I RIFORMISTI PER MANFREDI: LA NECESSITA’ DI UNA CONDIVISIONE DI LINEE PROGRAMMATICHE

Iossa chiarisce la linea dei riformisti napoletani per le prossime amministrative.

Con l’avvio della campagna elettorale per le elezioni a sindaco di Napoli, abbiamo intervistato l’on. Felice Iossa, responsabile dei riformisti liberali che fanno capo a Claudio Martelli e che si stanno organizzando nei circoli “dell’Avanti” per promuovere l’avvento di una nuova stagione riformista all’insegna dei valori del socialismo liberale.

On. Iossa ora che le candidature a Sindaco di Napoli sono state tutte o quasi tutte in qualche modo formalizzate, quale ritiene possa essere l’apporto dei Riformisti, amici dell’Avanti, al dibattito programmatico ed al sostegno al candidato di centrosinistra?

Noi abbiamo scelto Manfredi perché nell’intervista che ha concesso proprio all’Avanti! ha mostrato una profonda cultura riformista. Il nostro contributo è innanzitutto un contributo realistico, consapevoli come siamo che Napoli è in grandissima difficoltà. Non solo Napoli ma anche tutta la sua area metropolitana, basti guardare alle crisi aziendali che ci sono e sono tantissime, al tasso di disoccupazione e di povertà. Basta guardare come è messo il territorio metropolitano e come è ridotta la città di Napoli, ad esempio la Galleria della Vittoria che mostra tutta la inefficienza la negligenza di questo sindaco e di tutta la sua amministrazione. Noi saremo il cane da guarda di questa azione riformista che serve al comune di Napoli, e lo saremo soprattutto nei confronti dei 5stelle che rimangono un partito populista, incapace, senza spina dorsale, perché sono tutto e il contrario di tutto quello che hanno detto fino ad adesso, falsi rivoluzionari pericolosi per la repubblica e per la democrazia.

Come guarda in tal senso all’alleanza con i 5stelle, che è alla base anche della candidatura tutta romana di Manfredi, e come guarda alle politiche dei 5stelle che sono sempre state molto lontane dalla linea dei Riformisti?

Noi non abbiamo condiviso la scelta calata da Roma, certo non quella mossa da Napoli. Siamo stati molto critici sul modo di questa scelta, non nei confronti dell’ex Rettore dell’ateneo fridericiano, che conosco bene e che proviene da una tradizione familiare socialista lombardiana che ci accomuna. Il punto è che la scelta romana ha svuotato l’interpartitico, che aveva trovato un criterio serio, quello della unanimità, per una candidatura unitaria che poteva essere benissimo quella di Manfredi. Ma così non è stato per far dispetto a De Luca e nello stesso tempo mettere il cappello su una candidatura come quella di Manfredi. Ciò che io non condivido, non sono poi neppure i 5stelle, che per me sono lontanissimi dalla mia cultura e dal mio modo di essere e di interpretare la politica. Sono molto ostinato, piuttosto, col Partito Democratico che continua in questo abbraccio mortale con i grillini. Il PD ha smarrito i motivi della sua nascita. Del resto io che sono stato tra i fondatori del PD capii ben presto che l’istanza riformista al suo interno si stava indebolendo moltissimo. E non capisco tuttora come su giustizia ed equità sociale, lavoro e welfare il PD deleghi ai 5stelle, senza proporre reali istanze riformiste. Il PD era nato per essere un punto di riferimento politico per tutto il centro sinistra ed ora non lo è più e finisce per demandare questo ruolo spesso delegandolo a realtà del tutto inadeguate e prive di una reale formazione politica. La candidatura di Manfredi è certamente stata maldestramente calata dall’alto, e però io sono un uomo di sinistra, sono un riformista, riconosco a questo candidato le doti necessarie a questo momento della vita di Napoli e certamente non potrei votare a destra. La scelta alternativa sarebbe stata quella di non scendere affatto in campo e di non votare nessuno come ho fatto già cinque anni fa ed anche dieci anni fa con De Magistris, quando tra Lettieri e De Magistris non votai per nessuno dei due. Tuttavia Napoli in questo momento è in grave difficoltà, ed io sono convinto che in autunno Napoli diventerà una vera e propria polveriera e non voglio indebolire ulteriormente il centrosinistra così come ha fatto Bassolino. Al di là dei torti, al di là dei limiti, al di là dell’abbraccio mortale con i 5stelle, oggi va sostenuto Manfredi e spero di poter condividere e sostenere insieme a Manfredi un progetto riformatore per la città perché la cosa che mi preoccupa di più è che non è ancora partita la scintilla programmatica, non c’è ancora una discussione sul programma, sugli obiettivi. Ci deve essere la consapevolezza che questo candidato non può solo semplicemente vincere una competizione elettorale, ma deve amministrare la città di Napoli con i problemi che ha, e per fare questo sarà necessaria una squadra autorevole, capace, fondata sul merito che è la sola vera chiave di volta per poter amministrare sapientemente una città come Napoli, per poter spendere i fondi che l’Europa ci mette a disposizione con il Recovery Plan, per affrontare i problemi dei quartieri, i problemi urbanistici, i delicati rapporti della città metropolitana ed i tantissimi punti di crisi lasciati irrisolti dalle due amministrazioni De Magistris.

