POMIGLIANO: IL PUC PRESENTATO E’ UTOPISTICO E CONTIENE UN VERO E PROPRIO CONDONO EDILIZIO

di  Felice Romano

Con enfasi il sindaco di Pomigliano d’Arco, Gianluca Del Mastro, annunciava il 9 agosto scorso, l’adozione del PUC. Con delibera di giunta 136 del 23 luglio 2021, pubblicata il 9 agosto 2121, la giunta comunale ha adottato la componente struttale del PUC.

Ma andiamo con ordine. Fino al 20 agosto 2021, vigeva il PRG  approvato con DPGP n. 810 del 19/07/05. Esso, tradizionalmente, definiva la disciplina per tutto il territorio comunale, per tutte le componenti avendo un’efficacia temporale indifferenziata.   Con provvedimento deliberativo numero 110 del 10 giugno 2021, sono state approvate le linee di indirizzo per la redazione del PUC, il cui preliminare fu approvato con la delibera di giunta  n. 90 del 24/05/2018. Il PUC, diversamente dal PRG e così come previsto dalla legge 16/2004 e dal relativo regolamento d’attuazione n.5 del 2011, è articolato in componenti: la componente strutturale –strategica con validità a tempo indeterminato   e la componente programmatica –operativa  con validità a termine  , a questi si aggiunge il regolamento edilizio comunale (RUEC).

Le disposizioni strutturali tendono ad individuare le linee fondamentali della trasformazione a lungo termine del territorio, in considerazione dei valori naturali, ambientali e storico-culturali dell’esigenza di difesa del suolo, dei rischi derivanti da calamità naturali dell’articolazione delle reti infrastrutturali e dei sistemi di mobilità.

Il PSC è redatto secondo le disposizioni degli articoli 23 e 24 delle legge regionale 16/2004, recependo le norme e rispettando le condizioni e i limiti di sostenibilità ambientale e territoriali fissati dalla proposta di piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) ed in conformità alle disposizioni degli altri strumenti di pianificazione urbanistica sovraordinata.

Le disposizioni programmatiche operative sulla scorta dei fabbisogni insediativi per il successivo decennio, definiscono, in coerenza con le strategie ed i contenuti della componente strutturale, gli interventi di trasformazione fisica e strutturale del territorio in archi temporali limitati, correlati alla programmazione finanziaria delle amministrazione interessate.

Si legge nella relazione generale, che il  PUC  SI DOVREBBE ATTUARE in via prioritaria attraverso interventi di rigenerazione urbana nel rispetto dei criteri minimi ambientali. Si dovrebbero prevedere ulteriori parchi urbani ed aree di parcheggi pubblici; il calcolo del fabbisogno abitativo dovrebbe essere redatto in conformità alle linee guida provinciali sulla reale domanda residenziale. La pianificazione urbanistica dovrebbe rispondere alle nuove esigenze dettate dalla crisi pandemica assumendo nella progettazione urbana il concetto di “prossimità” e valutando un nuovo sistema di mobilità urbana sostenibile attraverso uno studio coordinato da trasferire nel Piano della Mobilità Urbana e dei Parcheggi. A tale scopo l’Amministrazione dovrebbe incentivare il potenziamento della mobilità con mezzi di trasporto ecologici personali e collettivi, coadiuvata dalla realizzazione di nuovi parcheggi e dalla riqualificazione ambientale delle aree a ridosso delle infrastrutture presenti sul territorio. dovrebbe essere incentivata la mobilità sostenibile con l’ubicazione sul territorio di “bike sharing” per consentire l’interscambio diretto con i mezzi pubblici e di raggiungere i luoghi dove il mezzo pubblico non arriva o non può arrivare. Con il PUC si intende progettare la città Post Covid organizzata per quartieri autosufficienti, dove viene introdotta la componente “tempo”. In soli 15 minuti, a piedi o in bicicletta, mediante una incrementata rete di percorsi pedonali e ciclabili i i cittadini potranno raggiungere gli edifici atti a soddisfare beni e servizi di prima necessità (commercio, sport, scuola, circoli culturali ecc.) e dovrebbero avere parcheggi di quartiere per ridurre al minimo le soste a pagamento lungo le sedi stradali che invece dovranno essere ridisegnate e abbellite.

Le strade di quartiere dovrebbero essere progettate per i pedoni e i ciclisti come “zone Trenta” cioè strade con limite di velocità a 30 km/ora e con precedenza per pedoni e biciclette. A tale scopo si pensa alla creazione di una città policentrica dotata di servizi equamente distribuiti sul territorio e rispondenti alle reali esigenze della popolazione, a un nuovo concetto di commercio di prossimità con il rilancio del food delivery/e-commerce, all’ attuazione di politiche connesse sia a massimizzare la flessibilità dei servizi pubblici e delle attività produttive, per desincronizzare gli orari di entrata e uscita e distribuire la domanda di mobilità (es. con l’adeguamento del Piano dei Tempi e degli Orari), sia a incrementare l’estensione e la flessibilità degli orari delle attività commerciali, di intrattenimento e della ristorazione (in accordo con le associazioni di categoria e nel rispetto del CCNL) per una loro migliore estensione temporale, anche in un’ottica di nuova gestione dello spazio pubblico. A tal fine si dovrebbe riqualificare il sistema economico attraverso la promozione di strategie di sviluppo locale, legato all’immagine del territorio e alle diverse tradizioni locali, la pedonalizzazione di aree per la creazione di centri commerciali all’aperto, la destinazione di spazi commerciali per la vendita di prodotti tipici e a km 0, la promozione di azioni di recupero e riuso per le costruzioni rurali dismesse o in via di dismissione anche a fini turistici.

