cielo nella cattedrale mondiale del calcio, sognando la conquista di Euro2020. Quest’ immagine che campeggia sul sito della FIGC di Roberto Mancini stregato dalla magnetica atmosfera di Wembley, simboleggia infatti il momento magico che dalle notti magiche romane, ci si augura di rivivere ora a Londra, fino alla fine, fino ad alzare quella coppa lontana da noi da ben 53 anni. E per la sfida di questi ottavi è ormai tutto chiaro e deciso. Donnarumma, Di Lorenzo, Bonucci, Acerbi, Spinazzola, Barella, Verratti, Jorginho, Belardi, Immobile e Insigne partiranno titolari, con Chiesa, Bernardeschi, Locatelli, Pessina e tutti gli altri pronti a dare il contributo, perché come ribadisce mancini, sono tutti titolari e pronti a fare la loro parte, anche quando entrano in corso d’opera. Riguardo all’Austria, la stella è Alaba, una vita al Bayer Monaco con futuro al Real Madrid e poi ci sono Sabitzer , il giovane Baumgartner e l’ex interista Arnautovic, con un tecnico figlio di origini italiane ma tedesco, Franco Foda. Gli austriaci sono gente tosta, abituati per lo più a lottare nel campionato tedesco, corsa e pressing alto le loro doti migliori, punto debole la difesa, ma comunque una squadra onesta, paragonabile ad una buona formazione di centro classifica del nostro campionato e quindi, se in giornata e se tu non sei giornata, capace di metterti in difficoltà.

E Foda come i suoi ragazzi, pur non essendo napoletani, si affidano alla cabala, riconoscendo la forza di un’ Italia che credono destinata alla finale, sperano comunque nella statistica, ovvero una formazione che non perde da trenta partite, non subisce gol e vince da undici gare, prima o poi dovrà incappare in quella giornata storta e perderla una partita, sperano dunque che quella giornata siano loro a coglierla. Ma sul fronte italiano c’è troppa consapevolezza dei propri mezzi, dell’esperienza accumulata, dello spirito di gruppo, di varianti tecniche e tattiche a disposizioni, per poter scivolare su una buccia di banana, e l’atmosfera di Wembley, il sogno della finale nel tempio mondiale del calcio, ha accresciuto consapevolezza e fiducia, pur avendo grande rispetto dell’avversario, come hanno ribadito in conferenza stampa il CT azzurro e capitan Bonucci.