SUBIRE UN FURTO NON FA ORMAI DA ANNI PIU’ NOTIZIA, MA L’ AUMENTO, CON LA PANDEMIA E LA CRISI ECONOMICA, DI QUESTO COME DI ALTRI REATI DI DELINQUENZA COMUNE, DIVENTA UN SEGNALE IMPORTANTE DEL DEGRADO SOCIALE, COME HA BEN RAPPRESENTATO SU FB, L’ATTORE NAPOLETANO ANTONIO FIORILLO, DERUBATO IN CASA MENTRE DORMIVA DI COSE DALLO SCARSO VALORE

Subisce in casa un furto di utensili di poco valore e gli portano via la vecchia auto con più di 300000 chilometri e il suo sfogo su facebook diventa una sorta di lettera denuncia sullo stato di abbandono e di degrado in cui sempre di più nel nostro paese e al sud in particolare vengono a ritrovarsi le grandi periferie urbane, dove tutti i problemi sono stati ulteriormente acuiti dalle conseguenze della pandemia sul tessuto sociale e produttivo e dove l’assuefazione e la rassegnazione prendono un pericoloso sopravvento.

Antonio Fiorillo

Ad essere vittima di questo episodio di delinquenza comune che ormai da decenni non fanno più notizia, considerato l’alto numero degli eventi, è stato l’attore napoletano Antonio Fiorillo, un omone di due metri, la cui statura non ha evidentemente spaventato i ladri che si sono introdotti nella sua abitazione a Casoria mentre dormiva. Fiorillo, attore di teatro ma anche di cinema e tv, lo ricordiamo ad esempio in Manetti Bros e nella serie L’ispettore Coliandro e nel film di Pupi Avati, La seconda notte di nozze, preso dallo sconforto per l’accaduto più per l’aspetto sociale che per il danno materiale subito ha scritto questo post sul suo profilo Facebook : “ Questa citta’ e’ allo sfacelo più completo, e’ sprofondata nel baratro più profondo, in una situazione irreale in cui la criminalita’ diventa normalita’,la violenza uno spettacolo da vedere in vetrina…..


Per l’indifferenza della gente, per la mancanza di scolarizzazione, per il continuo giustificare un sottobosco composto da malfattori, ladri di galline, disperati che rischiano la galera per 200 euro di cadmio in una marmitta
Uno o più di questi stanotte e’ entrato in casa mia e ha rubato un vecchio flex, una prolunga rotta e sporca, un decespugliatore di ormai 13 anni che non ha mai funzionato bene…e soprattutto una macchina vecchia con 300mila chilometri e tanti difetti al motore…..
Il nostro unico sentimento oltre l’iniziale sgomento….e’ solo la pieta’, quella vera, e la consapevolezza che vivere onestamente, come ha sempre fatto la mia famiglia in questa citta’, potrebbe sembrare inutile, ma e’ necessaria per continuare a stare qui, in questa terra di nessuno, dove per molti la vita e’ un lavoro a cottimo ,e il cuore e’ solo un cespuglio di spine…..”

Rosario Naddeo