LA VITA E’ BREVE MA IL DESIDERIO E’ INFINITO: ARANCIOMARE

Nella piazzetta napoletana intitolata al filosofo Aldo Masullo, nei pressi del liceo classico Jacopo Sannazzaro, il cuore della cultura batte forte grazie ad Alberto Della Sala, direttore, ed ai soci della libreria IoCISTO. Il caldo estivo ed il passeggio non interrompono gli ascoltatori né gli autori e i relatori; gli editori partecipano alle attività dell’insolita libreria, e, spesso, sulla scalinata centrale accolgono  il pubblico curioso che siede su comodi cuscini  pronto a gustare la lettura di un brano , di una poesia, una filastrocca. Il 5 luglio è stata la volta di “Aranciomare”, romanzo dell’architetto per professione ma scrittrice per passione Antonella Palmieri , casa editrice Terra Somnia.

Il pensiero di Antonella Palmieri é sensibile e colto, spinge a riflessioni profonde in cui l’architettura fa da sfondo a racconti di un paesaggio interiore spesso variegato in un equilibrio instabile. Così Aranciomare vola al Salone del libro grazie agli editori A. Guerriero, B. Montinaro, P. Miggiano, A. Polidoro e la scrittura é una visione, una forma di sinestesia che deve essere restituita al lettore. Dietro la scrittura e la creazione di una trama apparentemente semplice in cui si muove una storia d’amore, ci sono autentici e sofferti momenti di  documentazione, dal contesto storico nel quale si inserisce la storia all’utilizzo dei colori, la qualità delle stoffe, l’infinito mondo che si nasconde dietro ad un tessuto, Il colore del nero di Napoli, le vie dei Tintori, la corporazione delle sete, il bisso, la seta di mare leggero e cangiante che nella  sua trama reagisce alla luce.

Un viaggio dunque  nelle sete e nelle stoffe  tra le quali due anime si incontrano per dare forma ai loro desideri. Le stoffe della signora Dubbio, “sarta di guerra” possiedono un’anima: attraverso ago sete bissi e forbici Anna Dubbio da corpo alla materia inanimata. Lei, una sarta, lui, un regista attore frustrato, entrambi creano, manipolano vedono oltre la materia ,oltre le cose e i loro dialoghi si alternano ad una gestualità eclatante e ampia , tipica del linguaggio teatrale. La relazione che nascerà sarà uno scambio reciproco di percezioni sensoriali dove il desiderio prende forma, cambia colore e toni continuamente fino alla conquista totale  di uno  spazio di libertà, una storia di seduzione che non scivola tra le lenzuola ma tra parole e pensieri. La scrittura é ben gestita, raffinata e esatta e ci invita a lasciarci andare, ad avere il coraggio sempre di affrontare le nostre paure aprendo i catenacci del nostro cuore ,rompendo le catene pesanti dell’anima con la forza delle nostre  pulsioni. Così la bellezza si impadronisce delle pagine colte del romanzo di Antonella Palmieri che scrive e intesse una trama intensa cucendo una storia che contiene microtrame attraverso una scrittura sofisticata, simbolica  e sensoriale per viaggiare insieme oltre la frontiera.

Giovanna Sannino

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