LA VARIANTE CHE NESSUNO SI ASPETTAVA ….

di Pino Campidoglio

Non se l’aspettava nessuno!

Mentre tutto il mondo era impegnato ad uscire dalla Pandemia, è comparso all’improvviso la variante russa del Virus, che ha messo a soqquadro l’Europa e il resto del mondo.
Prima le schermaglie diplomatiche, che son servite da paravento al Blitz militare già deciso, ed ora l’attacco aereo ai punti nevralgici dell’Ucraina.
Tutta la stampa internazionale, e le reti televisive di mezzo mondo, hanno dato notizia della risposta delle democrazie occidentali ma, con il passare delle ore, si è capito che la risposta non va oltre le sanzioni e gli aiuti all’Ucraina;
Putin ha mano libera per estendere il controllo politico militare della Russia sui Paesi confinanti.
Dopo l’Ucraina ci sono, sullo sfondo, i Paesi Baltici.
Questa, in gergo politico, si chiama visione dello schema che si vuole realizzare commisurando, nel tempo, le difficoltà degli obiettivi alle forze di cui si dispone.
A fronte di questo disegno, non c’è alcuna visione alternativa.
Per contrastare Putin, non ci vogliono solo le armi, occorre avere in mente un Progetto Geopolitico dell’Europa.
Il Blitz di Putin, è apparso a molti, una decisione improvvisata ed affrettata, ma non è così! La decisione di inglobare con poche mosse i Paesi confinanti più ricchi e più utili per la sua
strategia futura, è stata costruita con atti di forza propedeutici, come il colpo di mano in Crimea nel 2014, e con la rete di alleanze allestita, nel corso dell’ultimo decennio, con tutta una serie di interventi, a sostegno dei Paesi in difficoltà dislocati in Asia e in Medio Oriente, dalla Siria, alla Turchia fino alla Libia etc..; e soprattutto, costruendo una intesa di fondo con la Cina, approfondendo il solco che sta dividendo l’economia di quel Paese dagli USA, dopo gli anni della Presidenza Trump.
Le sanzioni di cui si parlerà nelle prossime ore, difficilmente porteranno ad un isolamento della Russia dal resto del mondo.

Le uniche sanzioni che potranno ridurlo a più miti consigli, sono quelle che lo priveranno del sostegno economico e soprattutto politico dei Paesi amici a cominciare dalla CINA.

Un segnale confortante è quello del Giappone, che ha preso posizione contro l’atto di guerra unilaterale del Governo Russo.
Le diplomazie degli USA e dell’Europa, quindi, non devono trattare col nuovo Zar, come hanno fatto finora, per giunta in ordine sparso, ma con i Paesi entrati nell’orbita politica del Cremlino, isolandolo completamente, se non depone le armi tornando a trattare nel rispetto delle regole e del diritto internazionale.
Il momento è critico e non aiuta di certo sapere che quasi tutti i Paesi Europei presentano oggettive difficoltà interne, sia di leadership, che di forza economica; e lo è a maggior ragione, perché la
stessa leadership americana si è andata impoverendo nel corso del tempo.
Questa oggettiva debolezza del Quadro politico internazionale stimola pericolosamente l’avventurismo di personaggi spregiudicati come l’autocrate russo.
Anche questo aspetto della questione andrebbe ripreso ed affrontato con rinnovato vigore in tutti i Paesi dell’Occidente: la Pace, la democrazia e la Libertà non si conquistano una volta per sempre:
sono come l’aria, diceva Piero Calamandrei,
te ne accorgi che mancano solo quando te le portano via.

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