UN NUOVO WELFARE AL CENTRO DELL’ AGENDA POLITICA

di Giovanni Esposito

 

Lo spettacolo al quale stiamo assistendo da molti anni a questa parte dimostra tutta l’inefficienza e l’incapacità della classe politica italiana. Decisioni a metà per non scontentare nessuno ma che finiscono per scontentare tutti. Si sono sollevate sommosse per le chiusure, ma si spreca danaro per comprare banchi a rotelle mai utilizzati. Il governo, unitamente al parlamento, sono “concentrati” sulla elezione del presidente della repubblica, perdendo di vista riforme oramai improcrastinabili. I sussidi (leggi reddito di cittadinanza) andrebbero elargiti per un tempo determinato al fine di garantire un sostegno economico in vista del reinserimento nel mondo del lavoro.Invece sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze aberranti di questo assistenzialismo: penuria di manodopera nel settore edile, della logistica perché chi beneficia di detti sussidi preferisce restare a casa piuttosto che lavorare.
Puntare sui giovani sviluppando adeguate strategie per dare loro una formazione ed occupazione, abolire il numero chiuso per accedere alle università perché oltre a ledere il sacrosanto diritto allo studio, non fornisce il numero sufficiente di professionisti e l’emergenza sanitaria conseguente alla pandemia ha dimostrato la carenza di personale sanitario. Occorre una svolta con una sinistra di governo che produca idee e programmi, non fusioni numeriche pur di restare inchiodati alle poltrone. La nostra città non rispecchia altro che il disastro nazionale. Senza soldi, senza idee, senza lavoro o progetti adeguati per i giovani, tanta incuria. Si fanno classifiche e statistiche ma di cosa? Si abolissero le convenzioni sanitarie e con i milioni di euro risparmiati si rafforzassero i presidi ospedalieri, il nostro è un sistema sanitario pubblico e come tale accessibile a tutti indistintamente, il diritto alla salute è sancito dall’articolo 32 della costituzione. Basta arricchire improvvidamente cliniche private e convenzionate, indebolendo strutture ospedaliere pubbliche. Basta la pantomima del presunto taglio delle tasse, se poi vengono aumentati i beni di prima necessità del 30/40 anche 50 per cento e si introducono addizionali comunali e regionali. L’Italia quale posto occupa in Europa per vivibilità, per equità fiscale, adeguatezza degli stipendi? Oltre a decidere chi fa il presidente della repubblica, il presidente del consiglio e le varie tattiche che non portano alcun beneficio ai cittadini, occorre mettere al centro dell’agenda politica il welfare. La sanità pubblica, il gas, la luce, l’acqua, il pane non possono e non debbono subire rincari perché beni di prima necessità. È vergognoso lasciare le piazze ad estremisti di destra intrufolati tra i no vax e che le stesse non vengano occupate dalla triplice , dai sindacati nazionali che rivendichino questi sacrosanti diritti con scioperi anche ad oltranza. È fallito il comunismo , poi anche il capitalismo ed è naufragata la globalizzazione. È giunta l’ ora di un nuovo ordine socio politico. Oggi il sindacato deve porsi il problema della partecipazione alla gestione delle imprese, in questo per la sua cultura politica socialista e riformista la UIL ha un ruolo fondamentale, mettere al centro della propria azione l’uomo e i suoi bisogni. È necessario un movimento politico ispirato ai valori del socialismo liberale e di una moderna socialdemocrazia.Non so se siamo ancora in tempo, ma di sicuro se non si cambia rotta andremo a sbattere e stavolta il tonfo potrebbe essere veramente letale.Come diceva il grande Pietro Nenni fai ciò che devi,accada ciò che può.

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