GIACOMO BRODOLINI, IL MINISTRO DEI LAVORATORI

Come Giacomo Leopardi e il tenore Beniamino Gigli, nasce a Recanati (in provincia di Macerata) il 19 luglio 1920 una delle personalità politiche più influenti del panorama italiano del novecento: Giacomo Brodolini.

Dopo l’infanzia marchigiana egli si trasferisce con la famiglia a Bologna, dove consegue nel 1939 il diploma di maturità. La chiamata alle armi giunge immediata: in qualità di ufficiale di complemento servirà l’Italia nelle campagna di Albania (1939) e – all’indomani della dichiarazione di guerra di Mussolini del 10 giugno 1940 – in quella di Grecia.

Viene richiamato in Patria per essere inviato in Sardegna. Nell’isola si circonda di amicizie militanti nell’orbita antifascista, tra tutti quella di Emilio Lussu, e così si compie la sua formazione politica. Ritorna nel continente l’8 settembre 1943, in seguito al proclama del nuovo capo di governo, Pietro Badoglio, che annuncia l’entrata in vigore dell’Armistizio di Cassibile; fino alla fine del conflitto il giovane Brodolini opera tra i ranghi partigiani.

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Salvatore Sannino

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