LAVORO FEMMINILE E DISEGUAGLIANZE TRA NORD E SUD

Nel 2020 la retribuzione media annua dei 15,58 milioni di dipendenti privati è stata pari a 20.658 euro, ma risulta differenziata per età e genere.

Lo rileva l’Inps nell’Osservatorio sui lavoratori dipendenti. Le donne hanno avuto in media retribuzioni del 31,2% inferiori a quelle degli uomini.

Lo stipendio aumenta al crescere dell’età ed è costantemente più alto per gli uomini (23.859 euro contro 16.285 euro).

Nel 2020, quasi un terzo dei lavoratori dipendenti (32,1%) lavora nelle regioni del Nord-ovest; segue il Nord-est con il 23,6%, il Centro con il 20,8%, il Sud con il 16,5%, le Isole con il 6,9%, mentre solo lo 0,1% lavora all’estero.

Le retribuzioni medie presentano valori più elevati nelle due ripartizioni del Nord: rispettivamente 24.533 euro nel Nord-ovest e 21.942 nel Nord-est, con un forte divario rispetto alle ripartizioni del Mezzogiorno, contrassegnate anche da valori più bassi di numero medio di giornate retribuite nell’anno.

Nei numeri che abbiamo appena riportato c’è tutta la sperequazione di trattamento tra i lavoratori del Nord e quelli del Sud e tra uomini e donne, sempre a svantaggio dei secondi.

Il Covid ha il merito di avere reso ancora più palese questo dislivello che assume ivslori di nsopportabile ingiustizia sociale.

Questo è solo uno dei punti per i quali si auspica e si sostiene una politica meridionalista in senso propositiva e non rivendicazionista.

Un Mezzorgiono Federato e la costruzione di un Italia Mrditerrsnea inserita nel piani di spesa ed investimento dell’Europa non è più  rimandabile

Giovanna Sannino

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