Gli amici dell’Avanti si muoveranno sulla linea di un appoggio esterno oppure scenderanno in campo con una propria lista a sostegno di Manfredi?

Noi avevamo davanti due strade, partecipare oppure no a questa competizione, che è poi una cosa ancora possibile perché se sussistono le condizioni per fare una lista riformista autorevole allora noi scenderemo in campo, ma se non ci sono le condizioni allora noi sosterremo certamente Manfredi senza partecipare all’agone politico. Questo lo dico con molta chiarezza perché io promuovo convintamente l’idea che si costituisca una grande area riformista, che non solo serva ad essere il fulcro del rinnovamento, della stabilità ed anche dell’attuazione delle tante riforme che devono investire Napoli e la sua area metropolitana, quest’area politica che ha un potenziale enorme e che spero dopo le amministrative possa nascere a livello nazionale una grande costituente riformista, una area vasta che possa intraprendere proprio col PD un confronto serrato, aspro, critico, per far uscire fuori la sua anima riformista ormai sopita da troppo tempo. Noi stiamo lavorando a questa prospettiva e perciò se ci sono le condizioni noi ci saremo, altrimenti sosterremo certamente Manfredi con le nostre idee ma non scenderemo in campo con una nostra lista elettorale.

Recentemente Manfredi ha detto che non bisogna più guardare tanto a Napoli come capitale del mediterraneo ma puntare ad un asse mitteleuropeo. Come commenta queste affermazioni?

Io penso che le due cose non siano affatto in contrasto. L’Europa ha guardato e guarda finalmente al Mediterraneo ed infatti ha stanziato il 40% dei fondi europei proprio per il Mezzogiorno perché si possa attrezzare di tutte quelle infrastrutture materiali ed immateriali necessarie per affrontare il tema del Mediterraneo, che è una risposta non solo alla crisi italiana ma anche alla crisi europea. Napoli è la città più grande che affaccia sul Mediterraneo e quindi a maggior ragione, come giustamente osserva Manfredi, è la prima deputata a fare da ponte tra il Mediterraneo e l’Europa. Il Mare nostrum è un mare divenuto di nuovo importante dal punto di vista strategico economico, che serve ad importare ma anche ad esportare i nostri prodotti migliori.

Quali secondo Lei le priorità che dovrebbe assumere il nuovo Sindaco di Napoli, e che i riformisti saranno chiamati a promuovere all’interno della compagine politica che sosterrà la candidatura di Manfredi?

Io penso innanzitutto che sia necessaria una squadra di merito, che abbia le competenze per portare Napoli al di fuori della situazione disastrosa nella quale si trova. In secondo luogo bisognerà saper spendere bene i fondi messi a disposizione dall’Europa per rilanciare Napoli come città capoluogo della sua area metropolitana ma anche come punto di riferimento dell’intero mezzogiorno d’Italia. Un altro argomento importante sono i consigli di quartiere, che così come sono non servono al loro fine, essi vanno ripensati e riformati dandogli un potere effettivo, e bisogna cambiare l’attuale piano regolatore e mettere mano ad una grande politica sociale perché con la pandemia lo specchio sociale si è frantumato ed ora va ricostruito, tenendo presente anche qui l’attenzione necessaria ai quartieri che sono in uno stato pietoso di degrado e di povertà e meritano l’attenzione necessaria. In questi anni di amministrazione De Magistris, piuttosto che ampliare il centro città verso le periferie si è finiti per rendere anche il centro periferia di se stesso. Napoli è una città bellissima che ha un potenziale enorme ed io mi aspetto dalle donne e dai giovani di questa città una rinnovata partecipazione politica per ricostruire e ricostituire il sistema dei partiti che deve essere fondato su valori e su principi come è accaduto per i partiti del ‘900,  ed anche se qualche ideologia come quella comunista è stata ferita a morte, i valori del socialismo liberale restano indelebilmente fissati nelle coscienze, gli ideali della fraternità, della solidarietà, dell’equità, della non discriminazione e delle pari opportunità e di salvaguardare l’unità del paese, ed in questo caso l’unità della nostra amata città di Napoli.

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