FELICE IOSSA: “QUALI SONO LE PROSPETTIVE POLITICHE DI POMIGLIANO?

di  Felice  ROMANO

 

 

D. On. Iossa, Pomigliano è in balìa di forti tensioni economiche e sociali?

R. Vorrei fare una premessa: è normale che la vicenda di Giugliano, sia liquidata dal sindaco come “chiacchiera da social” la richiesta di incontro con i consiglieri di minoranza, senza, tra l’altro, ancora aver fatto chiarezza sulla dignità della città? E poi: come si pone il Partito Democratico? È normale che un vicesindaco (Eduardo Riccio) resti impassibile davanti a questa vicenda?

Bisogna porsi un interrogativo: quali sono le prospettive politiche della città? Oltre il laboratorio Pd-5 stelle c’è un vuoto da colmare. Le difficoltà sono oggi enormi: abbiamo la Leonardo che mette in cig a zero ore 3000 lavoratori, perché il “civile” è un disastro, non abbiamo un aereo nostro, siamo rimasti sempre, anche ora, subfornitori, dopo anche i rapporti sbagliati che abbiamo avuto con le case americane; anche l’auto è in difficoltà, ormai la crisi è strutturale dopo l’operazione finanziaria fatta con i francesi; poi abbiamo l’edilizia bloccata a Pomigliano, con tutto il chiasso che si fa dicendo che qui c’è il malaffare. La condizione della città è veramente precaria, l’economia è sepolta.

D. Cosa può fare la politica?

R. Ci vorrebbe un consiglio comunale straordinario, anche più di uno, per discutere seriamente dell’ avvenire di Pomigliano, bisogna conoscere se la maggioranza ha presentato progetti per il PNRR, e quali sono le opere infrastrutturali e immateriali e capire come Pomigliano possa agganciarsi allo sviluppo del distretto che da Nola va verso l’Adriatico. Pomigliano deve essere un punto di riferimento politico strategico per il Mezzogiorno.

D. La politica non si affianca più ai lavoratori

R. Io ricordo che quando ero al governo ci fu un partecipato corteo di operai dove si chiedeva la mia testa (Iossa Boia) sulla questione dell’Alenia e mi dimisi perché volevano chiudere una vertenza senza Pomigliano favorendo Torino. Giuliano Amato mi scrisse una lettera che mi invitava a ritornare sui propri passi. Quindi io volevo salvare l’Alenia dal suo svilimento strutturale.

D. Pomigliano ha subito una mutazione genetica economicamente

R. Bisogna immaginare uno scenario nuovo per Pomigliano, perché il terziario e la ristorazione sono legati allo sviluppo economico delle aziende, che non insistono solo su Pomigliano ma sono attrazione per i comuni limitrofi. È vero che vengono giovani da ogni parte, ma se la situazione economica si appesantisce, allora anche la ristorazione va in difficoltà. Così come sarebbe serio parlare di ambiente: lo facciamo o no l’impianto di compostaggio? Incentiviamo o no l’auto elettrica? Bisogna ridisegnare le sorti di un paese.

D. Quali sono le prospettive?

R. È venuto seriamente il momento di riflettere, metterne al centro l’individuo con i suoi valori, in questa nuova programmazione scaturibile da un confronto forte tra maggioranza e opposizione; se manchiamo l’opportunità di saper spendere i fondi del PNRR sarà difficile uscire dalla crisi. Sappiamo recuperarli? Sappiamo spenderli? Questo sarà il grande interrogativo della prossima nostra conferenza programmatica.

 

 

 

 

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