POMIGLIANO, NATALE SCADENTE PER I COMMERCIANTI

Riportiamo quanto esprime un noto commerciante pomiglianese, ubicato nel centro nevralgico della città, Corso Vittorio Emanuele, che evidenzia come sia triste e monco di iniziative per il commercio la città, a differenza dell’era in cui governava Lello Russo, dove i colori del Natale e l’afflato civico era respirabile nell’aria. C’è il Covid, ma dobbiamo conviverci: d’altronde l’attuale amministrazione non ha fatto mancare luci e ed eventi sparsi che non coinvolgono il cuore della città.

Dice Marco: “Le sere di dicembre in città sono brutte, domenica Piazza Municipio era deserta a differenza di qualche anno fa. Alle 17.30 volevo aprire il mio negozio ma me ne sono andato, una città spenta in ogni punto, senza eventi, senza intrattenimenti. È vero che c’è il Covid, ma giustamente come ha detto Vincenzo Romano (Azione), il Covid è anche nel Parco delle Acque. Con tutto rispetto per l’incentivo dei Parchi, ma il commercio è al centro. Le nuove restrizioni emanate da De Luca porteranno nuove perdite. Insomma, non c’è cultura per incentivare il commercio cittadino, perché i politici non conoscono le basi. Non sanno che ogni commerciante, su ogni dipendente, sulla dichiarazione dei redditi, sugli acconti, versa al Comune l’addizionale comunale. Questi sono soldi. Più si lavora più versiamo al Comune. Se queste persone capissero che incentivare il commercio serve a loro stessi, non avrebbero fatto un Natale così scadente”

Felice De Falco

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