SCIOPERO DEI LAVORATORI DEI CENTRI DI RIABILITAZIONE DELLA CAMPANIA PROCLAMATO DA CGIL E CISL CONTRO IL DUMPING CONTRATTUALE NELLA SANITA’ PRIVATA. LA UILFPL PUR CONDIVIDENDO LA BATTAGLIA SPIEGA PERCHE NON HA ADERITO ALLA MANIFESTAZIONE

I  lavoratori dei centri di riabilitazione privati della Campania hanno effettuato una manifestazione  davanti alla sede dell’Assessorato alla Sanità della Regione Campania al Centro Direzionale di Napoli  per rivendicare stessa retribuzione e stessi diritti ai lavoratori e alle lavoratrici, in un settore che applica sette-otto contratti differenti. ”Siamo qui in piazza dopo i ritardi con i quali la Regione Campania sta affrontando la questione dei rimborsi relativi al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale della Sanità Privata (ad oggi applicato solo da pochissime aziende anche in virtù di tali ritardi) e per la mancata definizione di una seria politica di contrasto al dumping contrattuale – scrive in una nota la CISL FP Napoli -.

 

Oggi nel settore della riabilitazione, dal punto di vista contrattuale c’è tanta confusione, le diverse aziende scelgono tra 7 differenti contratti collettivi quello che preferiscono applicare – questo comporta una variazione del costo del lavoro fino a quasi il 30% in meno rispetto al CCNL della Sanità Privata con condizioni di lavoro molto differenti che hanno ripercussioni anche sull’attività lavorativa e sui livelli di assistenza. “Ovviamente, applicare questi contratti che prevedono minore retribuzione e più ore da prestare – ha dichiarato il segretario FP CGIL Campania, Marco D’Acunto -, peggiora la qualità delle prestazioni e fa sì che lavoratori che svolgono le stesse mansioni, abbiano contratti e salari differenti. “Richiediamo dunque che la Regione Campania   mantenga gli impegni assunti qualche mese fa, differenziando la qualità delle prestazioni, garantendo a chi applica contratti migliori, retribuzioni migliori rispetto alle fatture delle aziende. In più, sarebbe ora che la Regione Campania riprenda in mano il segmento della riabilitazione, dove il 97 per cento delle prestazioni è in mano ai privati: noi chiediamo che venga ripreso un ragionamento pubblico su questo pezzo della sanità accreditata”.

Allo sciopero odierno non ha preso parte la UIL FPL Campania che pur condividendo in pieno la battaglia contro il dumping contrattuale spiega perchè non ha aderito allo sciopero odierno: ” di recente congiuntamente a CISL e CGIL  abbiamo rappresentato la richiesta di essere convocati per riprendere il confronto con la Regione, con la quale avevamo avuto già due riunioni su questo argomento. Dopo qualche giorno ci era stato chiesto di inviare, sempre unitariamente, un sollecito della richiesta di incontro, ma con la condizione da parte di CGIL e CISL, di riprendere lo sciopero del settore se non fosse arrivata la convocazione entro il giorno dopo. Per carità ogni posizione può essere considerata legittima, ma a nostro avviso immaginare di ricevere entro 24 ore una risposta dalla Regione, laddove non bastano tre per fare arrivare una nota dal protocollo al tavolo di chi la deve leggere, e non è detto che lo faccia subito, ci appare un pò troppo pretenzioso e lontano dalle reali esigenze di soluzione di questa problematiche. Questi i motivi che ci hanno portato a non firmare la nota unitaria, ma allo stesso tempo a presentare  il sollecito di richiesta di incontro alla Regione. Siamo comunque sempre pronti a riprendere la strada unitaria, sempre che le condizioni, anche quelle di una lotta dura, siano dettate unicamente dall’intelligenza di chi ha il dovere di traguardare unicamente gli obiettivi e gli interessi che servono ai lavoratori”.’ NON HA ADERITO ALLO SCIOPERO.

 

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