DI MAIO A POMIGLIANO PRESENTA IL SUO LIBRO: MA LO SHOW CHE VIENE RACCONTATO HA ALTRE VERITA’

 

 

di FELICE ROMANO

 

 

L’ imperatore di Pomigliano scende nella sua città per la presentazione del suo libro e sceglie come palcoscenico non una libreria, ma un teatro. Del resto cio’ che e’ andato in scena ieri sera al Teatro Gloria di  Pomigliano d’arco e’ stato un vero e prorpio show,  preparato fin nei piccoli particolari. Dalla scelta della location, ai commensali al tavolo della commedia, agli spettatori che sono stati selezionati da una lista appositamente approvata dove non si e’ avuto neanche il garbo istituzionale di invitare tutti i membri del consiglio comunale della città con particolare riferimento alle  opposizioni.

Il racconto che emerge , leggendo qui e li articoli di una stampa totalmente  compiacente al Ministro,  parlano di un Teatro gremito in ogni ordine di posto e addirittura di tante persone che non sono riuscite ad entrare. Purtroppo la stessa stampa, non una parola dice sulla circostanza che l’organizzazione della macchina del ministro,  ha smosso tutte le leve possibili, compresa quella dell’invito formalizzato a mezzo whatsApp a dipendenti e famiglie di alcune municipalizzate che forse, hanno dovuto presenziare nonostante  una dura  giornata di lavoro  avesse loro consigliato una meritata cena in famiglia .

Ma veniamo con ordine e partiamo dagli attori comprimari all’attore principale. La giornalista Lucia Annunziata ed il parlamentare del PD  Francesco Boccia.

Non una parola ho letto relativamente alla metamorfosi della giornalista di rai tre,  che pure spesso ha strapazzato e messo anche in grave difficolta’ il Giggino pomiglianese, per le tante gaffe e incoerenze dimostrate negli anni. Non una domanda sgradita, ne alcun accenno a fatti e circostanze che avessero potuto mettere in sia pur lieve difficoltà il Ministro degli esteri (caso Zaki e Regieni) . In quanto alla partecipazione di Boccia, ai piu’ attenti e’ sembrato piu’ un avvertimento al Pd locale che un vero e proprio intervento costruttivo.

Ma come? Uno dei massimi esponenti del partito di Bibbiano , quello che per anni e’ stato tartassato dal Luigino nostrano, non ha trovato un moto di amor proprio se non quello di scherzare su vecchie schermaglie che ormai rappresentano malintesi del passato. Anzi,  l’appello di Boccia all’ asse PD – Movimento 5 stelle,  e’ stato preso dai piu’ come un avvertimento che Di Maio ha lanciato al vicesindaco di Pomigliano, nonche’ segretario del Pd locale Avv Eduardo Riccio, al fine di fargli evitare ulteriori intemperanze nei confronti dell’ attuale sindaco della città  scelto direttamente da Di Maio.

Recentemente, piu’ volte infatti , rispetto a vere e proprie gaffe del primo cittadino,  il vicesindaco, anche con post pubblici, ha sbottato facendo intravvedere una certa intolleranza nei confronti di chi evidentemente non ritiene in grado di reggere il comune. Il caso piu’ eclatante,  fu vissuto qualche mese fa, quando scrisse un post sulla vicenda dell’ex sindaco di Marigliano Carpino per difenderlo dall’incredibile attacco personale sferrato dal neo sindaco di Pomigliano su una vicenda personale da cui peraltro sta risalendo e  che peraltro aveva fatto insorgere anche l’intera citta’ di Marigliano.

Comunque dal palco il messaggio di Boccia  e’ chiaro.

Caro segretario del Pd,  sta al tuo post che qui la comanda Giggino.

Mortificante per un partito storico come quello che nella citta’ delle fabbriche,  ha fatto la storia del proletariato operaio. Ci saremmo aspettati, una dichiarazione, un chiarimento, un post. Nulla. Anzi, come nulla fosse tutti ad applaudire il successo editoriale dell’anno.

