CADE ANCHE L’ULTIMO MATTINO DEL M5S

Anche l’ultimo mattone è caduto nel M5S. I pentastellati si sono resi conto che, guarda caso, per fare politica, per avere un movimento organizzato, occorre avere dei fondi! Tutta la ridda di dichiarazioni fatta al momento delle elezioni, circa il finanziamento della politica che era qualcosa di vergognoso, oggi viene smentito e, udite udite, lo stesso ex Presidente del Consiglio dice che non bisogna essere ipocriti: “…la politica costa!…”

Fa sempre piacere se qualcuno ritorna sui propri passi ed ammetta di avere avuto torto. Noi lo sapevamo già, perché da operatori della politica, sappiamo bene che, a tutti i livelli, una pur minima organizzazione ha dei costi. E’ capitato a tutti di organizzare una semplice riunione ed è noto che prendere un locale, stampare qualche manifesto o invito, offrire un poco d’acqua comporta delle spese, figuriamoci se si vuole organizzare un movimento nazionale con una sede, degli uffici, dei dipendenti. Perché rappresentare e sostenere delle istanze richiede un organizzazione e questo ha dei costi.

Tuttavia, ci sia consentito di inviare agli amici pentastellati un suggerimento, quando si diventa un movimento o partito, occorre, innanzitutto, fare i conti con la propria storia e laddove ci si rende conto di aver fatto qualche strafalcione, non lo si risolve dicendo: ” scusate abbiamo sbagliato”, ma facendo un analisi approfondita e sincera di ciò che avvenuto, spiegando il motivo del cambio di linea, assumendo i riferimenti culturali della nuova linea e poi, si agisce di conseguenza. In una parola, si fanno i conti con la propria storia, assumendosi la responsabilità dei propri errori. In questo caso, laddove si ritiene, ad esempio, che il giustizialismo sia stato un errore, come pure il concetto che la politica si sostenga con l’aria o ancora che governare è molto più complesso dell’annunciare, lo si dica chiaramente e, forse, troverebbe anche più senso, dopo, aderire al movimento socialista europeo. Altrimenti si commette lo stesso errore che commetteva quel partito di sinistra che propugnava il garantismo, salvo poi augurarsi di vedere il proprio avversario politico ridotto sul lastrico e candidava tutti i magistrati nelle proprie fila.

La maggiore coerenza in politica è sostenere le stesse battaglie, ammettendo, quando necessario, di aver sbagliato qualche volta, ma questo deve avvenire attraverso una riflessione, un elaborazione e, poi, con degli atti conseguenziali necessari. In questo senso il primo ravvedimento che dovrebbe fare il neo partito dei 5S, sarebbe quello di dire che i grandi problemi non si risolvono che degli slogan, che sono sempre, semplicisti e non adeguati per risolvere delle questioni complesse come quelle che il nostro Paese deve affrontare.

Noi che conosciamo la complessità della politica, vediamo di buon occhio quello che avviene nel Movimento/partito, ritenendo che chiunque abbandoni la strada del qualunquismo, del populismo e del giustizialismo è sempre un bene. Per tutti. Avanti!

Salvatore Sannino

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