TERRA SEMPRE PIU’ PREDA DI FENOMENI CLIMATICI ESTREMI COME I 50 GRADI RAGGIUNTI NEL FREDDO CANADA, L’EUROPA COMPIE PASSI CONCRETI PER RIDURRE DEL 55% LE EMISISONI NOCIVE ENTRO IL 2030. PER LA SEGRETARIA CONFEDERALE UIL BOCCHI SI TRATTA DI UN ATTO FONDAMENTALE PER LA DIFESA DELL’ ECOSISTEMA

Il caldo afoso e rovente che sta ancora attanagliando l’Italia, ma soprattutto le immagini che giungono dagli Stati Uniti e in particolare dal Canada, dove si sono registrate temperature di 50 gradi, impensabili in un paese tradizionalmente freddo e che ha dovuto fare i conti con quasi 800 morti in una settimana, come conseguenza dell’improvvisa ondata di calore, ripropongono più che mai il problema del cambiamento climatico, con rapidi ed estremi fenomeni meteorologici dal forte impatto e da conseguenze devastanti per uomini, animali e colture. Occorre far presto, ma occorre farlo seriamente e insieme, non seve a nulla infatti che una parte del globo si impegni a ridurre le fonti di inquinamento mentre altri continuano a farlo come se nulla fosse.

L’ Europa da parte sua sta compiendo passi concreti come l’adozione da parte del Consiglio Europeo della normativa comunitaria sul clima (“Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica”) con cui si è conclusa la procedura che regolamenta l’obiettivo del perseguimento della neutralità climatica entro il 2050, avviata dall’accordo politico raggiunto con l’Europarlamento il 21 aprile scorso.
Con la finalità ultima di garantire che, da qui al 2030, siano compiuti sforzi sufficienti per abbattere drasticamente la presenza di sostanze tossiche nell’atmosfera, viene regolamentato anche l’ulteriore obiettivo vincolante di riduzione delle emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli preindustriali del 1990.
“Riteniamo che la nuova normativa comunitaria sul clima sia un grande passo avanti nel contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici – ha dichiarato a riguardo la Segretaria Confederale UIL, Tiziana Bocchi – è un percorso decisamente avviato, che necessita di grande rigore e di un efficace meccanismo di controllo e di partecipazione a tutti i livelli, e che passa, in primis, per l’aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima”.

Tiziana Bocchi, segretaria confederale UIL.

Si tratta di un lavoro impegnativo, tramite il quale il Governo dovrà fare in modo che nessuno resti indietro, a partire dalle lavoratrici e dai lavoratori che saranno coinvolti in questa fase di trasformazione da oggi ai prossimi trent’anni. Tali sfide infatti, se opportunamente governate, eviteranno perdita di competitività delle imprese Italiane, e consentiranno di creare nuova occupazione, perché decarbonizzare e rendere climaticamente neutrale il nostro Paese permetterà anche di accrescere la competitività della nostra economia e di dare nuovo slancio all’occupazione.
Solo così l’Italia sarà leader nel passaggio ad un’economia globale libera da fonti fossili, circolare e a zero emissioni. Ma questa transizione, per essere giusta, richiede tempo e un lavoro sinergico da attuarsi con tutti gli stakeholder, a partire dalle Parti Sociali.


“Il fondamentale quanto ambizioso obiettivo della neutralità climatica” – ha sottolineato Tiziana Bocchi – “finalmente non è più un’utopia. Ma, è bene ribadirlo, sarà necessario agire con rapidità e in modo incisivo, in quanto mancano meno di dieci anni alla prima scadenza fissata. Per centrare i target della sfida climatica restano cruciali i fondi del programma Next Generation EU di cui, ricordiamo, ben il 37% è destinato proprio agli obiettivi ambientali.
E in questo contesto, la sinergia fra Governo, Istituzioni e Organizzazioni Sindacali deve continuare a segnare il cammino per un’Italia e un’Europa più verdi e sostenibili”.

Rosario Naddeo

 

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