ESPORTIAMO LA NOSTRA TERRA DEI FUOCHI ANCHE IN TUNISIA

di Felice Romano

I nostri rifiuti bruciano anche in Tunisia.

Il caso portato alla ribalta dalla consigliera regionale Mari’ Muscara’ e poi ammesso dalla  Regione Campania  rea di  omissioni sui controlli dei container partiti da Salerno,  risale allo scorso maggio, quando una nave con settanta container di rifiuti partita  da Salerno aveva  raggiunto  il porto di Sousa.

I Rifiuti di provenienza dell’azienda di smaltimento Sra  avevano  un codice che riconduce alle materie plastiche. A questo carico si sono poi , tra giugno e luglio, aggiunte altre navi che hanno portato  in Tunisia, complessivamente  12 mila tonnellate. Il caos e’ scattato quando all’apertura dei container ,  si e’ scoperto che non si trattava di plastica, ma purtroppo,   di rifiuti indifferenziati e ospedalieri, per i quali non è consentito lo smaltimento transfrontaliero.

Il flusso che sarebbe ovviamente continuato se non c’era la lente d’ingrandimento sull’argomento dell’ Onorevole Muscara’ è  stato  giustamente  bloccato ed anzi   il parlamentare tunisino Majdi Karbai dopo aver contattato  la commissione “Terra dei fuochi”, da cui e’ partita  l’interrogazione alla giunta regionale della Muscarà,   ha portato in Tunisia ad arresti eccellenti, politici sospettati di complicità e corruzione.

A seguito di questi eventi e dell ‘interrogazione regionale della  Muscarà,  la  Regione aveva deciso di di bloccare ogni viaggio di rifiuti pericolosi oltre frontiera. Da premettere che questi rifiuti  finiti in Tunisia dovevano essere rimpatriati  nella nostra  regione già satura di balle e di veleni”.

Da circa un anno e mezzo però  282 container con 7900 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati sono stoccati nel porto tunisino di Sousse nel deposito della azienda tunisina Soreplast a Mourdine a Sousse.  Ieri un  colpo di scena perchè  è andato a fuoco il deposito dell’azienda Soreplast importatrice dei rifiuti italiani nella zona di Moureddine, nel comune di Masaken, circa 10 km a sud della città costiera di Sousse, dove sono parcheggiati nel porto i restanti 212 container.  Lo hanno riferito i media locali, citando una fonte della Protezione Civile di Sousse, secondo cui l’incendio avrebbe distrutto i primi rifiuti italiani stoccati in un’area di circa 4 mila metri quadrati del deposito, che si estende complessivamente su una superficie di 11 mila metri quadrati.

Abbiamo raccolto la dichiarazione della consigliera Regionale Mari’ Muscara’ che desolata dichiara: ” Oggi va a fuoco il capannone dei container provenienti da Salerno, intanto la regione Campania e anche il governo sono impermeabili a qualsiasi tipo di sollecitazione . Il fuoco divampato poche ore la pur tardiva e non fruttuosa visita del ministro degli esteri a Tunisi, sono un segnale che noi in Campania conosciamo bene, ossia che il fuoco cancella e nello stesso tempo minaccia!  La terra dei fuochi può divampare ovunque e così come in Campania può trovare amici omertosi che con il loro utile silenzio diventano complici”

Una nuova  medaglia al petto del nostro   ministro degli esteri  di Maio che sponsorizza il nostro export; solo che questa volta abbiamo esportato un marchio di fabbrica negativo della regione Campania : la nostra terribile terra dei fuochi!

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