LUMINARIE 2021 A NAPOLI: SCOPPIA LA POLEMICA

 

In questi giorni una feroce polemica sta montando sulla città di Napoli, certo i motivi ce ne sono, per esempio il bilancio ridotto ad un colabrodo che non consente di accendere i PC di Palazzo S. Giacomo, oppure la marginalità del mezzogiorno nei fondi del cosiddetto PNRR, o ancora lo scempio che ne è stato di una parte tanto importante della provincia di Napoli, che ancora continua a morire sotto i fumi di roghi che di quanto in quanto illuminano le strade della zona Nord, meglio conosciuta come terra dei fuochi.

Naturalmente di motivi, purtroppo c’è ne sarebbero ancora molti, ma nessuno di questi sono apparsi di interesse per gli intellettuali ed i giornalisti della nostra amata terra.

Il nodo della discordia è rappresentato dalle luminarie che la Camera di Commercio di Napoli ha provveduto ad installare.

La polemica, nasce sul tema che le stesse sono brutte, non sono in tema con la nostra idea di Natale ed altro ancora.

Poi la polemica si sposta sul neo Sindaco, reo di essersi prestato ad inaugurare un siffatto obbrobrio.

Premesso che le opinioni sono, sempre, legittime e che ognuno deve avere la libertà di esprimerle, ma non ci sembra un tantino pretestuosa la polemica?

A noi pare proprio di sì.

In una città dove negli ultimi 10 anni si sono smarriti anni ed anni di lavoro, sulla cultura, sul decentramento amministrativo, sul controllo del territorio, senza sentire grandi strali da parte di giornali, intellettuali e quant’altro.

Noi crediamo che al di là di ogni altra considerazione alla Camera di Commercio dovrebbe andare un ringraziamento per l’impegno economico  ed organizzativo profuso.

Al neo Sindaco dire che ha fatto bene ad inaugurare l’unica iniziativa, tra l’altro a sostegno di un Commercio boccheggiante dopo la pandemia, che gli veniva dal recente passato.

Semmai allo stesso va lanciato un appello: che per il prossimo anno ci si metta intorno ad un tavolo Istituzioni, organizzazioni di commercianti, uomini di cultura e si costruisca un Natale 2022 all’insegna di un idea, un pensiero ed un progetto per la città.

Senza scimmiottare nessuna iniziativa di altre città, per quanto belle e prestigiose. Napoli ha una sua specificità storica,  civile, culturale e politica e non deve imitare alcunché.

A chi scrive ed ama Napoli si deve ricordare che i grandi percorsi iniziano, sempre, con il primo piccolo passo.

Ed impariamo a sostenerci l’un l’altro, anche se siamo imperfetti e qualche volta approssimativi. Napoli è  in una condizione tale che deve abolire ogni pulpito, ma non può fare a meno dell’aiuto di tutti nel sostenere idee, iniziative, percorsi.

Ci sovvengono le parole dell’infinito poeta Raffaele Viviani che nella stupenda poesia “campanilismo”, dopo aver constato che mentre per un milanese, un toscano o un pugliese, c’è sempre il sostegno dei suoi concittadini, cosa che per i napoletani non si verifica mai, impreca dicendo:”….e tu, Napule mia permiette chiesto? Strignece mpiett a te, figlie e figliaste. Arapancelle e braccie e fallo priesto: avimm’ ‘a sta ‘a guaglione e simme maste (…) campanilismo bello, addo’ si ghiuto, facciamolo pure nuie comme a ll’ata: si no pa gente ‘e Napule è fernute…”

Adottiamo l’invocazione del poeta stabiese. Ma facciamolo in tempo, prima che sia troppo tardi. Cerchiamo di non smarrire il patrimonio infinito di cultura e solidarietà che ci caratterizza.

L’Avanti!, per quanto potrà, si spenderà per ricostruire una unità di intenti che manca da troppo tempo.

Giovanna Sannino

Lascia un commento