“MIREA” IL DOCUFILM DI SALVATORE SANNINO, STORIA DEL RISCATTO DI UNA GIOVANE RECLUSA NEL CARCERE MINORILE DI NISIDA

Mirea è il racconto di un “ultimo” che riesce a vincere la sfida con l’avversaria della vita. Nata in quella che viene definita una famiglia “sbagliata”, la destinazione obbligata è il carcere. L’approdo al IPM  di Nisida, paradossalmente,  le salva la vita. Per la prima volta c’è qualcuno che si prende cura di lei e le fa comprendere che la vita è scegliere cuoche è bene tra ciò che non è bene.  Quando esce, si allontana dal paradiso (Nisida) ed entra bella parte di città che rappresenta l’inferno, ma ora lei ha la consapevolezza che deve fare una serie di scelte, camminare accanto al pericolo ma non cadere dentro. Ma è anche l’immagine di come deve essere una giustizia giusta.

Che deve valutare criticamente i reati commessi, senza spettacolarizzazione, giudicare, non giustiziare, ma il giorno dopo puntare al recupero della persona, che possa reinserirsi nella società a pieno titolo. “Mirea insegna che la vita di ogni persona è come una rosa, uno splendido fiore, ma che se lo si coglie non sentiamo per forza solo il profumo, ma dobbiamo fare attenzione alle spinge. Quelle spine sono insite in quel fiore che ne connotano la bellezza, ma al contempo possono fare del male” così dice la protagonista Giovanna Sannino. Nel film oltre alla Sannino, ci sono Roberto Azzurro, splendido Oscar Wilde, Cosimo Alberti un parroco amoroso e pragmatico, Danilo Rovani cattivooltre le aspettative, Margherita Rago madre di Mirea, Tobia De Micco compagna di cella di Mirea, Adriano Fiorillo. La produzione è di Teatrodisotto,  la sceneggiatura è di Veria Ponticiello e Roverto Azzurro. La regia di Salvatore Sannino. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Bando Napoli.

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