ITALIA MEDITERRANEA PER IL RILANCIO DEL MEZZOGIORNO

di Giovanna Sannino

“L’incontro di stamattina – afferma Felice Iossa – si inserisce nel percorso, avviato da molto tempo, di confronti, associazioni e movimenti politici per tentare di ridare al mezzogiorno d’Italia una centralità che è andata smarrita da troppo tempo”

Si è discusso sull’importanza del Mediterraneo nel trasformare il Mezzogiorno da peso per l’Italia a porta per l’Europa. Il nostro mare rappresenta la via di ingenti commerci praticamente abbandonati dallo spostamento dell’Europa ad Est. Abbandonando la concezione di Europa Mediterranea, che rappresenta la naturale vocazione del nostro paese. L’importanza di espandere le relazione con il continente africano è chiaro a tutti ma totalmente mancane nella politica italiana, altrimenti non si spiega come mai i nostri porti e le nostre infrastrutture sono appetite da cinesi, arabi ed africani.

Ma negli ultimi anni l’Italia ha avallato le scelte di spostare ad est il cuore delle politiche comunitarie e di rendere il sud quasi un paese per il paese. Adesso c’è la possibilità di invertire questo stato di cose, spendendo in maniera intelligente i fondi del PNRR per arricchire e migliorare le infrastrutture, materiali ed immateriali, per consentire di catturare investimenti privati, invertendo la rotta di quelli pubblici.

“Il nostro è un piccolo movimento con una grande prospettiva, politica e culturale, che arriverà in parlamento nei prossimi giorni con proposte pragmatiche che possono incidere sulla vita delle persone, che vuole contribuire alla nascita di un movimento nazionale con il cuore meridionale.”

Questo è l’incipit degli interventi che hanno aperto il convegno tenutosi stamane, sabato 6 novembre, a Napoli, presso la Fondazi0one ITS Bact. Presenti il presidente di Mezzogiorno Federato e il presidente di Cittadino Sud: Claudio Signorile e Carmelo Conte ed il nuovo consigliere comunale Pasquale Sannino.

Una mattina di assemblea volta alla presentazione di un nuovo paradigma che ha come suo fondamento principale la volontà di ridare linfa ad una politica per il Mezzogiorno non rivendicazionista ma che lanci proposte per sostenere uno sviluppo che ormai tarda da troppo.

“La data da fissare come obiettivo è il 2023. Serve al paese un’ area vasta riformista che si sta affermando nel paese per cancellare la deriva populista, qualunquista e giustizialista che ormai mostra tutti i suoi evidenti limiti. Lo Stato deve fare la sua parte! Serve un progetto unitario che contrasti l’idea che di autonomia fiscale richiesto da alcune regioni del Nord che va nella direzione opposta.”

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