BASSOLINO CHE DELUSIONE

A cura della Redazione

È vero, che in campagna elettorale
(Parafrasando Draghi) i Voti
“ si prendono, non si respingono” ;
È vero che a Napoli, le liste della Destra e della Lega, sono state escluse dalla competizione ed hanno deciso di indirizzare i loro sostenitori sulla figura di Bassolino: candidato senza Partito;
È vero, che la campagna elettorale per le Amministrative, non deve far leva sulla diversità delle ideologie politiche, ma sulla convergenza delle cose da fare per la città e i suoi abitanti.
È vero, ma quello che non si può accettare, è che Bassolino condivida e pubblicizzi l’operazione dell’apparentamento, fra la destra e quella che fu la sinistra.
Bassolino, lasciato solo da tutti, non può imboccare la strada del qualunquismo, per una comprensibile ma inaccettabile rivalsa. Se deve vincere la lotta che ha ingaggiato contro gli apparati di partito, lo deve fare senza rinunciare alla sua storia di vecchio Ingraiano. Se lo facesse, come sembra intenzionato a fare, sappia che avrà, forse, i voti della destra napoletana, ma perderà i voti di quella Sinistra che ha deciso di non seguire le indicazioni dei partiti.
Perché?
Perché, una cosa, è se le Liste, fanno autonomamente la loro scelta, non richiesta e non sollecitata dal candidato Sindaco;
Altra cosa, è la condivisione dell’operazione, che farebbe rivivere, nella nostra città, il “milazzismo” di tanti anni fa, che portò il governo siciliano a mettere insieme, destra e sinistra (“ il diavolo e l’acqua santa”), pur di escludere, il Centro democristiano.
Bassolino sa, che l’accordo con la destra locale, implica una loro presenza in Giunta, pari al loro peso elettorale.
Questo significa che andrà a stipulare un’Alleanza politica, che se è disdicevole per un politico di sinistra, diventa insopportabile se quell’uomo è un uomo che ha concorso a fare la storia del Partito comunista a Napoli e nel Paese

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