MANFREDI PARTE CON IL PIEDE SBAGLIATO

 

 

di Pino Campidoglio

 

 

 

Nessuno pretende di suggerire al neoSindaco di Napoli cosa deve o non deve fare;
Ma nessuno può impedire a chi lo ha sostenuto, prima, durante e dopo la campagna elettorale, di commentare le cose che dice e quelle che fa!
Le prime dichiarazioni programmatiche, che rese, quando gli proposero di candidarsi a Sindaco di Napoli, furono che:
” Napoli aveva bisogno di un curatore fallimentare e non di un Sindaco per il prossimo
quinquennio”. Contrariamente a quello che disse, ha poi accettato di correre……
Disse, che avrebbe operato una svolta radicale nell’Amministrazione comunale, per rimediare ai guasti
della Giunta De Magistris che, all’atto dell’insediamento dichiarò che:
“ occorreva uno sforzo comune di tutte le istituzioni ed in particolare del Governo centrale per il risanamento finanziario del Comune (Per capirci la vecchia richiesta di una Legge speciale per Napoli).
Ora, invece della svolta, Manfredi cosa ha fatto? la stessa cosa di De Magistris.
Si è recato a Palazzo Chigi per discutere con Draghi dei fondi per risanare il Bilancio del Comune di Napoli.
Di fronte al “Niet” di Draghi, (Voce russa che significa un No definitivo!), non si è rassegnato e pensa di bussare al MEF, entro Dicembre, nella speranza che, in quella sede si possano accogliere le sue richieste!
NO, caro Sindaco, invece di realizzare la svolta, sta ripercorrendo, passo passo, il sentiero di De Magistris, che lo portò gradualmente al più totale isolamento da tutto e da tutti !!!!!
Riproporre, oggi, all’atto dell’insediamento, la stessa richiesta di DeMa, significa non sapere che andrà a sbattere contro i muri che stanno edificando contro “chi stende la mano”!
Allora?
Allora, una strada diversa, che le consentirebbe di operare una svolta nella spinosa questione del ripianamento del debito, ci sarebbe e le eviterebbe la via crucis che le vogliono far fare prima di lasciarla a mani vuote senza mezzi e senza risorse.
Se non l’ha già fatto, analizzi a fondo quali sono state le cause del dissesto finanziario del Comune…..se arriva alla conclusione che le colpe sono della nostra cattiva amministrazione nei decenni passati, si rassegni a sacrifici e rinunce perché il risanamento spetterà a Noi e solo a Noi. Se, per contro, le cause del dissesto, non dipendono solo da Noi ma dallo stesso Governo centrale, allora potrà richiedere il concorso dello Stato, nel faticoso rientro dal deficit di bilancio di cui si sta occupando.
Prima delle elezioni ci siamo occupati di analizzare la situazione finanziaria, non solo del Comune di Napoli, ma di tutti i Comuni italiani e siamo arrivati alla conclusione che le cause del dissesto finanziario sono strutturali e sono comuni alla stragrande maggioranza degli EE.LL. delle regioni meridionali.
Le cause vanno ricercate nella Legge di riforma della finanza locale che, 20 anni fa, operò la sostituzione della Finanza locale “derivata”, basata sui trasferimenti erariali attribuiti dallo stato agli enti territoriali. con la riforma del “Federalismo fiscale”, con la quale, Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, devono finanziarsi in autonomia le proprie attività.
Questo principio, largamente sottovalutato allora, viene ora di nuovo riproposto, dopo il Referendum delle Regioni del Veneto e Lombardia, per l’introduzione dell’Autonomia differenziata delle
Regioni, realizzando di fatto la secessione finanziaria al posto di quella Secessione politico- istituzionale.
Sarebbe molto più serio ed efficace, perciò, che il Sindaco di Napoli, appena insediato, invece di chiedere un Patto per Napoli, che, non si capisce per quale meriti speciali dovrebbe essere accolto e finanziato dall’intera comunità nazionale, sollevasse la questione generale della Revisione della Riforma del Federalismo” che ha squassato i bilanci di tutti i Comuni dell’Italia meridionale.
Una tale richiesta avrebbe ben altra forza e dignità per essere valutata, discussa ed accolta dal Governo centrale.
Occorre cogliere l’opportunità offerta dalla Riforma fiscale in corso per rivedere tutta la fiscalizzazione locale che, nel giro di un ventennio, ha letteralmente strozzato i Comuni dell’Italia meridionale.
Il Sindaco deve sapere che ,il Programma che ha tracciato nel corso della sua campagna elettorale, corre il rischio di rimanere un libro dei sogni, se non affronta con tempestività e decisione il nodo fondamentale da sciogliere per far ripartire Napoli e l’intera Area che gravita intorno, riattivando i canali dei flussi finanziari che si sono progressivamente esauriti.
Una iniziativa politica, estesa a tutti i Comuni dell’Italia meridionale, consentirebbe di fermare la deriva separatista della Lega, coinvolgendo, le stesse forze politiche, oggi, appiattite, solo sui temi dei:
Vaccini, i Green Pass, i Bonus, le Quote pensionistiche dopo le Quote latte.., etc…..anziché i temi dimenticati, o trascurati del Divario Nord-Sud, della Lotta alle mafie, del contrasto all’evasione fiscale, del ritorno ai problemi di fondo della società italiana.
A Manfredi diciamo che ci sono tanti modi per fare bene il Sindaco della città!
Quello che che suggeriamo Noi, richiede uno sguardo che va oltre l’Area vasta della città verso un orizzonte più ampio: Lui ha tutti i numeri per interpretare il ruolo.

 

 

 

 

 

Lascia un commento