DE LUCA E UN PD GARANTISTA A TARGHE ALTERNE

di  Felice Massimo De Falco

Appalti truccati, Vincenzo De Luca accusato di concorso in corruzione. Finora, e sono passati più di 15 giorni, non ho sentito un’alito di garantismo e solidarietà dalla bocca dei maggiorenti del Pd. Mutismo eloquente verso un personaggio che per il partito è stato sempre un peso da sopportare. Ma De Luca è una macchina elettorale e serve. La ritrosia di Letta è inquietante. Nemmeno un proverbiale: “abbiamo fiducia nella magistratura”. Sembra esser tornati ai tempi della Quercia, quando chi veniva colpito dalla giustizia era lasciato all’addiaccio degli eventi. Specie se l’accusato era di estrazione socialista. Penso ad Ottaviano del Turco. Un passo indietro rispetto al partito che con Renzi aveva sdoganato il garantismo da un’accolita di manettari. Prima Zingaretti, poi Letta hanno riportato l’orologio indietro. È rinato il PDS con la sua sudditanza psicologica alla magistratura che aveva il sapore di un connubio capestro. Tante vite politiche del Pd sono state rovinate da inchieste sbagliate, e il partito ha sempre ingerito la pillola lasciando all’addiaccio chi ci capitava. Un’impalcatura ideologica che ha generato un equivoco nella distinzione dei poteri dello Stato. Compresi certi giornali che sono arrivati a deduzioni fuorvianti prima del tempo giudiziario, macchiando a vita reputazioni di gente perbene. C’è voluto Matteo Renzi a riportare nel Pd la cultura del garantismo, ma non è bastato. Vincenzo De Luca non ha di certo bisogno di difensori e dichiarazioni di circostanza. Ha le spalle larghe per difendersi nelle sedi opportune. E a nulla varrà una reputazione verniciata di accuse quando il buon governo obnubila l’onta discriminatoria dell’accusato. Il Pd campano è De Luca, e il Pd ingurgita malvolentieri questo dato. Tra l’altro, la gente dà poco conto ai politici riabilitati, in caso di processi assolutori. Resta la meraviglia di un segretario di partito, Enrico Letta, che non ha preso nessuna posizione dando la stura a congetture di un’alleanza spuria con la magistratura che sembravano superate.

P.S.: a proposito, ma Valeria Ciarambino tace?

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