FORNERO, MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIÙ ?

 

 

Felice Massimo de Falco

 

 

Stranezze della politica. Governo Monti: Elsa Fornero, ministro del Lavoro, annunciava con aria provata una riforma lacrime e sangue per i pensionati, si elimina la pensione di anzianità , ci si dimentica degli esodati. Sulla figura della Fornero, la Lega e i 5 stelle, all’opposizione, costruirono buona parte del loro bottino elettorale: “Mai più Fornero!”. Sit-in sotto casa della Fornero, con tanto di felpa.
Governo Conte gialloblù: la legge Fornero viene abolita, s’introduce quota 100, si sommano gli anni di contributi versati all’età anagrafica, si favorisce il pensionamento anticipato. Assenso silenzioso dei sindacati. Salvini dirà che questo provvedimento favorirà l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro. Ma questo non si è avverato. Mancano, per esempio, migliaia di posti di lavoro nel pubblico impiego, scoperti in parte da chi ha aderito a quota 100.
Governo Draghi: Lega e 5 stelle fanno parte della maggioranza. Un’ammucchiata di istanze da dirimere per il presidente del Consiglio.
Si discute del Dl Bilancio. L’Europa ci continua a dire che abbiamo un sistema pensioni non in linea coi suoi parametri. C’è l’ipotesi della quota 102 per l’anno 2022, poi si torna al contributivo. Intanto l’INPS fa sapere la lieta notizia che quelli del 1980 andranno in pensione a 75 anni.
In ultimo Elsa Fornero viene chiamata come consulente del governo per la riforma delle pensioni.

Salvini muto? E per restare ai grillini, gli viene gambizzato anche l’ultimo suo rifugio elettorale, il reddito di cittadinanza. Io dico meglio così. Ma mi domando: davvero questi partiti hanno l’attitudine giusta di stare al governo nella gestione del reale, quando la loro geolocalizzazione naturale, con le loro verità semplificate, sarebbe l’opposizione?

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