Seduti in passerella, solo amici ed amici degli amici; quelli che hanno avuto e possono avere ancora un ruolo in quel laboratorio che dovrebbe, parole di Boccia, rappresentare il futuro dei quadri dirigenti del paese che verra’. Dimenticando, o forse disconoscendo il grave fallimento che il siffatto laboratorio sta producendo proprio nella citta’ del ministro; la prima ad intestarsi questo presunto merito.

Solo chi conosce la realta’ pomiglianese puo’ infatti sapere cosa realmente stia accadendo a Pomigliano d’Arco.

Tralasciando le gaffe incredibili e continue del primo cittadino, catapultato in una realta’ di cui e’ evidentemente ignaro, la citta’ vive in uno stato di costante disagio. Inchieste che non hanno ancora prodotto nulla,  hanno solo  terrorizzato la citta’ intera e lo stesso Comune di Pomigliano i cui dipendenti vivono uno stato di disagio e paura come mai si era visto prima. Non una delle promesse fatte in campagna elettorale sono state realizzate (dall’ eliminazione delle piste ciclabili e delle rotonde, alla viabilita’ ; dal peggioramento dei dati ambientali alla presentazione di un Puc che sembra solo un enunciato irrealizzabile; dal degrado delle periferie  alla sicurezza interna). Insomma pochi sanno che nella citta’ ormai vige la frase :il disastro del mastro.

Ciò che non raccontano, se non in modo del tutto incidentale, e’ la circostanza che fuori a Teatro , ad aspettare il ministro c’erano gli ex dipendenti Whirlpool che gli hanno consegnato le lettere di licenziamento ottenute proprio all’esito dell’attivita’ del ministro che promise, quando era ministro dello sviluppo economico,  che mai avrebbe consentito si arrivasse a cio’.

Percettori di reddito di cittadinanza che gli hanno ricordato, pur ringraziando dell’elargizione  del RDC,  che loro vorrebbero un lavoro vero che poi era l’obiettivo finale del reddito e che stanno ancora aspettando.

Infine la questione piu’ spinosa per il ministro degli esteri. Città  Aperta, un associazione che si batte per i diritti inviolabili dell’uomo, ha ricordato al ministro in carica le spinose questione dei casi  Regeni e Zaki. Neanche a farlo apposta , proprio ieri la citta’ di Pomigliano ha dato la cittadinanza a Patrik ma solo dopo un lungo iter durato un anno intero.  Per onore della verita’, questa  lungaggine e’ stata  a causa dell’ostruzionismo del movimento 5 stelle , che evidentemente non voleva  mettere in difficoltà  il ministro degli esteri.  Ma ieri questo argomento non era contemplato nel copione e per fortuna la società  civile , che e’ molto piu’ alta della politica nazionale, lo ha opportunamente ricordato.

Sul libro di Di Maio che dobbiamo dire ?

Difficile trovare nella letteratura moderna un libro di un uomo di successo che parla male di se stesso . Ma visto che non poteva raccontare altro da genio quale ha dimostrato di essere a lui sta riuscendo anche anche questa impresa.

Se  come diceva Trilussa, il popolo “cojone ”  lo ha prima osannato e poi fatto arrivare dov’e’ oggi,  fondando i presupposti sui suoi congiuntivi sbagliati , le sue gaffe e la sua incoerenza, che libro poteva offrire in pasto ai suoi supporter,  se non un libro che raccontasse proprio tutti gli errori che lo hanno caratterizzato in questi anni?

Chapeau !

Definito l’Andreotti dei giorni moderni pero’,  un errore vogliamo evidenziarlo anche noi. Il titolo caro ministro  e’ sbagliato: avremmo preferito a “per amore della politica”, un titolo più pertinente: “Per amore per la poltrona”.

Sipario!

 

 

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