Bene la rigenerazione urbana,  la creazione di centri commerciali all’aperto, la destinazione di spazi commerciali per la vendita di prodotti tipici e a km 0, la promozione di azioni di recupero e riuso per le costruzioni rurali dismesse o in via di dismissione anche a fini turistici. Ma per il resto si ricorda che  La pianificazione urbanistica moderna deve proporre un modello flessibile e aperto, dove saranno le dinamiche socio economiche a decretarne la trasformazione e lo sviluppo. Questo PUC  sembra voler creare un corpus di regole troppo rigido, autoreferenziale,  utopico, inutile come l’isocrona dei 15 minuti , d’altro canto, una qualità di progettazione e una struttura di competenze non banali, esteso su scala territoriale più ampia in quanto non si può prescindere dalla iterazione con i comuni circostanti e regionali. Il concetto di prossimità era già fallito negli anni ’80, modello su cui  sperimentato in lungo ed in largo nelle pianificazioni urbanistiche dell’Italia centrale e meridionale. e attingere al patrimonio di idee e realizzazioni del passato,  incorrendo nella tentazione di replicare stancamente alcune formule ormai abbandonate. Ancor più il progresso tecnologico (e-commerce, videogame, food delivering, etc) ha  sovvertito questi concetti ormai desueti e destrutturato funzionalmente il concetto di agglomerato urbano.

Il PUC non dovrebbe prevedere ulteriore consumo di suolo agricolo se non in casi eccezionali motivati e comunque, la nuova eventuale edificazione dovrebbe avvenire solo in zone già urbanizzate. Priorità dovrebbe essere data alla manutenzione straordinaria e al recupero funzionale degli immobili esistenti, prevedendo un sistema di valorizzazione dello spazio fisico naturale attraverso la tutela delle aree ancora libere e destinate alle attività agricole di pregio, promuovendo specifici incentivi per il mantenimento delle attività agricole suddette. Lo sviluppo da incentivare dovrebbe essere eco-compatibile e pertanto attuato mediante una politica attiva di difesa e valorizzazione ambientale, privilegiando lo sviluppo del turismo rurale, le attività integrative del reddito agricolo, attraverso l’integrazione con spazi commerciali destinati alla vendita dei prodotti agricoli a km 0.

Ma parlare di città ecologica e di riduzione di consumo del suolo appare un paradosso quando nel piano si prevedono la densificazione urbanistica, la trasformazione delle aree residuali agricole in aree per attività produttive. e la riduzione dei lotti minini per la costruzione che da 30.000 mq e 10.000 mq sono passati a 5.000 mq e 3.000 mq.

Il PUC dovrà tenere presente le direttive urbanistiche della Città metropolitane di Napoli e la coerenza con il PTCP oggi PTM e prevedere la delocalizzazione delle attività produttive insalubri o rumorose dai centri abitati.

Ancora un’altra “provocazione”. L’area destinata alla delocalizzazione degli opifici insalubri confina con il nascente sito di compostaggio contro la cui realizzazione, gruppi di cittadini e associazioni , si stanno strenuamente battendo da anni.  

si legge nella relazione generale allegata al PUC:

Al fine della corretta valutazione del fabbisogno pregresso si ritiene adeguato ponderare l’incremento che si è registrato dal 2011 al 2021 delle abitazioni costituite da 4,5,6 o più vani che risultano utilizzate da un solo occupante, quelle di 5,6 o più vani abitate da due occupanti ovvero quelle  di 6 o più vani occupate da tre occupanti. Ciò in considerazione che le stesse dinamiche che possono indurre un riutilizzo delle abitazioni sovraffollate, possono incidere su di un potenziale riutilizzo, a mezzo della ridistribuzione di nuclei familiari di diverso numero di componenti ovvero con FRAZIONAMENTI DI UNITA’ IMMOBILIARI, sull’incremento del numero di abitazioni che nell’ultimo decennio, a parità del numero di abitanti è cresciuto di dimensioni. Quanto sopra si ritiene ancor più necessario in considerazione delle pregresse disposizioni urbanistiche-edilizie che hanno previsto la possibilità di sopraelevazione nell’ambito della sagoma dell’edificio esistente, in assenza di incremento delle unità abitative esistenti.” 

I frazionamenti sono stati già in gran parte realizzati. Si tratta allora di una celata volontà di “sanatoria”.

Tanti degli obiettivi prefissati dall’adottato strumento urbanistico che erano  già alla base del PRG del 2005 e non hanno avuto attuazione. Ne sono esempio I comparti edificatori. Un fallimento per la strumentazione previgente.  Con il nuovo PUC, si ripropone, con gli ambiti di riqualificazione e  densificazione residenziale e di integrazione dei poli multifunzionali, l’esperienza UTOPICA.

Si attende adesso l’esito delle Osservazioni trasmesse al Sindaco per avere  riscontro, tra l’altro , degli innumerevoli errori emersi dalla lettura e dalla visione degli elaborati tecnici allegati al PUC.

Come nota in cronaca, dalla prima lettura del PUC presentato, si sono osservate una serie di errori ed incongruenze formali che vanno da come si doveva presentare la domanda per le osservazioni, alle tavole sbagliate pubblicate  sul sito e su cui le stesse osservazioni dovevano essere fatte ed addirittura ad un refuso in cui il titolare del trattamento dei dati sarebbe stato un funzionario di altro comune. Queste incongruenze, che potrebbero creare qualche problema e si potrebbero avere chissà quanti ricorsi al Tar, dimostrano in modo  inequivocabile ,la fretta con la quale l’ ufficio tecnico ha messo mano a questo documento così importante e dunque ne inficiano  la credibilità e l’effettiva sostenibilità.

 

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