IL PRESIDENTE CHE VORREI

 

 

di Pino Campidoglio

 

Mi piacerebbe che il nuovo Presidente della Repubblica fosse, una PERSONA PERBENE. Non vorrei, nascondermi, per sette anni, agli occhi del mondo, solo per essere cittadino di un Paese che ha per Presidente, un personaggio con vecchi conti aperti con la Giustizia.

 

Io, come altri, pensavo che, per diventare Presidente della Repubblica, fosse necessario dimostrare di essere persona proba, al di sopra di ogni sospetto, dotata di qualità morali e professionali di alto profilo. Invece, a quanto pare, le cose non stanno proprio così! La Costituzione, sull’argomento (Art.48), dice poco o niente: “Può essere eletto Presidente, ogni cittadino con più di 50 anni , che goda dei diritti civili e politici”; Non dice altro!! Per la Costituzione, quindi, alla Presidenza della Repubblica, può essere eletto “uno qualunque”; non così, i senatori a vita, per i quali, la Costituzione, chiede che siano figure di altissimo livello morale e professionale la cui opera abbia dato lustro alla Patria”. Quale sia la logica di questa norma, un pò sbilenca, non è dato di sapere. Il rischio a cui si espone il Paese è di avere un Presidente dimezzato e dei Senatori che lo sovrastano per importanza ed autorità. Se la Costituzione non dice molto, tocca ai Partiti indicare la figura più degna di rappresentare il Paese in quella determinata fase storica.

PER FORTUNA, NEL CORSO DI QUESTI PRIMI 70 ANNI, I PRESIDENTI ELETTI, SONO STATI, QUASI TUTTI, ALL’ALTEZZA, DEI 38 SENATORI SUCCESSIVAMENTE NOMINATI. È importante, quindi che il Presidente della Repubblica sia persona di grande rilievo Morale e Politico, e soprattutto riscuota il più ampio consenso dei Parlamentari chiamati ad eleggerlo. Un Presidente che ottenga un consenso risicato alla sua elezione, parte già dimezzato nella sua Autorità Istituzionale. Alcuni di loro, in passato, Francesco Cossiga, ed Azeglio Ciampi, furono eletti, alla prima votazione. Per quattro di loro (Einaudi, Gronchi e Napolitano) fu necessaria la Quarta votazione (dove si abbassa la soglia della maggioranza). La più sofferta di tutte, fu quella di Giovanni Leone per la quale furono necessarie 23 votazioni .

Oggi, la situazione è diventata molto più complessa. Un tempo, il rapporto di forza, fra i grandi partiti, rimaneva sostanzialmente stabile fra un’elezione e l’altra, con il Paese diviso fra una maggioranza imperniata sulla DC e l’opposizione sul PCI. Non si verificavano gli sconvolgimenti a cui assistiamo oggi, con partiti che dopo aver raggiunto il 40% dei consensi precipitano al 2%. Sono almeno trent’anni che il nostro sistema politico, fa i conti con la propria delegittimazione. Prima Ciampi, poi Monti, ed ora Draghi, il Paese ha provato ad uscire dalla crisi ma non ce l’ha mai veramente fatta. Ogni volta, più che il Parlamento, è stato il Presidente della Repubblica di turno (nel ’93 Scalfaro, nel 2011 Napolitano ed ora nel 2021 Mattarella) ad indicare la personalità che avrebbe dovuto guidare il Paese. Questa volta, bisognerebbe invertire i ruoli, e dare al Presidente del Consiglio il compito di aiutare i Partiti a scegliere il nuovo Presidente della Repubblica. La cosa non è proprio corretta, così come non è corretta neanche l’idea di chiamare Draghi a svolgere il doppio ruolo di Presidente del Consiglio e quello della Repubblica. Per procedere senza fare danni, si può prendere in esame l’intesa preventiva, ipotizzata da Letta, ma dobbiamo essere consapevoli che è una proposta difficilmente realizzabile.

Sul tavolo , ci sono per ora solo due nomi (gli altri sono decorativi): Draghi e Berlusconi. Draghi, avrebbe il consenso di tutti, ma ostacola il disegno di Berlusca! 1 di 2 Il Presidente che vorrei Berlusconi, può unire il Centro destra, ma spacca il Paese! È molto probabile che alla fine, nessuna delle due opzioni, trovi i consensi necessari, e probabilmente si escluderanno a vicenda. Se si esclude Berlusca dalla corsa, si dovrà trovare un candidato per il Quirinale che sia dell’uno o dell’altro schieramento, non è veramente importante; La cosa importante è che sia : più credibile, più serio e più autorevole del Presidente del Consiglio in carica. Ma per una figura del genere, occorrerebbe che i rappresentanti dei Partiti fossero, a loro volta, personaggi credibili, seri ed autorevoli. Ma v’immaginate quello che può succedere riunendo tutti insieme: Berlusconi, Salvini, Meloni, Letta, Calenda, Conte, Renzi, Fratoianni, Tabacci, etc… L’unica via percorribile, rimane quella di un candidato terzo, garante dell’Unità del Paese, e della credibilità verso l’Europa, in grado di far rispettare per gli impegni assunti e quelli che seguiranno. Un candidato che possa dialogare alla pari con il Presidente del Consiglio ed abbia quella visione alta della Politica, che serve al Paese per superare le difficoltà che lo affliggono e sia soprattutto capace di accompagnare il Paese fuori dalle secche della crisi in cui è finito, ormai da troppo tempo. A Noi spettano i commenti, e tutt’al più il profilo morale e politico della Persona; Ai Partiti; a questi, partiti, a questi uomini che li rappresentano, spetta il Nome! Intanto, anche in Europa, dopo quello di Berlino, qualcuno è tornato a parlare di MURO……, Speriamo che il CONCLAVE, che si dovrà aprire, per la scelta del Presidente , non finisca con Un Muro contro Muro. NAPOLI, 17/11/21

 

 

 

 

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