LA POLTRONA, L’UNICO MONOLITE DI DI MAIO.

E da oggi un processo potra’ concludersi con l’assoluzione, la colpevolezza o l’improcedibilità !

Il movimento cinque stelle aveva affermato, per bocca dei suoi ministri, che sulla questione della prescrizione sarebbe stato irremovibile o disse Di Maio“sull’argomento prescrizione il movimento 5 stelle sara’ come un monolite” .

Uno dei capisaldi della cosiddetta riforma Bonafede era infatti la sospensione dei termini di prescrizione dopo il processo di primo grado. Così, il meccanismo studiato dal guardasigilli Cartabia, mantiene questa prescrizione, ma dal secondo grado introduce un altro concetto, qualcosa che ai più probabilmente suonerà come un meccanismo piuttosto oscuro: quello di improcedibilità. In pratica, se il giudizio di appello non si conclude entro due anni, o in cassazione entro un anno, scatterà una sorta di tagliola: il processo non potrà andare avanti e si estinguerà. Il che, in pratica, fa cessare l’efficacia del principio della sospensione della prescrizione. Perché è vero che in questo caso il reato non si prescrive più, ma il processo si ferma per sempre: è evidente che gli effetti non sono granché diversi. Perciò, più che una mediazione, la posizione del movimento cinque stelle sembra più che altro una ipocrisia, perché di fatto con il testo approvato in consiglio dei ministri, la riforma Bonafede, sicuramente obbrobriosa, si neutralizza da sola, perché l’improcedibilità dell’azione pena realizza di fatto gli stessi effetti della prescrizione. Insomma, si tratta di una foglia di fico per nascondere la capitolazione del Movimento cinque stelle su un principio, quello della imprescrittibilità, rispetto al quale essi fino a poco fa si erano dichiarati monolitici. A margine dell’intesa mediata da Draghi, i ministri cinque stelle hanno chiarito di aver assicurato il sostegno a questo testo solo in cambio della allungabilità (a discrezione del giudice) del termine entro cui completare i gradi di giudizio per alcune categorie di reati: tre anni in appello e 18 mesi in cassazione per quelli più gravi contro la pubblica amministrazione. Restano ovviamente esclusi da questo meccanismo crimini puniti con l’ergastolo o quelli come mafia e terrorismo.

Chi ha a cuore principi di diritto, dice l’Avvocato Francesco Cristiani, come quello di ragionevole durata del processo, o il garantismo esteso fino all’ultimo grado di giudizio, non può che salutare con favore il testo del progetto di riforma firmato Draghi – Cartabia. E questo è sicuramente un dato positivo. Ma al tempo stesso non sfugge l’ipocrisia del movimento cinque stelle, perché il loro assenso appare più che altro mascherato da qualche contentino che si ritroveranno utile da spendere nei confronti dei media, magari cercando di sfruttare le brillanti doti di comunicazione di di Maio. Mentre la realtà appare comunque sufficientemente evidente: il blocco monolitico di cui il ministro degli esteri poco più di un anno fa parlava, sembra più che altro quello costituito da lui e dai suoi ministri con le poltrone che occupano.

Non da meno sembrano davvero singolari le dichiarazioni di Conte; l’ex premier infatti ha dichiarato che c’è poco da esultare ed anzi sulla prescrizione e’ stato fatto un passo indietro. Chissa’ se il professore, in grave difficoltà ed evidente imbarazzo e’ ancora in cerca del consenso degli ex Grillini , come il suo pupillo buonafede, o cerca una via giustizialista tanto cara a Davigo. Certo e’ che la riforma del suo mentore , il ministro   Bonafede faceva acqua da tutte le parti e tanti giuristi la consideravano al limite della costituzionalità , sembra quindi alquanto azzardata la dichiarazione dell’ex premier che ormai ha perso anche la consueta pacatezza nei modi da democristiano a cui ci aveva abituati pur di mantenersi al potere.

La riforma Cartabia , ribadiamolo , pur ripristinando un minimo di eticità nell’interesse dell’imputato, non risolve i tanti problemi della giustizia  ma semmai ne aggiunge altri. Cosa ne sarà, ad es,  del casellario giudiziario del giudicato in costanza di improcedibilità?

A questo punto, vista l’impossibilità di risolvere le questioni in parlamento resta come unica speranza quella dei 6 referendum sulla giustizia che presto daranno la possibilità al cittadino la possibilita’ di esprimersi su tanti temi delicati di un settore che per inefficienza ed impreparazione costa 3% di pil allo nostra economia oltre a generare costantemente obbrobri giudiziari e sentenze ingiuste che perseguitano il cittadino  senza che qualcuno se ne assuma mai  la responsabilità.

Felice Romano

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