UNA INIZIATIVA CLAMOROSA DEL NUOVO SINDACO DI NAPOLI ? CE LO AUGURIAMO

A cura di Pino Campidoglio

 

 

Manfredi a Napoli potrà ricoprirsi di gloria o potrà deludere tutti, anche quelli che si sono astenuti, riservandosi un giudizio dopo averlo visto all’opera.

In fondo, il dubbio e le riserve, sono ampiamente giustificate, perché Lui per primo, declinò l’offerta della candidatura, dopo aver conosciuto la reale situazione finanziaria del Comune.

Cosa, lo abbia indotto, poi, a cambiare idea, lo capiremo solo in corso d’opera.

Oggi, Manfredi, farebbe bene, ad ascoltare tutti, ma a decidere in totale autonomia:

cosa dovrà fare e cosa no!

Dal momento che tutti lo aspettano al varco, mi asterrei dal suggerirgli i punti programmatici di maggior rilievo,  che ogni gruppo che lo ha sostenuto, gli ha già rappresentato:

* Rivedere il PIANO di ASSETTO Territoriale, per decomprimere l’area più urbanizzata

* Predisporre Coerenti Progetti di Settore : Trasporti -Scuola – Alloggi- ASI, etc.

* Individuare i Fondi dedicati  Pubblici e Privati  per finanziare le opere

Costituire una STRUTTURA OPERATIVA che dovrà seguire la realizzazione del PIANO

 Richiamerei, invece, la Sua attenzione, sulla necessità di partire subito con una battaglia di respiro nazionale, nella quale coinvolgere tutti gli attori della politica che conta: la battaglia contro l’Autonomia differenziata, infilata di nascosto nel DEF di prossima approvazione in Parlamento.

Perché se ne deve far carico Lui, prima ancora che De Luca alla Regione o Letta in Parlamento?

La risposta è che LUI sarà il primo, ad essere travolto dal provvedimento leghista, così come è già successo con la riforma del federalismo fiscale del 2012.

Quella Riforma, sostituendo il vecchio sistema di finanziamento degli EE.LL. basato sulla spesa storica dei Comuni, ha contribuito, in misura determinante, a mettere in crisi tutti i bilanci dei Comuni meridionali, non solo il Comune di Napoli.

La risposta, che i Partiti e il Sindaco di Napoli hanno dato a quel provvedimento, non è stata l’abolizione della Riforma leghista, ma è stata una risposta, vecchia e sbagliata: si è chiesto al Governo, una “Legge speciale per Napoli”, che nessuno ha potuto o voluto accogliere.

Oggi, la situazione si è ulteriormente complicata!

L’obiettivo della testuggine leghista non è più quello di mettere in difficoltà le comunità delle regioni meridionali, ma di mettere al sicuro le risorse delle regioni più ricche, in barba ad ogni forma di perequazione possibile, fra le due aree del Paese.

Dopo aver tentato di separare il Nord  dal resto del Paese, prima con il federalismo fiscale e poi con un Referendum delle regioni interessate, ha imboccato la strada dell’autogestione delle risorse, chiedendo di trattenere in loco, tutta la ricchezza territorialmente prodotta, uscendo da ogni forma di ripartizione centralizzata.

La proposta della Lega, che premia gli egoismi e penalizza ogni solidarismo, sarebbe ancora legittima, se non tenesse conto del fatto che sono state proprio le regioni del Nord (Piemonte, Lombardia e Veneto) a volere a tutti i costi l’Unità d’Italia, svuotato le casse piene del Banco di Napoli, e trasferito al Nord la forza lavoro del Sud; sarebbe molto comodo, dopo aver fatto il Pieno, chiudere gli sportelli e chi si è visto, s’è visto……..

Far passare, oggi, la cosiddetta Autonomia differenziata, sarebbe come avallare legalmente un furto, che è costato lacrime e sangue a tutte le comunità delle regioni meridionali.

Ecco perché vedrei con grande favore, una iniziativa clamorosa del Sindaco di Napoli, all’atto del suo insediamento;

Un atto, che ponesse  in evidenza il fatto che, non si può governare una città metropolitana come la Grande Napoli, senza mezzi e senza risorse; soprattutto se la mancanza di tali mezzi è dovuta, non alle carenza ed alle arretratezze storiche della sua città e dell’intero Mezzogiorno, ma dovuta al tentativo maldestro della parte più gretta del Paese, impegnata a mettersi al sicuro, anche a costo di provocare danni al resto del Paese.

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