NEL CUORE DI NAPOLI RINASCE LA CULTURA SOCIALISTA

Si riprende nel cuore di Napoli in una sede messa a disposizione dalla Fondazione ITS BACT uno di quelli Istituti tecnici Superiori, indicati dal nuovo governo come la strada maestra per la costruzione di quella folta generazione di tecnici di cui il PNRR ovvero il Piano Nazionale di Resilienza e Ripresa post pandemia da Covid19 richiede per assistere i processi di trasformazione digitale, ma soprattutto di transizione ecologica che anche i recenti G20 e COP26 delle Nazioni Unite di Glascow ritiene indispensabile E urgentissima.

Processi che riconoscono e necessitano un nuovo protagonismo del Mezzogiorno al quale sono, peraltro destinate il 40% delle risorse stanziate.

Era inevitabile, per l’antica intuizione e per le tante battaglie fatte, che fosse proprio la componente socialista della popolazione meridionale a riprendere la riflessione per rilanciare, in un nuovo contesto, i principi, i valori, l’organizzazione e quel nuovo modello di Mezzogiorno auspicato che abbia la testa , non solo le gambe per recuperare le ingiustizie e disuguaglianze territoriali che neanche l’Unione europea con le sue politiche di coesione e i suoi ingenti Fondi Strutturali di Investimento (SIE) è fino ad ora riuscita a colmare.

E’ così che almeno 3 organizzazioni dell’universo socialista meridionale: Mezzogiorno Federato promossa da Claudio Signorile, Cittadino Sud promossa da Carmelo Conte e l’Avanti Napoli promossa da Felice Iossa,3 storici leader che hanno fatto la storia del socialismo ,assieme ad alcuni illustri cattolici, liberali e repubblicani, del Meridionalismo italiano hanno avviato un’ iniziativa di discussione e pianificazione strategica che prendendo le mosse proprio dai 5 obiettivi della nuova politica di coesione 2021-2027:

1. un’Europa più intelligente — trasformazione economica innovativa e intelligente
2. un’Europapiùverdeeabasseemissionidicarbonio;
3. un’Europapiùconnessa-mobilitàeconnettivitàregionalealleTIC;
4. un’Europa più sociale attraverso l’attuazione del pilastro europeo dei diritti
sociali;
5. un’Europa più vicina ai cittadini – sviluppo sostenibile e integrato delle aree
urbane, rurali e costiere mediante iniziative locali
hanno proposto di lanciare un 6° obiettivo.

Si tratta di un nuovo obiettivo “Europa Mediterranea” inclusivo dei precedenti, ma di reale riconoscimento valoriale e strategico, per la varietà delle realtà che si affacciano oggi nel bacino del Mediterraneo, Africa inclusa.

Obiettivo che a partire da un Italia mediterranea già sarebbe più perseguibile con l’aiuto delle risorse che l’Europa , non solo del PNRR, mette a disposizione del mezzogiorno d’italia da qui al 2027.

Ed su quest’ultimo obiettivo che si prevede la sottoscrizione innanzitutto di un protocollo di intesa o forse più un Accordo di cooperazione tra le 3 realtà associative presenti, allargate anche ad organizzazioni di altra cultura e che ha trovato l’assenso dell’affollato consesso (forse più di 50 persone tra amministratori pubblici locali, intellettuali, giornalisti, docenti universitari, sindacalisti e semplici cittadini), magari affrontando nella pratica, da socialisti, come suggerito da componenti dell’ospitante ITS BACT, l’eterna questione femminile , corollario (?) fondamentale della questione meridionale, dal momento che la coesione o meglio la reale inclusione di genere potrebbe finalmente aprire gli occhi sul fatto che le donne nelle comunità (famiglie, scuole, strutture sociali e sanitarie) e nelle economie di vocazione (turismo, artigianato, enogastronomia) hanno avuto molto da fare e ancora molto da dire per la coesione territoriale nord-Sud.

Tra i qualificati interventi significativi per il segnale di coerenza a quello che si muove oggi è stato quello di una giovane attrice , figlia d’arte della politica (Giovanna Sannino) anche più dello spettacolo, che ha rivendicato un aiuto a colmare la distanza esistente tra la generazione prevalentemente presente e i suoi coetanei, un aiuto incentrato non solo sui contenuti, ma sul linguaggio e quindi su una comunicazione che renda attrattiva l’esperienza vissuta, da vivere come il naturale protagonismo di quelli che saranno i veri abitanti del futuro Mezzogiorno, laddove pur essendo nativi digitali ed ecologisti, non saranno costretti ad andar via.

Nello Savarese

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