L’ITALIA POLITICA TREMA: INCERTEZZA TRA I LEADER POLITICI

Il sistema dei partiti politici in Italia, vive momenti di grande fibrillazione, smottamenti vari creano uno stato di incertezza tra i leader politici. Chiarendo, laddove era necessario, che il centro destra è in vantaggio sul piano nazionale, anche se appare chiaro che le leadership dei due partit maggiori, Lega e FdI, si siano un poco appannate. Molto dipende anche delle scelte internazionali che questi due partiti hanno fatto, schierandosi con i peggiori nazionalisti che circolano nel continente. Si conferma che il Partito Democratico è ancora il movimento preferito dagli italiani: è quanto emerge dalla Supermedia dei sondaggi elettorali elaborata da Agi e Youtrend, nella settimana tra il 22 e 27 novembre. Sotto la guida di Enrico Letta, i democratici hanno recuperato terreno nelle ultime settimane e ora rimangono stabili in testa a queste proiezioni di voto.

Ricordiamo però che le prossime elezioni si dovrebbero tenere nel 2023, e che tutto è legato alla elezione del prossimo Presidente della Repubblica, che potrebbe, nel caso di uno spostamento di Draghi al Quirinale, far anticipare le elezioni politiche al prossimo anno.

Entrando più nello specifico nella proiezione di Youtrend, il Pd rimane saldo in testa con il 20,3% delle preferenze. Segue Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che però perde lo 0,1%, calando al 19,5%, a quasi un punto dai dem. Mentre si registra un crollo significativo per la Lega di Matteo Salvini che con la perdita di un altro 0,2%, scende a quota 18,4%, a due punti dal Pd. Rimane staccato il Movimento 5 Stelle di Conte, al quarto posto, ma al 15,8%.

Forza Italia di Berlusconi riconquista simpatie, ma restando sotto i 10 punti. Per quanto riguarda gli altri partiti di minoranza, si registra una crescita di Azione di Carlo Calenda, che sale al 3,9%.

Italia Viva di Matteo Renzi rimane altrettanto stabile al 2,6%, ma è tallonato da Sinistra Italiana di Fratoianni, che risale al 2,2%. Chiudono i sondaggi Articolo 1 e Verdi al 2,1%. Fanalino di coda rimane +Europa, all’1,7%.

Da quanto si legge, appare chiaro che il più volte citato “polo riformista” potrebbe avere una propria consistenza nel paese, ma perché questo avvenga, occorre che si realizzi una convergenza tra le varie ipotesi in campo, evitando personalismi che a nulla servono e a niente portano. Occorre esercitare una sana azione di realismo e di consacrare l’idea che al paese serve un’ area di centro sinistra, alleata al PD, che ossa mettere in campo tutte le idee che il riformismo cattolico, liberale e socialista, sanno offrire.

Giovanna Sannino

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