LA PEGGIORE ESPERIENZA GIUSTIZIALISTA, FORCAIOLA E ANTI EUROPEA DEL M5S

La sola ospitalità di Travaglio alla festa di Articolo 1 getta un ulteriore ombra sulla già confusa linea politica che questo movimento ha sposato nel tempo. Negli anni queste condotte per nulla “riformiste” hanno reso il ruolo dell’area politica che si riferisce alla sinistra assolutamente insignificante.

Eppure si continua senza pudore. Partendo dall’appoggio a mani pulite con la razzia di tutte le forze politiche del ‘900 (tranne quella a trazione comunista), si pensava di pulire il campo politico e avere mani libere. Poi, per contrastare Berlusconi, si è pensato bene di aderire militarmente al giustizialismo, assoldando Di Pietro.

Con la caduta verticale di ciò che un tempo di chiamava “sinistra” si è optato per la nascita del PD.

Pensando di mascherare certe condotte. Ma a nulla è servito. I cittadini non riconoscevano più nemmeno una traccia degli antichi valori nelle nuove sigle.

Quindi si sono sposate le tesi più reazionarie che venivano via via proposte. Sulla giustizia ma anche in economia, sulla scuola, brandendo solo la frase “bisogna sconfiggere la destra” come unico appiglio. Anche a Napoli Leu o Articolo Uno si sono resi responsabili del mantenimento (per un solo voto) dell’esperienza De Magistris, salvo poi confluire in altre esperienze politiche, come alle ultime regionali. Adesso l’ospitata di Travaglio, che non è grave per ciò che ha detto, ma per ciò che rappresenta.

La peggiore esperienza giustizialista, forcaiola e anti europea del M5S. Così non si sconfigge la destra, ma si aiuta a perpetuarne la presenza vittoriosa nelle Istituzioni democratiche. I partiti della prima repubblica sono stati cancella manu militare, quelli che pensavano di raccogliere quella esperienza si stanno consumando sul campo.

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