GLI AUGURI DI FELICE IOSSA: “UNA NUOVA UMANITA’ PER USCIRE DAL GUADO DELLE DISUGUAGLIANZE”

di Felice Massimo De Falco

Felice Iossa, Presidente Associazione Amici dell’Avanti.

On. Iossa viviamo uno dei momenti più tragici dal Novecento in poi. L’epidemia si sta trasformando in specie di guerra civile tra poveri, che devono scegliere se fare la spesa o il tampone. Che idea globale ha di questa situazione?

La pandemia sta mettendo a dura prova l’umanità. Colpisce soprattutto i Paesi più poveri, e fin quando l’Occidente sviluppato non fornirà a questi il vaccino gratuitamente e se non elimineranno i debiti che hanno, difficilmente riusciremo a debellare questa epidemia. Siamo di fronte a sfide epocali che mettono a repentaglio la sopravvivenza dell’umanità. La Terra è surriscaldata, abbiamo una questione ambientale enorme che le assemblee internazionali affrontano ma ancora non affiorano soluzioni convincenti. C’è un movimento giovanile mondiale ambientalista ma non è sufficiente la protesta se non diamo soluzioni. È il Mezzogiorno ha un’occasione enorme perché i fondi del PNRR andranno per lo più al Sud, perché noi ci affacciamo sul Mediterraneo dove avvengono i maggiori scambi commerciali globali. È qui la nostra forza: l’esportazione del Made in Italy di qualità.

Napoli e Pomigliano sono al collasso politico-sociale. I riformisti parlano di “una nuova umanità”. Di che si tratta?

Il socialismo internazionalista è l’unica speranza che ha l’umanità. Con la pandemia molte aziende chiudono, a ció si somma la crisi del manifatturiero come la Leonardo, come quell’auto, della chimica e della siderurgia. Abbiamo soltanto due settori che sono trainanti: quello ferroviario e quello navale: dobbiamo spendere bene in infrastrutture materiali ed immateriali, specie al Sud, i fondi del PNRR per attirare investimenti e creare occupazione di qualità. C’è bisogno della mano dello Stato, come quando nel dopo-guerra c’erano l’Iri, la Cassa del Mezzogiorno, le partecipazioni statali. Senza ripetere gli errori del passato che hanno trasformato strutture importanti in carrozzoni clientelari. Sono convinto che il socialismo democratico porti una nuova visione. Quella di dare all’uomo una nuova centralità, che tenti di diminuire le disuguaglianze. Arrivare ad una nuova civiltà

Non c’è solo l’epidemia a premere, ma anche “l’inverno demografico” descritto da Papa Francesco. Tra 50 saremo un Paese di 30 milioni di abitanti. Come si frena la catastrofe demografica?

Ma come possono i giovani di poter fare figli se non lavorano e cosa hanno fatto i governi per aiutare le famiglie. Se non rispondiamo a questi due quesiti, difficilmente vedremo nascite in Italia, ed è molto preoccupante per il futuro del nostro Paese

Arriveranno tanti miliardi dal PNRR. Come vanno spesi?

Finora non abbiamo dato grande prova di saper spendere i fondi europei. Sono convinto che ci vorrebbe una tecnostruttura collegata al Parlamento che sappia sviluppare questi progetti. Se sprechiamo i fondi del PNRR siamo destinati ad affondare

Lei ha detto che si occuperà di nuovo di Pomigliano per rimettere apposto le cose. Ci faccia un inquadramento della situazione politica attuale della città

Certo, lo sto già facendo, senza secondi fini. Voglio mettere al servizio della città dove sono nato e che amo molto tutta la mia esperienza politica e dare un contributo importante, registrando il fallimento di questa amministrazione.

Il Laboratorio sta dando scarsi frutti, l’alleanza fredda tra Pd e 5 stelle perché non funziona?

Quest’amministrazione ogni giorno perde consenso perché non sa gestire la crisi dell’epidemia, ma c’è il rischio che questa città diventi povera con la crisi delle grandi fabbriche e del loro indotto, con l’edilizia bloccata, con un terziario che diventerà povero, e quindi bisogna dare uno scossone, una nuova visione, una nuova strategia economica che riallacci Pomigliano ai paesi viciniori incentivando la direttrice che va nel nolano e quindi nell’Adriatico. Si tratta di risvegliare la coscienza civile dei pomiglianesi.

Ha da farsi un “mea culpa” nella recente sconfitta elettorale?

Le ultime elezioni hanno registrato una sconfitta perché non è stato valorizzato il lavoro fatto in 10 anni dalla precedente amministrazione. Però oggi abbiamo un enorme potenziale di persone perbene e capaci. Si può creare una vasta area riformista, cattolica, laica, liberale per formare una grande alternativa. Un’opposizione costruttiva, di qualità in consiglio comunale e nel corpo vivo del Paese senza abbaiare alla luna. Io mi sono rivolto al Pd affinché desse un sussulto, perché rischia di essere sopraffatto dall’opinione pubblica se non si risveglia, e lo invito a prendere le contromisure rispetto a questa amministrazione. Nessuno gli ha intimato di rompere l’alleanza ma penso che ci sia bisogno di confronto programmatico serio per creare un’alternativa forte domani. Se non lo capirà, faremo da soli. Lanceremo il coordinamento congiunto delle opposizioni per costruire il partito che non c’è.

Parliamo di Napoli. Come si sta muovendo il nuovo sindaco Manfredi?

Noi abbiamo sostenuto Manfredi nonostante i dubbi che avevamo, non per l’uomo ma per il metodo usato a Roma. Manfredi è senza dubbio un riformista, anche se devo registrare una lentezza dell’azione amministrativa. Napoli è sporca, ha gli stessi problemi di prima. Aspettiamo la finanziaria, per ora registro un ritardo anche sulle piccole cose. Non ci sono ancora le commissioni, le strutture per le municipalità. Io spero che Manfredi acceleri il passo anche grazie ai fondi che arriveranno. Napoli non è solo la capitale del Mezzogiorno, è anche la città più grande del Mediterraneo. È importante ritrovare quello spirito riformista per accorciare le distanze col resto del Paese.

Inizia un nuovo anno che sarà molto duro per le famiglie. Ormai guardano con disillusione al futuro. Cosa si sente di augurare loro per questo 2022?

Faccio gli auguri ai pomiglianesi. Noi ci saremo. Abbiamo un passato che non si può discutere, eravamo arrivati ad un punto molto alto, il PSI aveva espresso un parlamentare ed un senatore e uomini di governo. Ma avevamo sindaci, responsabili delle ASL. Diceva Pietro Nenni: “Rinnovarsi o perire”. Oggi torniamo con forza, senza riferimenti al passato, con determinazione per creare il futuro. Assieme uscire dal guado delle disuguaglianze. Così come ai napoletani, auguro un momento di serenità, di felicità e di speranza

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