CORRERE Sì, MA A QUALE COSTO?

La corsa al “successo”, nei diversi ambiti sociali, diventa sempre più spietata.

Dal mondo universitario a quello lavorativo, la moda è di guardare al prodotto finito e senza alcun difetto. Così, come in una fabbrica di un marchio rispettabile, si cerca di ricavare dalla propria persona quel prodotto perfetto che è apparentemente tanto apprezzato.

E come in una gara fra maratoneti, la corsa al successo prevede vincitori e vinti.

Il risultato ambito è chiaro: essere i più veloci, i più produttivi, quelli con più riconoscimenti.

Così, le persone travolte dalla corsa iniziano ad alleggerirsi di quei vestiti in quel momento ingombranti: si rinuncia ad una propria vita sociale, si sopprimono hobbies e passioni, si mette a tacere la propria fame di creatività.

Tutto ciò che non è finalizzato alla produttività non serve.

In questo modo si perde completamente l’amore per le cose ben fatte, perché l’importante è farle e ottenerne riconoscimenti.

La conoscenza, la fame di cultura viene limitata all’esclusivo superamento di un test: l’importante è superarlo, meglio se con un voto da capogiro, poco interessa quello che ne rimane dopo mesi dal superamento dello stesso.

Eppure, c’è chi stenta a restare al passo.

C’è chi non conosce quale posto in una società vuole occupare, c’è chi è ancora tanto confuso, e proprio non sa se è “portato” per quel percorso che ha intrapreso.

La corsa al successo non risparmia neanche loro, anzi, instillerà in loro un senso di inadeguatezza cronica.

Parlarne con gli altri sarà un ostacolo troppo grande da superare, perché sarà una chiara ammissione di non essere sufficientemente bravi. Quindi meglio nascondere tutto, inventare ed inscenare.

Che amarezza.

La paura è quella di deludere.

Deludere i propri affetti ma soprattutto sé stessi.

L’unica arma, però, è proprio la parola.

Raccontare ciò che si sta vivendo, le proprie sensazioni e comprendere che in realtà la “delusione” è soltanto un frutto di un sistema malato.

Certo, collezionare successi è sicuramente un motivo di gioia, ma tutto è vanificato se a mancare è quella salute mentale che permette di affrontare tutte le situazioni quotidiane in maniera ponderata.

Luigi Della Volpe

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