SCOPERTA DALLA GUARDIA DI FINANZA CELLULA TERRORISTICA ISLAMICA AD ANDRIA CHE TRAMITE UN CENTRO DI MONEY TRANSFER FINANZIAVA LE ATTIVITA MILITARI TERRORISTICHE IN 49 PAESI

Operazione anti terrorismo internazionale della Guardia di Finanza denominata “il libanese” coordinata dalla Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato all’esecuzione ad Andria, di un’ ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo pugliese della custodia cautelare in carcere a carico di quattro persone ritenute responsabili, in concorso tra loro, del reato di Finanziamento di condotte con finalità di terrorismo , in quanto hanno erogato mediante un centro “ money transfer ” di Andria denaro destinato a sostenere l’attività delle organizzazioni combattenti antigovernative in Siria e, nello specifico, diretto a finanziare gli jihadisti appartenenti e affiliati all’ autoproclamatosi Stato islamico.


La complessa e delicata indagine è stata avviata a seguito di una specifica attivazione di Eurojust che ha inoltrato per il tramite della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo alla D.D.A. di Bari una segnalazione dell’Autorità giudiziaria francese, compendiante talune evidenze di interesse investigativo concernenti possibili operazioni di finanziamento del terrorismo internazionale.
L’Autorità giudiziaria d’oltralpe aveva, difatti, accertato che 2 soggetti residenti ad Andria, in data 10.01.2017, avevano perfezionato, presso un’agenzia di “ money transfer ” a quella sede, 2 trasferimenti di denaro (entrambi dell’importo di euro 950,00) avvenuti a soli 3 minuti di distanza in favore di un cittadino libanese, considerato un “ collettore ” di denaro a disposizione dei cosiddetti “ foreign terrorist fighters ”. La successiva attività d i indagine delegata al G.I.C.O. del dipendente Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari ha consentito, quindi, di disvelare l’operatività di uno strutturato gruppo criminale, con base operativa ad Andria, dedito al finanziamento di attività terroristiche di matrice internazionale. In particolare, le investigazioni sono state effettuate attraverso l’intercettazione di conversazioni telefoniche, l’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette trasmesse dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, indagini finanziarie nonché mediante perquisizioni e la successiva disamina della documentazione sequestrata. Gli approfondimenti svolti hanno, pertanto, permesso di accertare che le 2 persone segnalate impiegando il circuito finanziario “money transfer operators” avevano effettuato (presso la stessa agenzia di Andria) ulteriori operazioni di invio di denaro contante in favore di altri soggetti stranieri collocati in diversi Stati a rischio terrorismo, tra cui Serbia, Turchia, Germania, Emirati Arabi, Albania, Russia, Ungheria, Giordania e Tailandia.

Peraltro, è stato rilevato che i collettori ” stranieri così individuati ben 42 avevano ricevuto similari finanziamenti (tramite la medesima agenzia “ money transfer ” e nel medesimo periodo temporale) anche da parte di altri 2 soggetti residenti ad Andria interessati dalla misura cautelare personale. Le transazioni finanziarie oggetto di approfondimento sono risultate avere quasi tutte le medesime caratteristiche (importi artatamente frazionati; date di espletamento; beneficiari; agenzie di money transfer di effettuazione delle operazioni; ricorso a prestanome) ed essere volte a raggirare i presidi imposti dalla normativa antiriciclaggio e, di conseguenza, a evitare il rischio di segnalazione di operazioni sospette all’ Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia.

L’identità – Le risorse strumentali

Ulteriori accertamenti hanno consentito, infine, di far emergere un ancor più inquietante quadro comprendente oltre 1000 operazioni di invio di denaro poste in essere, mediante il circuito dei money transfer , in 49 Paesi (anche estero su estero) nel periodo 2015 2 020 aventi quali beneficiari i suddetti “ collettori ” stranieri, per un valore di oltre 1 milione di euro .La presente operazione che ha puntato all’individuazione dei flussi di denaro destinati ad alimentare azioni di cellule terroristiche ha evidenziato la fondamentale importanza della cooperazione giudiziaria internazionale nonché il determinante contributo investigativo rinveniente dall’ approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette . Conclusivamente, gli esiti dell’attività investigativa testimoniano il costante presidio esercitato dal Nucleo PEF Bari in stretta sinergia con la locale Procura della Repubblica/D.D.A. anche nell’azione di contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale, a tutela della sicurezza interna e, in linea generale, di quella globale.

Rosario Naddeo

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