MA PUTIN …

a cura di Pino Campidoglio

Ma Putin è un “grande”, punto e basta? O è un “grande…….”. puntini, puntini? Ha sparato contumelie addosso al Governo ucraino ( banda di drogati, nazisti, etc), ed ha lanciato un avvertimento ai militari di quel Paese, perché sostituissero Zelensky, capo del governo.

Insomma, il solito copione, già collaudato in Crimea: prende di mira una preda, gli mette una pistola alla tempia e gli offre di sottrarsi all’esecuzione, facendosi da parte, semmai, dandosi alla fuga.

A dire il vero, nessuno aveva dubbi che il povero Zelensky, ex attore, assurto alla Presidenza del Governo del suo Paese, più per meriti televisivi che per meriti politici, sarebbe scappato per la paura, di fronte alla minaccia di un grande della terra come Wladimir.

Invece?

Invece, l’ex attore, appena comparso sulla scena della Politica, ha sorpreso TUTTI!

Ma proprio tutti!

Non solo non è scappato, ma ha pubblicato un video carbonaro, in cui Lui e i membri del suo governo, hanno dato un esempio di grandissimo coraggio e grande dignità, allo Zar e al mondo intero: “Io resto al mio posto e  combatterò per difendere il mio Paese”.

Sono solo parole! Ma hanno avuto l’effetto di una bomba nucleare!

Una bomba nucleare, diversa da quella di Putin, (che è subito corso ad allertare il suo arsenale) ma capace di produrre effetti su vastissima scala in tutti i grandi Paesi, incerti sul da farsi.

Insomma, da una parte, un ex attore che entra a testa alta nel ruolo di capo politico di un Paese aggredito, e, dall’altra, un capo politico, in sella da un ventennio su una grande potenza militare, che si ritrova, solo con se stesso, isolato dal resto dal resto del mondo, compresi i Paesi suoi amici (CINA e TURCHIA) e compresi i Paesi storicamente neutrali (Svizzera e Lussemburgo).

Gl effetti della bomba di Zelensky, si sono immediatamente propagati in tutto il mondo:

L’Europa ha avvertito una specie di scossa tellurica ed ha capito, che al di là della solidarietà all’Ucraina, deve affrontare il problema dell’unità politica dell’UNIONE, con tutte le sue implicazioni, legate alla formazione di un vero STATO, con tutte le sue strutture di Governo. Gli USA, hanno capito che senza l’Europa, come auspicava Trump, anche l’America diventa più debole.

La CINA, ha capito che allertare l’EUROPA, con l’aggressione dei Paesi vicini, induce a rivedere la globalizzazione dei mercati e l’autarchia nell’approvvigionamento energetico, con ricadute rovinose sulla produzione di beni made in China.

Non resta che neutralizzare Putin e la Russia, nelle azione messe sistematicamente in campo per ricostituire il vecchio assetto territoriale sancito dagli accordi di Yalta; e ripensare, senza altri sconvolgimenti, al ruolo che dovrà svolgere l’Unione Europea, sul Piano politico per offrire una prospettiva di pace al Continente, ed al mondo intero.

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