LE CONDIZIONI NECESSARIE PER FAR RIPARTIRE NAPOLI

 

di  Felice Iossa (Presidente circoli Avanti Campania)

Manfredi era atteso al via, con il primo importante appuntamento: la formazione della Giunta! Le critiche non sono mancate, per qualche “reperto archeologico” e per qualche “fido calato dall’Alto”, ma nel complesso i nomi hanno rispettato le attese. Le prime dichiarazioni programmatiche, però, hanno ricalcato quelle che fece, quando declinò il primo invito del PD a candidarsi Sindaco di Napoli; Allora, disse con chiarezza, che Napoli aveva bisogno di un curatore fallimentare e non di un Sindaco per il prossimo quinquennio. Ora, alla prima uscita, dopo l’elezione, proprio sul risanamento finanziario del Comune, ha rilasciato dichiarazioni, come quelle che fece De Magistris quando fu eletto per la prima volta a Palazzo S.Giacomo: occorre uno sforzo comune di tutte le istituzioni ed in particolare del Governo centrale per il risanamento finanziario del Comune (Per capirci la vecchia richiesta di una Legge speciale per Napoli). NO, caro Sindaco, quando De Magistris, conquistò Palazzo S.Giacomo, il Comune era già sull’orlo del fallimento, con l’organico del personale ridotto al lumicino, letteralmente paralizzato dalle cause pendenti, e dai crediti che non poteva saldare. Quello che ha ottenuto è stato l’isolamento da tutto e da tutti! Il rischio che si corre, a riproporre la stessa richiesta, è la stessa desolante risposta. La strada che abbiamo suggerito, invece è un’altra! Le cause del dissesto finanziario sono strutturali e sono comuni alla stragrande maggioranza dei Comuni dell’Italia meridionale. Le cause vanno ricercate nella Legge di riforma della finanza locale che, 20 anni fa, operò la sostituzione della Finanza locale “derivata”, basata sui trasferimenti erariali attribuiti dallo stato agli enti territoriali. Con la riforma del “Federalismo fiscale”, con la quale, Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, devono finanziarsi in autonomia le proprie attività. Questo principio, largamente sottovalutato, allora, viene ora di nuovo riproposto, dopo il Referendum delle Regioni del Veneto e Lombardia, per l’introduzione dell’Autonomia differenziata delle Regioni, realizzando di fatto la secessione finanziaria al posto di quella Secessione politico-istituzionale. Sarebbe utile che il Sindaco di Napoli, appena insediato, prendesse coscienza della situazione, e soprattutto, delle cause che sono all’origine del dissesto, e si facesse promotore di una grande iniziativa politica ed istituzionale che consentisse di fermare la deriva separatista della Lega, coinvolgendo prima i 92 Comuni dell’area metropolitana, e poi, la Regione e le altre grandi città dell’Italia meridionale. Occorre cogliere l’opportunità offerta dalla Riforma fiscale in corso per rivedere la fiscalizzazione locale che, nel giro di un ventennio, ha letteralmente strozzato i Comuni dell’Italia meridionale. Il Sindaco deve sapere che ,il Programma che ha tracciato nel corso della sua campagna elettorale, corre il rischio di rimanere un libro dei sogni, se non affronta con tempestività e decisione il nodo fondamentale da sciogliere per far ripartire Napoli e l’intera Area che gravita intorno, riattivando i canali dei flussi finanziari che si sono progressivamente esauriti.

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