PRIMA C’ERANO GLI ITALIANI

Era il suo grido di guerra per mobilitare i tanti italiani che dormivano, di fronte alle nefandezze della politica.
Ora si è calmato un pò, e dopo le sue note vicende personali, si è allontanato dalla scena!

È riapparso, solo un momento, per screditare l’ex Presidente del Consiglio che ha commesso l’imperdonabile errore di mettersi alla testa del “Movimento”, proprio ora che muove lungo il viale del tramonto.
Il suo Movimento, infatti, è in caduta libera, i suoi epigoni, non parlano più, preferendo restare acquattati negli anfratti di Palazzo Chigi.

Di tanto in tanto, il suo erede politico, che non sapeva l’italiano, ha cominciato ad imparare l’inglese; e se prima,complottava con i Gilet gialli, contro il Presidente francese, ora fa sapere chelo voterebbe volentieri alla scadenza del mandato.

Ma, cosa forse più seria, dopo l’apprezzamento peloso del Cavaliere, che ha ritrattato il giudizio sui “cessi da pulire a Mediaset”, il Nostro, si è mostrato molto più accomodante se invece di Mediaset ci si sposta al Quirinale.
Sul Quirinale, però, qualcosa bisogna dirla , ora, prima che cominci la giostra delle elezioni del nuovo Presidente.
L’unica candidatura finora messa in campo dalla Politica è stata proprio quella che non poteva e non doveva essere fatta: quella di Silvio Berlusconi.

Perché non poteva e non doveva ?
Non doveva, non perché, come ha detto Letta:” nessun capo di Partito è stato mai proposto per l’elezione del Presidente”; non doveva, perché è un condannato dalla Giustizia italiana con sentenza definitiva per reati gravissimi ed è stato espulso dal Senato per indegnità morale. In queste condizioni, proporlo alla Presidenza, equivale a fare uno sfregio gravissimo alla serietà delle istituzioni ed all’integrità morale delle nostro Paese. La reazione, finora espressa dai responsabili degli altri Partiti, alla proposta dei Fratelli leghisti di Forza Italia, è solo una presa di distanza, mentre occorreva una levata di scudi che avrebbe dovuto scuotere l’intero Paese dalle fondamenta. Ma come si può pensare di farsi rappresentare da un Presidente del Consiglio, apprezzato e stimato a livello internazionale per capacità e moralità e sull’altra sponda, da un Presidente della Repubblica, ormai noto per le sue barzellette sconce, le Olgettine del bunga bunga, dei processi e delle condanne, dei conflitti di interesse, delle leggi ad personam ???? Come si può fare? Qui non c’entra più lo scontro politico fra destra e nsinistra; non mi sentirei, affatto sconfitto, se al Quirinale andasse un conservatore della Costituzione albertina che fra i suoi difetti includeva anche “l’altissimo concetto del ruolo del Parlamentare come servitore dello Stato”. Uno di quegli uomini che, nel 1861, respinsero nel Senato del Regno, la proposta di retribuire le funzioni dei Parlamentari:”Servire il Paese è un
privilegio, da vivere come un dovere. Chi lo serve in armi, rischia tutto, anche la vita, senza nulla chiedere in cambio”.

Chi invece ha dato già prova di se, dimostrando cosa intendeva, quando disse:” L’Italia è il Paese che amo…” prima di “scendere in campo…”, non ha nessun diritto di riprovarci. Se ci sono persone disposte a sostenerlo, dentro e fuori il Palazzo, è bene che si sappia: che non sono ingenui o smemorati, sono complici!.

Pino Campidoglio

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